Tempio Pausania, Hotel Limbara. Cooperativa Turistica Sinis di Narbolia: “volevamo solo aiutare, noi mai avuto ruoli gestionali e finanziari”
La Cooperativa Turistica Sinis non ci sta a essere equiparata a saccheggiatori e gestori irresponsabili. Ho avuto modo di sentire il presidente della storica cooperativa oristanese in merito alle vicende dell’Hotel Limbara in località Curadureddu, approfondimento in prossima pubblicazione su questo blog.
Come si vedrà nel dettaglio, erano tre i soggetti aziendali che agli inizi del 2015 costituirono una nuova ATI che nei mesi seguenti beneficerà della concessione da parte del Comune di Tempio Pausania per la gestione novennale della nota struttura ricettiva sul Monte Limbara, ormai inattiva dal 2017.
Fondata nel lontano 1979, la Cooperativa Turistica Sinis di Narbolia aveva preso parte anche alla prima ATI del 2006, esperienza inizialmente positiva e poi interrotta bruscamente nel 2011 a causa delle vicende che hanno coinvolto la cessata Cooperativa Sirio (La Maddalena) e il Comune di Tempio. Nel 2015 arrivò un po’ a sorpresa un fumoso progetto di rilancio con una nuova e rinnovata ATI. La Coop. Sinis venne nuovamente coinvolta, forte della sua decennale e solida esperienza nella gestione di strutture ricettive, ma diede da subito un apporto marginale al progetto, come confermato anche dal verbale del Consiglio di Amministrazione che precedette la costituzione dell’ATI presso uno studio notarile sassarese.
“Il verbale del nostro Cda è stato citato anche e soprattutto in occasione dell’incontro dal notaio e allegato al conseguente atto di costituzione dell’ATI. Il verbale è chiarissimo in merito al ruolo che avremmo rivestito nell’auspicato rilancio della struttura” – precisa Giuseppe Porcedda, presidente della Coop. Sinis.
“Credo sia doveroso fare una premessa – sottolinea Porcedda. Noi volevamo dare veramente una mano e da parte nostra si trattava di un aiuto totalmente disinteressato. Non ci entrava nulla in tasca dal rilancio di una struttura a 100 km dalle nostre attività. Volevamo solamente dare un supporto qualificato vista la nostra esperienza nel settore e alla luce del fatto che noi stessi, decenni or sono, siamo stati aiutati nel momento in cui come giovane Cooperativa ci siamo messi sul mercato con tutti i rischi e i timori del caso. Abbiamo avuto diversi aiuti da operatori storici e volevamo restituire, idealmente ma anche concretamente, questo supporto. Purtroppo le cose sono andate in tutt’altra direzione, abbiamo riposto malamente la nostra fiducia e disponibilità”.
Coerentemente con quanto dichiarato da Porcedda, il citato verbale del Cda riportava testualmente: “la Cooperativa Sinis nell’ambito della propria specificità avrà solo funzioni di consulenza e di indirizzo generale relativamente al marketing e alla promozione senza alcun coinvolgimento nella gestione diretta della struttura ricettiva e senza responsabilità di tipo economico finanziarie escludendo qualsiasi coinvolgimento della stessa dalla vita aziendale e dagli impegni che verranno presi dalla Sardinialand SRL e Raibow Italia Società Cooperativa a R.L.”.
“Inoltre – prosegue Porcedda – vogliamo evidenziare che di fatto non abbiamo mai potuto effettivamente svolgere alcuna attività di quelle previste in quanto le società impegnate nella parte gestionale, a partire dalla stagione 2015 fino all’interruzione totale delle attività nel 2017, non ci hanno mai consultato e, limitatamente al ruolo ricoperto nell’ATI, non ci è stato consentito di operare in alcun modo. In attesa della pubblicazione dell’approfondimento riguardo le vicende dell’Hotel Curadureddu ci preme comunicare quanto ci competeva al fine di chiarire la nostra posizione in un’incresciosa situazione dove la nostra Cooperativa non ha avuto alcuna responsabilità e nessun ruolo”.
















