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Aggius, esordio per Etnosfera: tre giorni di musica, cinema e letteratura

Aggius, esordio per Etnosfera: tre giorni di musica, cinema e letteratura

Tutto pronto ad Aggius per il debutto del Festival Etnosfera. Venerdì 17, a partire dalle 18, al via un weekend ricco di appuntamenti. La macchina organizzativa nella comunità gallurese non si è certo risparmiata: Etnosfera ospiterà, tra gli altri, eventi di primissimo rilievo come il Premio Andrea Parodi, il World Music e il Babel Film Festival, primo concorso internazionale destinato alle produzioni cinematografiche nelle lingue minoritarie.

La manifestazione nasce da un’idea della Pro Loco di Aggius ed è stata supportata economicamente dal Comune di Aggius, Fondazione di Sardegna e la sponsorizzazione di Delphina Hotel e Resort, una delle principali realtà turistiche dell’Isola.

La direzione artistica del Festival è stata affidata a tre noti professionisti: l’aggese Marco Lutzu, etnomusicologo e docente all’Università di Cagliari; Ottavio Nieddu, operatore culturale e organizzatore di eventi; Diego Pani, etnomusicologo, musicista e produttore discografico. La Pro Loco aggese, sempre molto attiva, nel corso degli ultimi anni si è profondamente rinnovata dando vita a innumerevoli iniziative tra cultura, ambiente ed enogastronomia compreso l’apprezzatissimo “Martedì nel Borgo” in programma quest’anno dal mese di luglio.

Etnosfera è una manifestazione pensata come una vera e propria festa dei popoli e delle musiche: il suo nome infatti fa riferimento alla necessità, sempre più impellente nel mondo contemporaneo, di preservare e valorizzare la ricchezza insita nella diversità delle culture umane.

Si comincia venerdì 17 giugno ore 18, con l’inaugurazione del Festival e l’incontro tra Diego Pani e Emanuele Pintus, vincitore dell’Audience Award al Liet 2022, Festival internazionale dedicato alle lingue minoritarie.

Subito dopo, al tramonto, spazio alla musica country della songwriter americana Kristina Jacobsen in coppia con il contrabbassista sardo Sebastiano Dessanay. La cantautrice e etnomusicologa proporrà un set che percorre il proprio incontro con lingue e culture diverse, con brani in inglese, lingua Navajo e sardo. Il primo giorno di festival si concluderà poi sul palco di piazza, con il concerto rock’n’roll proprio della band di Emanuele Pintus.

La giornata di sabato 18 giugno inizia con la guida all’ascolto del disco “Abacada” di Andrea Parodi, percorso di approfondimento a cura di Marco Lutzu. Subito dopo, nella stessa location, spazio per il beatmaking di Angus Bit, giovane produttore terralbese di ambiente Hip-Hop Lo-Fi alle prese con giradischi e campionatore.

Il programma della giornata prosegue poi con l’incontro tra Ottavio Nieddu, Luca Parodi (Fondazione Parodi) e i musicisti ospiti della Fanfara Station. Al tramonto, spazio per la musica e le parole di Federico Marras Perantoni, giovane cantautore di Porto Torres, che presenterà brani tratti dal suo disco “Canzoni di Mari”.

A conclusione della giornata di sabato, sul palco centrale, spazio alla world music di Fanfara Station, vincitori dell’edizione 2019 del Premio Parodi, per la seconda volta, in esclusiva, su un palco sardo. Chiude poi la serata il Dj Set di Angus Bit.

L’ultima giornata del Festival Etnosfera, domenica 19 giugno, si apre con “Conti da lu prèmiu Aggju” a partire dalle ore 11Marco Lutzu dialogherà al Museo Meoc con Andrea Muzzeddu e Riccardo Mura per la lettura di racconti dal premio ‘Aggju di conti gadduresi e cossi’ con Maria Antonietta Pirrigheddu e Matteo Biancareddu (voci recitanti) e Sarram (drones).

Un secolo di cinema in Gallura. La giornata di domenica è incentrata su due importanti produzioni filmiche che, a distanza di un secolo l’una dall’altra, celebrano la Gallura. 

Alle 18 appuntamento con Musiche dal Muto di Gallura: Diego Pani e Marco Lutzu dialogano al Parco Capitza, con Paolo Baldini, Alfredo Puglia e Matteo Muscas.

Alle 21.30 è prevista la proiezione di Cainà, la figlia dell’isola”, di Gennaro Righelli con Maria Jacobini. Musiche originali di M. Palmas. Nel 1922 Righelli gira Cainà, film muto nel quale, tra verismo ed esotismo, si narra la vicenda di una giovane caprara che sogna di attraversare il mare. Il film si riteneva fosse andato perduto, fino a quando una copia della pellicola è stata ritrovata a Praga e restaurata dalla Cineteca Sarda in collaborazione con la Cineteca del Friuli. A partire dal 1995, il film restaurato è stato proiettato in diverse parti d’Europa con le musiche dal vivo composte da Mauro Palmas. Quest’anno, per celebrarne il centenario, Palmas ha riscritto la colonna sonora nella quale sonorità mediterranee dialogano con i ritmi e le melodie della tradizione sarda.

La Pro loco di Aggius, guidata da negli ultimi anni da un gruppo di giovani, ha sentito la necessità di valorizzare il territorio e la ricchezza culturale attraverso una chiave di lettura innovativa. Da qui nasce l’idea di realizzare un Festival che possa esaltare le minoranze linguistiche della Sardegna e non solo, espresse attraverso il linguaggio universale della musica. Questa è la prima edizione del Festival, auspichiamo possa proseguire e crescere negli anni” – dichiara Paolo Sanna della Pro Loco di Aggius.

Crisi COVID-19, La realtà che ci circonda: l’appello di artisti e intellettuali sardi

Il seguente appello è promosso da operatori della cultura e intellettuali sardi e diffuso primariamente dal sito Indielibri

LA REALTÀ CHE CI CIRCONDA

Gli artisti sardi, e in generale tutto il mondo della cultura in Sardegna, hanno risposto alla crisi sanitaria in maniera molto generosa, mettendo spesso a disposizione gratuitamente le loro opere, prestandosi a partecipare a eventi culturali online a titolo gratuito per rendere meno pesante gli effetti del distanziamento fisico che, in tutto e per tutto, rischia di compromettere il nostro modo di vivere la socialità e il nostro modo di usufruire della cultura.

Oggi tutto il mondo della cultura rischia di subire un contraccolpo mortale per via delle misure governative che impediscono qualsiasi tipo di assembramento. È soprattutto la cultura indipendente, quella che si muove dal basso e senza nessuna forma di sostentamento a subirne le maggiori conseguenze. Sono tutti coloro ai quali il lockdown ha già ridotto o annullato la capacità di reddito e a cui il futuro non promette alcuna garanzia di sopravvivenza dignitosa.

In balia della curva del contagio, che può prevedere nuove e urgenti misure di confinamento alternate a deboli e confuse riaperture , la sorte del settore culturale si presenta assolutamente incerta. Una condizione per cui già si prospettano soluzioni classiste ed elitarie con riduzione del pubblico e un aumento dei costi degli spettacoli. La cultura diventerebbe così appannaggio delle classi più abbienti, mentre il popolo potrà fruirne solo attraverso i monitor di pc e smartphone, perdendo così il contatto umano e la relazione che invece questa promuove, in ogni sua forma. A quel punto il distanziamento sociale sarebbe compiuto, in barba a un più razionale e democratico distanziamento fisico rispondente a una emergenza limitata nel tempo.

L’APPELLO AL REDDITO DI DIGNITÀ

In Sardegna, il mondo dello cultura indipendente, conscio delle difficoltà che incombono sul futuro, rivolge alla società un appello affinché venga garantita la sopravvivenza di ogni forma di espressione artistica, la libera circolazione e fruizione della cultura e della creatività per tutti e tutte.


Chiediamo alla politica un impegno concreto. La garanzia di un reddito mensile di dignità per un valore minimo superiore alla soglia di povertà. Un reddito minimo garantito a chiunque ne abbia bisogno, non solo agli operatori della cultura ma a tutte le persone le cui condizioni di vita non siano sostenibili individualmente. Un reddito minimo di dignità non vincolato dunque al nucleo famigliare o allo svolgimento di un lavoro che non garantisce l’autosufficienza economica ma stabilito su base individuale, a garanzia di vita una dignitosa.

I provvedimenti esistenti costituiscono un sostegno al reddito durante il lockdown, ma non offrono risposte sufficienti a coloro che già prima dell’emergenza sanitaria si trovavano in situazioni lavorative precarie, atipiche o informali, cioè a coloro che maggiormente subiranno gli effetti dell’incipiente crisi economica.

Siamo consapevoli del rischi che la nuova normalità potrà essere ben peggiore della vecchia se non forniremo a tutte le persone uno strumento in grado di fronteggiare l’aumento dei livelli di disoccupazione e di precarietà che si prospettano ed è per questo che chiediamo subito un reddito di dignità. Un reddito capace di contrastare le crescenti disuguaglianze sociali e che offra ai lavoratori un maggior potere contrattuale, un reddito che freni la compressione dei salari e la polarizzazione delle ricchezze, un reddito che affermi nuovi criteri di giustizia ed equità sociale.

L’APPELLO AL LAVORO GARANTITO

La crisi sanitaria ha determinato la sospensione di tutte le manifestazioni organizzate nonché gli eventi in luogo pubblico o privato. Gli operatori della cultura non hanno più alcuna certezza di poter vivere del proprio lavoro. La cultura – una parte fondamentale delle vite di tutte le persone –, rischia di scomparire o quantomeno di subire un drammatico ridimensionamento. Per questo chiediamo l’intervento della Regione in questo settore, per far sì che ogni operaio della cultura possa continuare a vivere del proprio lavoro.

Chiediamo alla Giunta Regionale della Sardegna l’impegno di programmare da qui ai prossimi tre anni un intervento strutturale a favore del mondo della cultura, abbattendo ostacoli burocratici e detassando ogni genere di spettacolo e manifestazione artistica. Una programmazione culturale che coinvolga attivamente i 377 comuni dell’isola, che valorizzi anche la lingua e la cultura sarda, i tanti bravi artisti locali, la prolifica cultura indipendente isolana. Una programmazione costruita davvero sul territorio e il suo diritto di decidere e valorizzarsi, e che dia maggior risalto alle realtà artistiche locali, quelle minori e spesso più penalizzate.

Chiediamo un piano per la cultura che permetta a tutti i festival e alle svariate manifestazioni artistiche, espressione della vitalità e della produzione artistica sarda, di non scomparire, uccise dalla burocrazia e da provvedimenti eccessivamente penalizzanti e restrittivi, prima ancora che dalla crisi economica. Chiediamo di poter lavorare in sicurezza, garantendo a noi e al nostro pubblico di riprenderci il diritto alla cultura e alla socialità, in questi mesi spesso vituperata in maniera illogica e del tutto irrazionale

Chiediamo infine l’eliminazione di tutti i divieti e impedimenti agli spettacoli e alle arti di strada, agevolandone e incentivandone invece lo svolgimento attraverso un coinvolgimento diretto dei comuni, “liberando l’arte”, concedendo spazi pubblici, sostenendo gli artisti e la fruizione pubblica dei loro spettacoli. Un nuovo modo di vivere la dimensione della socialità e di riappropriarci delle strade e delle piazze delle nostre città e dei nostri paesi, pur garantendo le norme di sicurezza fintanto che permarrà il pericolo da contagio.

Chiediamo alla società civile, agli artisti, alle associazioni, a tutte le categorie produttive di dare pubblico sostegno a queste nostre richieste. Chiediamo un impegno della Regione Sardegna finalizzato a garantire il lavoro di tutto il mondo della cultura sarda. Chiediamo di sostenere l’appello al reddito di dignità e al lavoro garantito per tutti e per tutte.


La cultura è vita, la cultura non deve morire.

FIRMA L’APPELLO!

Le adesioni possono essere inviate all’indirizzo: indielibri@gmail.com indicando nome, cognome, qualifica professionale e numero di telefono (il numero telefonico non sarà reso pubblico). 

https://www.zinzula.it/crisi-covid-19-la-realta-che-ci-circonda-lappello-di-artisti-e-intellettuali-sardi/?fbclid=IwAR2ls2p9LfbZmuG3XaPGNx4CT89HKCThNfvz270GHKByJHaJF-kGkcDyLFs

Santa Teresa. XXII° premio “Lungòni”, poesia gallurese e corsa

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Santa Teresa. XXII° premio “Lungòni”, poesia gallurese e corsa

Lo storico premio di poesia gallurese e corsa “Lungòni” (toponimo originario di Santa Teresa di Gallura) giunge quest’anno alla XXII° edizione. Il bando, uscito nei giorni scorsi, prevede per il concorso un argomento libero e testi con lunghezza massima di 40 righe. Gli elaborati – rigorosamente inediti – verranno iscritti in una doppia sezione, gallurese e corsa, senza distinzione alcuna tra opere redatte in rima o meno. Oltretutto, sia per il Gallurese che per il Corso, verrà prevista una sottosezione alternativa a quella dedicata agli adulti che accoglierà i lavori di poeti giovani e giovanissimi (dagli 8 ai 18 anni).

La sezione adulti prevede un premio con riconoscimento in denaro per quattro opere, mentre la sezione dedicata ai giovani premierà con queste queste modalità unicamente il vincitore e riserverà al II° e III° classificato una premiazione con degli oggetti.

Inoltre, il concorso prevede ulteriori riconoscimenti di rilievo. Per la sezione gallurese ci sono in palio diverse targhe: “Lu Cumuni di Lungòni”, “Gianni Filigheddu”, “Andrea Quiliquini” e “Giulio Cossu”. Per la sezione corsa, la targa in premio è invece intitolata a “Jean Baptiste Stromboni”.

Il premio “Lungòni” è organizzato dalla Biblioteca comunale “Grazia Deledda”, mentre per il Comune di S. Teresa è la dottoressa Roberta Careddu ad operare in qualità di responsabile del procedimento amministrativo.

La data di scadenza per la presentazione dei lavori è fissata per il 18 novembre prossimo, e a tal proposito farà rigorosamente fede la data di ricezione del protocollo. La successiva cerimonia di premiazione è prevista per il 10 dicembre prossimo alle ore 16:00, nei locali dell’Auditorium del Teatro comunale “Nelson Mandela”.

Il bando completo per il XXII° premio di poesia “Lungòni” è visionabile in lingua italiana e in lingua gallurese nel sito istituzionale del Comune di Santa Teresa di Gallura alla sezione “Cultura”.

L.P.

http://www.ilminuto.info/2016/09/santa-teresa-di-gallura-xxii-premio-lungoni-per-poesia-in-lingua-gallurese-e-corsa/#more-37409

Tempio, II edizione del Props Festival. “Fragilità”: tra riflessioni personali e impegno sociale

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Progetto grafico: Christian Mannu

Tempio, II edizione del Props Festival. “Fragilità”: tra riflessioni personali e impegno sociale

Dopo l’interessante esordio nella scorsa estate, al via in Alta Gallura la II edizione del PROPS Festival. Promotore ed organizzatore principale, l’Associazione Culturale Bottega No-Made, giovane realtà nata dalla collaborazione tra i tempiesi Fulvio Accogli, Gianni Monteduro e Sara Puggioni i quali curano la direzione artistica dei numerosi eventi in programma. Dal 13 al 17 luglio, Tempio Pausania e Bortigiadas (nel 2015 le tappe del Festival si sono avvicendate includendo anche Aggius, Calangianus e Luras) ospiteranno la seconda edizione del festival che al suo esordio ha visto la partecipazione – tra gli altri – di Marcello Fois, Michael Margotta e Gavino Murgia. La II edizione del Props è così dedicata al tema della “Fragilità”, condizione umana dell’individuo che si declina su vari aspetti – sociale, politico, religioso – e viene esplorata ed indagata attraverso i diversi linguaggi dell’arte. La fragilità, dunque, vista non come limite ma come un’opportunità, quasi una necessità, con le arti foriere di un momento di rottura e al contempo strumento di accompagnamento alla scoperta di un nuovo punto di vista, sentendo ed entrando in sintonia con natura, paesaggio e il prossimo che con noi occupa lo stesso spazio di vita.

Si parte il 13 luglio con l’inaugurazione della mostra “Di_Segno_no_Made”, esposizione collettiva d’arte contemporanea a cura di Giuseppe Uzzanu nella suggestiva cornice del Chiostro degli Scolopi a Tempio Pausania.

Nella giornata di giovedì 14 luglio ospite del Props l’attore Daniele Monachella che presenterà insieme a Fulvio Accogli e Vanni Fois, sempre nel Chiostro degli Scolopi/Biblioteca comunale di Tempio Pausania, l’audio-libro Un anno sull’altipiano”, opera ispirata al celebre romanzo di Emilio Lussu.

L’opera di Lussu sarà protagonista anche della serata di giovedì nella Piazza San Pietro, qui Daniele Monachella la metterà in scena attraverso un recital musico-teatrale. La sua recitazione vedrà l’accompagnamento musicale a cura di Andrea Congia (chitarre, loop-station) e Massimo Loriga (sax).

Venerdì 15 luglio due laboratori di teatro sociale: il primo rivolto ai membri della casa famiglia “Villa Lissia”, condotto dall’Associazione officineperegrine di Santa Teresa di Gallura, l’altro coinvolgerà gli ospiti della casa protetta “Casa della Letizia” e sarà curato dall’Associazione Bottega No-made.

Nel pomeriggio laboratorio di gioco teatro e teatro delle ombre, a cura di Marta Gabriel e Lidia Baduena, rivolto ai bambini dai 6 ai 12 anni ed aperto ad un massimo di 12 partecipanti.

In serata, tappa a Bortigiadas per “So Quadri” triplice evento a partire dalle 21:45 ospitato nella Chiesa di Santa Croce.

Nella giornata di sabato 16 luglio, al Chiostro degli Scolopi/Biblioteca comunale di Tempio Pausania, si terrà “Fuori Logo”, aperitivo letterario con Cristian Mannu, autore del romanzo “Maria di Isili” e vincitore del Premio Calvino 2015. Dialogheranno con l’autore Maria Antonietta Tamponi e Chiara Pesenti e, ad accompagnarli, il reading di Fulvio Accogli e il contrabbasso di Gregorio Mureddu.

Sempre nella serata di sabato, a Tempio Pausania l’evento di punta per la II edizione del Props: concerto di Militant A, leader e voce degli Assalti Frontali, gruppo underground rap romano con alle spalle più di venti anni di carriera e collaborazioni di successo, noto al grande pubblico per l’impegno politico. Il primo album del gruppo – Baghdad 1.9.9.1. fu pubblicato sotto il nome di “Uniti contro la guerra” in occasione della Prima Guerra del Golfo.

Nel corso degli anni, Assalti Frontali ha prodotto dischi divenuti ormai storia di primo piano nell’hip-hop italiano, mantenendo un profilo non allineato con il mainstream e realizzando centinaia di concerti in numerose realtà sociali occupate (squat) e per azioni di solidarietà. L’appuntamento con Militant A è alle ore 22:30 in Viale Fonte Nuova a Tempio Pausania.

Chiusura del Props, domenica 17 luglio con un duplice appuntamento al Nuraghe Tanca Manca di Tempio Pausania. Alle ore 11:00 “l’Archeowalk” curato dall’Associazione Culturale Bottega No-Made, un seminario archeologico itinerante; segue Roberto Fara, componente di Pino & gli anticorpi e protagonista nell’ultimo film “Bianco di Babbudoiu” con Igor Biddau alla regia, presenterà “Son’e Petra”, un reading musicale con l’accompagnamento di Gregorio Mureddu.

Tutti gli eventi del Props Festival saranno ad ingresso gratuito.

http://www.ilminuto.info/2016/07/tempio-pausania-al-vial-la-ii-edizione-del-props-festival/

Sassari. Su FIU pro s’isportellu linguìsticu de Tàtari

FIU isportellu linguìsticu

Su Fronte Indipendentista Unidu denùntziat s’indebilitada de su servìtziu de s’isportellu linguìsticu de Tàtari Continua la lettura di Sassari. Su FIU pro s’isportellu linguìsticu de Tàtari

Tiesi. Invito dell’amministrazione agli insegnanti per “s’annu de s’attaccu”

feudalesimo tiesi
La data di ieri, per chi non lo sapesse, ha in un certo senso segnato la storia di Thiesi e del Meilogu; in occasione della ricorrenza del 6 ottobre, dall’Assessorato alla cultura del Comune di Thiesi è partito un invito rivolto ai dirigenti scolastici (delle elementari, medie e superiori) a far tenere una lezione rivolta al ricordo di questa giornata. Di seguito riportiamo l’invito sopracitato insieme alla sintesi storica consegnata alle scuole.

“Dirigente, mastros e professores istimados,
su ses de Santuaine est una data de importu mannu pro sos tiesinos e non solu. Cussa die de su 1800 sa ‘idda de Tiesi est bistada brujada dae sos soldados imbiados dae su guvernadore de Tàtari pro frimmare sa rebellia contra a sos feudatarios.
Su chi est cumbinadu in cussas dies e in cussos annos, sa bellesa e s’importantzia de cuss’istòria, sun a bortas pagu ammentadas.
S’invitu chi bos faghimus est chi martis, su 6 de Santuaine, nde faeddedas a sos ischentes bostros e legedas sos passazos pius importantes de cuss’istòria (bogados dae su lìberu “THIESI VILLA ANTIFEUDALE” de Gavinu Pramma), pro chi la connoscan issos e la fetan connòschere in sas domos issoro.  Su ses de Santuaine devet diventare pro Tiesi una die nòdida ca, comente onzi annu su 4 de Sant’Andria ammentamus cun rejone sos mortos de sas gherras pius mannas, amus su dovere de sa riconnoschèntzia e de s’ammentu a sos mortos de sa gherra chi jajos nostros an fatu in domo issoro. Seguru chi atzetedas cun piaghere custa lìtera, bos saludo e bos torro gràtzias”

“S’assessore a sa cultura, Salvatore TancaContinua la lettura di Tiesi. Invito dell’amministrazione agli insegnanti per “s’annu de s’attaccu”

Lurisi. Un suzzessu la III edizioni di Domos Abbeltas

tzilleri rock
Seconda giornata di Domos Abbeltas. Alla Domo n. 51 – Su Tzilleri dell’Associazione Custessora – suona il rock della Mauro’s Band (Foto: Andrea Satta)

Un suzzessu in Lurisi la III edizioni di Domos Abbeltas, li “Cortes Apertas” gaddhuresi. Prisenzi un pocu in crescita pa una di li manifestazioni più in vista di lu nord Saldigna. Lu modellu è chissu di l’eventu spaltu undi la mannura – iscendini da lu boitu maxi eventu monopulizzatu e stragnu a lu locu – no è altu chi l’impultanzia di un cuntestu di attoppi “minori”, chi folmani olganicamenti lu ‘alori agghjuntu di l’offelta turistica. A una ‘olta, valurià li siènzi e li capitali di lu paesi – ispissu amendui suttustimati – in cunfolmitai cu l’identitai di la comunitai. La manifestazioni spalta pilmetti di silvì un nummaru impultanti di passoni chena miminà la galitai di lu silviziu offeltu e li siènzi divessi in dugna puntu di lu caminu. La cooperazioni è, pa definizioni, una chjai nizissària in modu chi l’eventi diffusi agghjni pruvettu e, ill’apparenti spaldìziu, aunini una comunitai innantu a la storia e li pirìzi soi, rinfulzendila economicamenti. Tutti cussì poni imbiccà calche cosa chi li possia piacì, comu lu géniu di li visittadori mattessi cambigghja a dugna stritta imbuccata: una rasogghja, un cuadru, unu spultinu in, una pitànzia nostrana, un muisè, una canzoni. Cun 60 domos abbalti a lu pùbblicu, indrentu a un centru storicu riccu di sugghjstioni, da l’altigianatu a l’assagghj, da l’ammenti storichi e populari a li bruttei d’ugna scera, a lu magnu e bì di galitai, v’è solu di sciuarà.

Lurisi – cun mancu di 3.000 abitanti – chjudi la telza edizioni di Domos Abbeltas cun più di 10.000 prisènzi stimati e, impultanti, un magghjóri ghjru d’affari. Una cunfelma pa lu paesi gaddhuresu chi cilca cussì di middurà l’offelta turistica valuriendi li raichi di la comunitai e rindendisi bè sumiddabili a fora,  cumpruendi cu la pratica li pussibilitai manni chi ani li comunitai saldi.

Luras. Un successo la III edizione di Domos Abbeltas

Un successo a Luras la III edizione di Domos Abbeltas, le “Cortes Apertas” galluresi. Presenze in lieve aumento per una delle manifestazioni ormai più in vista del nord Sardegna. Il modello è quello dell’evento diffuso dove la grandezza – superando l’avvilente maxi evento monopolizzato e avulso dal contesto locale – non è altro che l’importanza di un complesso di appuntamenti “minori”, che formano organicamente il valore aggiunto dell’offerta turistica. Insomma, valorizzare le competenze e i capitali del paese – spesso entrambi sottostimati – in coerenza con l’identità della comunità. La manifestazione diffusa permette di servire un numero importante di persone senza ridurre il livello dell’offerta e marginalizzare le singole competenze in ogni punto del percorso. La cooperazione è, per definizione, una chiave indispensabile per la riuscita di eventi diffusi che, nell’apparente dispersione, uniscono una comunità su storia e maestrie proprie, rafforzandola economicamente. Tutti possono incontrare qualcosa di proprio gradimento, e i gusti dei visitatori stessi cambiano ad ogni vicolo imboccato: un coltello, un quadro, un cestino in vimini, una pietanza tipica, un museo, una musica, un libro. Con 60 domos aperte al pubblico, dentro un centro storico ricco di suggestioni, che vanno dall’artigianato alle degustazioni, dalle rievocazioni storiche e popolari a laboratori di ogni genere, al cibo e alle bevande di qualità, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Luras – con meno di 3.000 abitanti – chiude dunque la terza edizione di Domos Abbeltas con oltre 10.000 presenze e, dato rilevante, un giro d’affari in crescita. Una conferma per il paese gallurese che cerca così di migliorare l’offerta turistica valorizzando le radici della comunità, rendendosi sempre più riconoscibile all’esterno e mostrando con la pratica le grandi possibilità a disposizione delle comunità sarde.

http://www.ilminuto.info/sc/2015/06/luras-un-successo-la-iii-edizione-di-domos-abbeltas/