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Tempio, elezioni comunali 2026 (I parte). Gli schieramenti in campo e le modalità di voto

Tempio, elezioni comunali 2026 (I parte). Gli schieramenti in campo e le modalità di voto

Quelle di Tempio Pausania saranno le elezioni delle prime volte. Le prime con cinque candidati a sindaco e sei liste. Le prime che vedranno da subito l’adeguamento delle nuove indennità di funzione per Sindaci e Assessori previsto dalla Legge di Bilancio 2022 a decorrere dal 2024 ancorate, in proporzione alla popolazione, al trattamento economico dei Presidenti delle Regioni. Per Tempio l’incremento è considerevole in quanto capoluogo di Provincia. Saranno anche le prime elezioni comunali con l’eventualità del doppio turno e la prima volta con quasi cento candidati consiglieri e consigliere. Sarà sufficiente a rilanciare un’affluenza passata dal 79,6% (2010) e 68,50% (2015) ad appena il 57% del 2020? Un probabile ballottaggio come verrà recepito dalla cittadinanza in termini di affluenza e scelte espresse? In ordine alfabetico per cognome un breve profilo dei candidati a Sindaco/a e relative proposte.

Addis Giovanni Antonio Giuseppe (noto Giannetto). Lista: Tempio Tradizione e Futuro. Classe 1954, imprenditore nel settore della ristorazione e politico di lungo corso nell’UDC. Più volte assessore comunale dagli anni ’90 a oggi, sindaco uscente 2020-2026 e in precedenza primo cittadino di Tempio per un anno e mezzo in sostituzione di Andrea Biancareddu (2015-2019) eletto in Regione con il centrodestra. È sostenuto da una lista composta per metà dagli attuali assessori – Aisoni (vicesindaco), Cossu, Vargiu, Quargnenti, Liguori – e alcuni altri consiglieri uscenti ai quali si aggiungono diverse new entry alla prima candidatura. Punta su continuità e stabilità. Rispetto alle vicissitudini che caratterizzarono il precedente mandato di Biancareddu, la seconda legislatura di centrodestra non ha registrato il cosiddetto rimpasto per rinsaldare equilibri politici. Anche questa è probabilmente una “prima volta” nella storia delle Giunte tempiesi abituate a sistematiche riassegnazioni di deleghe assessoriali. Novità di rilievo, Addis incassa il sostegno del Partito Democratico.

Biancareddu Andrea Mario. Lista: UniAmo Tempio. Classe 1966, già sindaco di Tempio e tre volte assessore regionale. Dopo un inizio di carriera in Forza Italia, da fine anni ‘90 uomo forte dell’UDC fino a diventarne coordinatore regionale dopo la morte di Giorgio Oppi. Nel 2023 la segreteria romana lo esautora e, last-minute e un po’ a sorpresa, si candida con la Lega Nord. Già sindaco di Tempio nel 2015 sostenuto da tutto il gruppo (con l’eccezione di Elisabeth Vargiu all’epoca non candidata) che oggi supporta Addis, compreso quest’ultimo. Punta su un mix di esperienza politica, principalmente la propria, e diversi volti nuovi oltre l’apporto di alcuni ex avversari divenuti oggi alleati come Nino Vargiu, ex candidato sindaco per il Movimento Cinque Stelle (proprio contro Biancareddu nel 2015) e due ex consiglieri di centrosinistra, Nicola Tondini e, soprattutto, Mario Addis, già Assessore al Bilancio nella Giunta Frediani (2010-2015) ed ex segretario cittadino del Partito Democratico. Non è la prima volta e conferma una certa tendenza di Biancareddu a trasformare gli avversari di ieri negli alleati di oggi. Nel 2015 furono ben tre gli uscenti di centrosinistra passati al centrodestra che contribuirono alla sua elezione contro Antonio Balata, quest’ultimo oggi segretario provinciale del PD e considerato molto vicino a Monica Liguori, assessora uscente e ricandidata con Gianni Addis.

Carta Fabrizio. Liste: Alleanza di Sinistra per Tempio e Tempio Ritorna Città. Classe 1984, militare della Brigata Sassari e segretario regionale per ASPMI (Associazione Sindacale Professionisti Militari), editore di Teleregione Live emittente cattolica che fa capo al direttore di rete nonché guida spirituale Gianni Sini, il noto “prete esorcista”. Si tratta dell’unico candidato sostenuto da due liste con 29 candidati consiglieri inclusi gli ultimi due candidati a sindaco sconfitti nella tornata del 2020. Nicola Comerci, ex candidato per il centrosinistra anche in occasione di diverse elezioni regionali tra cui l’ultima (con AVS) a sostegno di Alessandra Todde. Alessandra Amic, candidata nel 2020 e riferimento locale per Fratelli d’Italia, già in Giunta con Andrea Biancareddu nel 2015 e anch’essa candidata alle ultime regionali per Paolo Truzzu. Alessandro Cordella, candidato a sostegno di Amic nel 2020 e consigliere di minoranza uscente, figura nella lista con Comerci al quale si è progressivamente avvicinato dopo la contrapposizione alle elezioni 2020 e la precedente ostilità in occasione delle lotte per l’ospedale di Tempio portate avanti dal comitato Abali Basta. Si tratta quindi di una coalizione ampia ed estremamente eterogenea con forze politiche aspramente contrapposte tanto storicamente quanto in occasione delle ultime elezioni regionali e consultazioni referendarie più recenti. Punta su numerosità e una forte trasversalità della proposta amministrativa.

Frediani Romeo. Lista: Coalizione Centro Sinistra Romeo Frediani. Classe 1952, funzionario pubblico in pensione, ultimo candidato sindaco ad aver ufficializzato la candidatura dopo il flop della lista di centrosinistra. Di provenienza socialista, due volte assessore comunale tra gli anni ’80 e ’90, è stato l’ultimo sindaco tempiese del PD (2010-2015) con un convulso ultimo anno di legislatura. È sostenuto da una parte delle forze disponibili nei mesi scorsi a presentare una lista in linea con il “Campo Largo”, progetto poi abortito e dal quale sono scaturite a stretto giro le dimissioni di Marina Tamponi, ultima segretaria cittadina del PD. Anche per ragioni cronologiche appare la più svantaggiata tra le cinque proposte e la maggior parte delle forze riconducibili al cosiddetto Campo Largo ne hanno pubblicamente delegittimato la candidatura. Fa eccezione il sostegno di Sinistra Futura che a Cagliari esprime due seggi in maggioranza. Detto questo, in una corsa a cinque con quasi cento candidati Frediani potrebbe comunque erodere consenso determinante “all’ala sinistra” della coalizione di Carta ma probabilmente anche a quelle di Addis e Biancareddu. Punta sull’essere il riferimento per l’elettorato scontento dalla balcanizzazione del centrosinistra all’interno di un po’ tutte le altre liste e l’avvicinamento a blocchi politici più riconducibili all’area di destra e centrodestra.

Gianna Masu. Lista: Con Tempio Fronte Comune. Classe 1965, professionista con una lunga e profonda esperienza come manager nella programmazione e impiego di finanziamenti europei, storicamente a partire dall’ex Stazione Sperimentale del Sughero di Tempio passando per numerose attività in diversi Comuni galluresi come Aglientu, Arzachena e, principalmente, Olbia dove dal 2016 è dirigente per l’Unità Organizzativa di Ricerca e Studio. È la prima candidata in assoluto ad aver ufficializzato la propria partecipazione dopo l’estate 2025, indiscrezione che peraltro circolava a Tempio già dal 2024. Presenta una lista di uomini e donne mai candidati o particolarmente impegnati a livello politico o associativo. Nonostante le interlocuzioni e la curiosità suscitata da più parti nell’ultimo anno dalla sua figura, Masu ha chiuso la porta a qualsiasi candidato/a “esperti”. A prescindere dall’approccio politico – secondo alcuni meno collettivo e più personalistico – si tratta forse della lista più “civica” tra le proposte in campo. La figura della Masu e una campagna elettorale lunga potrebbero catalizzare un consenso tutt’altro che trascurabile. Punta decisamente su un rinnovamento totale della rappresentanza consiliare.

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  • Quando si vota? Urne aperte domenica 7 giugno, dalle ore 07:00 alle ore 23:00, e lunedì 8 giugno, dalle ore 07:00 alle ore 15:00. Risulta eletto Sindaco nel primo turno il candidato che ottiene oltre il 50% dei voti validamente espressi.
  • Come si vota? Si vota l’elezione diretta del Sindaco e dei Consiglieri delle liste a esso collegate. È possibile esprimere una doppia preferenza di genere, ovvero votare due candidati uno di genere maschile e uno di genere femminile. I due candidati devono obbligatoriamente appartenere alla stessa lista. In caso di voto di “uomo” e “donna” appartenenti a liste differenti il voto espresso è nullo.
  • Cosa è il voto disgiunto? È anche possibile votare un candidato Consigliere (o un candidato e una candidata nel caso della doppia preferenza di genere) incluso/i in una lista differente da quella che sostiene il Sindaco prescelto. Nel caso in cui l’elettore esprima unicamente un voto (con o senza doppia preferenza di genere) in relazione ai Consiglieri, la preferenza si estende automaticamente anche al Sindaco a essi collegato.
  • Chi accede al ballottaggio? Nel caso in cui nessun candidato Sindaco superi al primo turno il 50% dei voti validamente espressi, gli elettori verranno nuovamente chiamati alle urne per il ballottaggio tra i due candidati a Sindaco più votati nel primo turno. Il ballottaggio è previsto domenica 21 e lunedì 22 giugno (stessi orari previsti per il primo turno). 

Tempio, Gianni Addis (Tempio Tradizione e Futuro): Rinagghju, parcheggi interrati e finanziamenti regionali con l’endorsement di Biancareddu

Tempio, Gianni Addis (Tempio Tradizione e Futuro): Rinagghju, parcheggi interrati e finanziamenti regionali con l’endorsement di Biancareddu

Nella serata di martedì al Cinema Teatro Giordo è stata presentata alla cittadinanza tempiese la lista Tempio Tradizione e Futuro con Gianni Addis candidato sindaco. Si tratta la prima uscita pubblica per il gruppo di Addis in vista delle elezioni amministrative tempiesi che si terranno il 25 e 26 ottobre.

Vicesindaco uscente nella Giunta di centrodestra insediatasi nel 2015 con Andrea Biancareddu sindaco, Gianni Addis, 65 anni, è un imprenditore nel settore turistico e politico di lungo corso nelle fila dell’Udc e più volte amministratore nelle file del centrodestra con delega a sport, turismo e spettacolo. Fino al 2018-2019 quando ha assunto l’incarico prima di vicesindaco, in seguito alla rottura tra Biancareddu e la vice Anna Paola Aisoni e, in seguito, sindaco facente funzioni in occasione della candidatura ed elezione in Consiglio regionale di Andrea Biancareddu, attualmente membro della Giunta Solinas con delega alla Pubblica istruzione.

La presentazione, guidata da Maria Pintore, volto noto per il suo ruolo di promozione e comunicazione in numerose edizioni del Carnevale, si apre con un lungo intervento da parte dell’assessore Biancareddu a pieno sostegno della lista di Addis. Oltre a imminenti nuovi stanziamenti regionali a beneficio di Tempio, Biancareddu ripercorre anche cifre alla mano i punti a suo dire più meritevoli dell’azione di governo della Giunta uscente, compresi investimenti sull’illuminazione pubblica (a suo dire gratuiti) e il percorso della Rigenerazione Urbana, nonostante l’abortito progetto “metro cubo zero” che con i suoi presunti 20 milioni di euro avrebbe dovuto trasformare Tempio nella “Gubbio gallurese”.

L’ex sindaco di Tempio pone l’accento sulla conoscenza della macchina amministrativa di Gianni Addis, sottolineando la competenza sua e di tutto il gruppo in un periodo in cui “le persone sono più attente che in passato all’importanza della gestione della cosa pubblica”. Addis dal canto suo ringrazia Biancareddu per il supporto e per l’effetto traino determinante per le elezioni del 2015 e, in apertura, accenna a problemi avuti nel corso della legislatura, probabile riferimento alla rottura con l’Aisoni candidata poi nel 2019 nelle fila del Psd’Az.

Una delle parole d’ordine è la continuità con l’amministrazione uscente e proprio per questo la lista di Addis è stata costruita partendo da un nucleo di ex eletti e delegati nel 2015 che hanno manifestato intenzione di una nuova candidatura (nella lista anche gli assessori uscenti Quargnenti e Marotto). A questi si sono aggiunti diversi volti nuovi e giovani per la politica cittadina, candidati che – come ammesso dallo stesso Addis – in diversi casi non si conoscevano nemmeno fino a poco tempo fa. Un gruppo – secondo Addis – dove si contempera l’esperienza dei “vecchi” con l’entusiasmo e le nuove idee dei giovani.

Tra i punti caldi delle linee programmatiche sviscerate da Addis la recente approvazione del Puc e la futura adozione definitiva dello strumento urbanistico, i diversi Piani ad esso collegati e la variante per il Piano particolareggiato del centro storico. Forte rilievo anche per il tema Rinagghju il quale, più volte, è ritornato nel corso della presentazione anche da parte dei singoli candidati al Consiglio. Tema molto discusso quello dell’inserimento di parte del compendio nel patrimonio disponibile in vista di un’alienazione a privati. Addis ha rimarcato il fatto si tratti di un indirizzo coraggioso per lo sviluppo cittadino e, anche in caso di vendita, le fonti rimarrebbero comunque pubbliche.

Spazio nell’esposizione anche per l’ex ZIR, ora in capo al Comune di Tempio Pausania, con l’intenzione – secondo Addis – di creare “presupposti di politica industriale favorendo la transizione digitale, l’attrazione di capitali e la localizzazione di imprese green oltre ad un accordo con la Stazione Sperimentale del Sughero per un progetto sul riciclo dei tappi usati”

Tra gli altri punti programmatici da sottolineare la costruzione in regime di project financing di parcheggi interrati, l’ampliamento dell’area pedonale del centro storico, la costruzione di una nuova piscina oltre a forti investimenti in cultura e turismo anche nell’ottica di un sistema di circuiti turistici intercomunali. Oltre all’investimento sull’offerta museale esistente, Addis e Biancareddu hanno annunciato la presenza di fondi e l’intenzione di impiegarli per la realizzazione del Museo del Carnevale. Spazio anche per la difesa dell’ospedale P. Dettori e la medicina territoriale e i servizi giudiziari.

Come prevedibile in presentazioni senza contraddittorio rimangono sullo sfondo i punti più controversi dell’amministrazione uscente. Tra le tante spiccano la gestione dell’Hotel di proprietà comunale in località Curadureddu e l’ennesimo fallimento con perdita di categorie per l’ex SEF Tempio, passando per le duplici inaugurazioni di strutture pubbliche, discutibili interventi pubblici (Piazza XXV Aprile, Spinsateddu), la mancata attivazione dell’importante Alloggio minori. Oltretutto l’atteso affidamento e attivazione di quest’ultimo vennero dati come imminenti quasi tre anni fa in occasione del bilancio di metà mandato dell’ex Giunta Biancareddu.

L’incontro è proseguito con la breve presentazione alla cittadinanza dei candidati e le candidate a sostegno di Gianni Addis. Tra gli interventi più attesi quelli di due candidate. La prima, Anna Paola Aisoni, la più votata in assoluto alle scorse amministrative ed ex vicesindaco fino alla rottura con Biancareddu nel 2018. Nel suo lungo intervento sull’esperienza di governo non ha mai nominato Biancareddu e, oltre la propria coerenza, ha ribadito e sottolineato quale unica leadership quella di Gianni Addis. Il secondo intervento è quello di Monica Liguori, ex consigliera di minoranza passata nei ranghi del centrodestra a sostegno di Addis. La comunanza e l’intesa su diversi punti, piuttosto visibile nella seconda parte di mandato, è stata confermata dalla stessa Liguori la quale nel proprio intervento ha fatto un accorato e specifico riferimento alle posizioni espresse negli ultimi mesi riguardo la potenziale alienazione di parte del compendio di Rinagghju. Si tratta dell’unica candidata del centrosinistra approdata nella lista avversaria, mentre alle amministrative del 2015 furono ben tre i casi di ex eletti nel centrosinistra a sostegno dell’allora candidato Biancareddu.

Tempio, Covid-19: massimo allarme per il Paolo Dettori. La lettera di Gianni Addis

Tempio, Covid-19: massimo allarme per il Paolo Dettori. La lettera di Gianni Addis

“È con il massimo allarme che segnalo la situazione venutasi a creare nell’Ospedale Paolo Dettori di Tempio Pausania che, prima per il caso del reparto di Ortopedia, ora per ciò che sta accadendo nel reparto di Medicina, rischia di diventare un vero e proprio focolaio per la diffusione del virus. Giungono richieste di intervento da parte di medici e operatori sanitari che indicano la presenza di un paziente positivo nel reparto di medicina in isolamento che non è possibile trasferire nella sezione COVID-19, né possono essere dimessi o spostati gli altri pazienti ricoverati perché non sono disponibili tamponi da eseguire su di loro. A fronte di tale dato accertato, risulta che il reparto non è stato chiuso, non è stato sanificato, i pazienti sono tuttora ricoverati, i medici e il personale paramedico, gli OSS, oltre agli addetti dei vari servizi collaterali quali quello di pulizia, non sono stati sottoposti ad alcuna misura di sicurezza per limitare il contagio, non sono stati sottoposti a test con i tamponi rinofaringei, non sono stati isolati o messi in quarantena ma gli è stato detto di limitarsi agli spostamenti casa-ospedale per continuare il proprio lavoro”.

Con queste drammatiche e inquietanti parole si apre un vero e proprio grido d’allarme contenuto in una lettera di Gianni Addis, vicesindaco di Tempio Pausania. La situazione in cui versa in nosocomio gallurese è gravissima. Addis, anche a nome di tutti i sindaci dell’Unione Alta Gallura e del Distretto sanitario di Tempio, rivolge il suo appello direttamente e per conoscenza a tutte le autorità sanitarie e politiche, regionali e statali, incluse Prefettura e Procura della Repubblica.

“Il reparto di ortopedia – prosegue Addis – dove si è registrato il primo caso di positività di un paziente trasferito dall’ospedale di Nuoro, è stato sottoposto a sanificazione ma i medici e gli operatori non sono stati tutti sottoposti a tampone e continuano a frequentare gli ambienti ospedalieri”.

Tutti i Sindaci chiedono “con estrema urgenza ogni misura idonea a mettere in sicurezza del Paolo Dettori e di agire con ogni strumento ordinario e straordinario messo a disposizione dell’ordinamento statutario speciale della Regione Sardegna per evitare il diffondersi del contagio prima all’interno della struttura e poi nella popolazione. Sottoporre ai tamponi rinofaringei tutto il personale che ha operato nel reparto di Ortopedia dove si è registrato il primo caso di positività, e del reparto di Medicina dove è tuttora ricoverato il paziente positivo al virus, di adottare i protocolli di sicurezza previsti dalla legge e di vigilare sulla loro stretta osservanza. Tutto il personale dell’Ospedale venga rifornito di dispositivi di protezione individuale indispensabile per continuare a prestare assistenza e cure in sicurezza”.

Ad aggravare ancor più la situazione si aggiunge che nella giornata di sabato 21 sono decedute cinque persone nel territorio comunale: tre in ospedale, una in Hospice e una in abitazione. Dei tre decessi ospedalieri due casi sono attribuiti a POLMONITE BILATERALE – INSUFFICIENZA RESPIRATORIA ACUTA IN PAZIENTE CON POLMONITE. I tre decessi si sono verificati nel reparto di Medicina.

Inoltre Addis denuncia una “grave, inconcepibile e inammissibile totale assenza di comunicazione informativa istituzionale” e riferisce di una precedente nota del 16 marzo, inviata a seguito della presenza del già citato paziente positivo in Ortopedia. In quella occasione il vicesindaco aveva già segnalato le condizioni di estremo rischio a causa dell’assoluta mancanza di DPI chiedendo un intervento con estrema urgenza. La richiesta, però, è rimasta colpevolmente inascoltata e priva di riscontro.

La situazione nell’ospedale tempiese è a dir poco drammatica, come è molto alto il rischio di un focolaio di ampie proporzioni che vada a paralizzare completamente l’intera struttura e scopra del tutto un vasto territorio con oltre 35.000 abitanti. Non si può perdere un momento di più rispetto a quanto è già irresponsabilmente accaduto.

Le persone stiano a casa, quanto più possibile, stiano molto attente ma le autorità sanitarie devono porre rimedio immediato a quanto sta avvenendo al Paolo Dettori di Tempio. La lettera di Gianni Addis non lascia spazio ad interpretazioni. Non c’era tempo da perdere due settimane fa, è ora superfluo rimarcare l’estrema gravità della situazione a Tempio e in tutta l’Alta Gallura.

Tempio, stop dei Carrascialai: lasciati gli hangars. Martedì nuovo incontro con l’amministrazione

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Uno scatto del Carnevale Tempiese 2015 (Foto carnevaletimpiese.it)

Tempio, stop dei Carrascialai: lasciati gli hangars. Martedì nuovo incontro con l’amministrazione

A tre mesi dall’apertura del Carnevale Tempiese 2017 scoppia a Tempio il caso dell’Associazione Carrascialai. Nella giornata di venerdì, in forza di una decisione presa il giorno precedente, i rappresentanti dell’associazione che si occupa della realizzazione e coordinamento dei 9 carri a concorso hanno difatti riconsegnato le chiavi degli hangars che ospitano i lavori invernali. All’incontro presenti l’assessore competente, Gianni Addis, e il sindaco, Andrea Biancareddu. Giunti alla seconda metà novembre, secondo l’associazione si è accumulato un forte ritardo sulle procedure burocratiche relative alle manifestazioni di interesse; tempi lunghi che – complice Carnevale basso, con giovedì grasso il 23 febbraio – non permettono allo stato attuale un lavoro sereno e profittevole nelle settimane future. I carrascialai ritengono oltremodo superati i tempi e vedono come improbabile il rispetto del limite del 15 dicembre, data ultima entro la quale l’amministrazione si è impegnata a concludere tutte le procedure e rendere disponibili i contributi assegnati in seguito all’accoglimento delle manifestazioni di interesse presentate.

L’associazione lamenta oltretutto un disinteresse generalizzato dell’amministrazione nell’avvio concreto dei lavori, con la mancata messa a disposizione della cassa scarrabile che accoglie i rifiuti provenienti dai vecchi carri. Ritardo considerevole, dal momento che la necessità è stata fatta presente quasi tre settimane addietro.

Su quest’ultimo punto, le prime ragioni dell’assessore Addis parlano di un ritardo imputabile alle lungaggini di Ambiente Italia. La società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, infatti, era stata contattata dal Comune in quanto sprovvisto di scarrabile di proprietà. La cassa, però, è giunta a Tempio da Santa Teresa solo nella mattinata di ieri, fatto che secondo l’Associazione Carrascialai è dovuto unicamente ad un’accelerazione dell’ultimo momento a fronte della decisione della riconsegna delle chiavi. In tal senso, l’associazione conferma il passo indietro rassegnato nella giornata di venerdì.

Per quanto riguarda tempi e copertura finanziaria dei contributi, l’amministrazione ritiene di essere perfettamente in grado di rientrare nei tempi preventivati di metà dicembre, pur ammettendo alcune difficoltà che hanno sicuramente impedito un più celere disimpegno dell’iter burocratico, impedimenti relativi anche – secondo quanto riferito – ad un difficoltoso adeguamento dell’attività del Comune con l’armonizzazione contabile prevista per Regioni, Enti locali e loro organismi. Va detto, però, che dopo un triennio di sperimentazioni e slittamenti, la nuova disciplina per la finanza pubblica dovrebbe essere a regime già dal 1° gennaio 2016.

L’apertura delle buste, avvenuta mercoledì 16 in seguito alla scadenza del termine ultimo delle ore 12:00, ha evidenziato oltretutto mancanze nella documentazione presentata da alcune associazioni, allungando ulteriormente l’iter e aumentando la tensione in vista dell’avvio sostanziale dei lavori e della macchina organizzativa in generale. L’amministrazione ritiene, dal canto suo, di assicurare circa la normale realizzazione della manifestazione carnevalesca, anche se è chiaro come in vista del 23 febbraio si prospettino 14 settimane di lavoro molto intenso.

L’edizione 2017 nelle intenzioni assorbirà complessivamente 160.000 euro, di cui 20.000 provenienti da contributo regionale. Per tentare di risolvere la contrapposizione e affinché la città di Tempio abbia ben chiaro al più presto il destino che si prospetta per il Carnevale 2017, l’assessorato ha annunciato un nuovo incontro con i rappresentanti dell’Associazione Carrascialai entro la giornata di martedì.  

Tempiu Pausania. Brigata Sassari, cittadinànzia d’onori e vinirazioni militari. Vicesindacu contr’ a tutti

brigata-sassari-tempioGhjói passatu lu cunsiddu comunali di Tempiu Pausania ha ufficializzatu la cittadinànzia d’onori a li fanti di la Brigata Sassari (152° regghjimentu). V’era d’aspittassillu propriu ill’annu di lu centenariu di chista palti di l’esercitu italianu. Tutti cuncoldi, tranne unu. La cuntrarietai è pisuta, pa l’algumentu e pa lu fattu chi lu cuntrariu è lu Vicesindacu di Tempiu e assessori a Politichi Soziali, Gianni Monteduro. Lu cuntrastu in cunsiddu è statu folti e prima di l’intelventu di Monteduro, chi spieghendini li rasgioni impruntà comu haria ‘uttatu, v’era ca s’era punendi lu paltó e dagghjìa pa scioltu lu cunsiddu. In pratica, una formalitai. Da chissu momentu in poi l’intalventi hani fattu idè una bedda cantitai di patriottismo italianu chi s’è spintu finz’a all’attitudini etnichi alla gherra di li Saldi pa la palticulari rialtài socioeconomica di alléu e trabaddu di la tàrra.

Li rasgioni di Monteduro s’ho abbastanzia cunnisciuti comu altettantu lu so l’imprési più che centenari di l’esercitu italianu in Saldigna, Italia e in ghjru pa lu mundu. Rasgioni di tipu educativu, pa lu bè di li stéddi di Saldigna chi no dechini smannà in mezu a autoritarismu, sciovinismu italianu e, pa contu di chisti, una Storia altarata innariendi “valori” chi poltarani nudda di bonu alla suzietai di dumani.

No è la prima ‘olta chi Monteduro pìdda pusizioni di chista pultata. Dui anni fa, illa matessi manera, cu educazioni e algumenti, s’è oppostu all’esercitazioni di la Brigata Sassari illa Pischinaccia e a tuttu lu chi in chisti casi sighi, come lizioni illi scoli da palti di suldati o li steddhi matessi accumpagnati da li mastri chi imparani comu si priparani li campi militàri a Herat e, magari, comu si poltani addananzi in pochi ciurrati li bunìfichi di Teulada, dapoi di bumbaldamenti chi sighini da cincant’anni.

Illa ciurrata di ‘ènnari in Tempiu vi sarani cussì li cilibrazioni e preocuppigghja no pocu – in tempu di disoccupazioni, emigrazioni e gherri in tuttu lu mundu – l’auguriu chi a chista vinirazioni di li sassarini sighia un’impegnu custanti 365 dì a l’annu pa la cittài (Gianni Addis). Oppuru lu Sindacu Frediani chi è cunvintu chi celti paréri so “chistioni passunali” e, pa chistu, no si doariani rifirì. La chistioni, inveci, è propriu politica, scientifica e storica: lu cunsiddu comunali è, o doaria esse, un locu politicu.

Di signalà chi, puru si a mezu stampa, un altu cunsidderi di minurìa, Tato Usai, agghjà finza che dumandatu li dimissioni di lu Vicensindacu. Pa una ‘olta, sindacu e magghjurìa di guvelnu hani  autu l’ala manna di la minurìa timpiesa: li dui palti erani ‘uniti comu no mai. Miràculi di l’esercitu italianu e dìlla pruppaganda elettorali ch’è, si po dì, intrata illu ‘iu.

Tempio Pausania. Brigata Sassari, cittadinanza onoraria e venerazioni militari. Vicesindaco contro tutti.

Giovedì scorso il consiglio comunale di Tempio Pausania ha ufficializzato la cittadinanza onoraria alla fanteria della Brigata Sassari (152° reggimento). Era prevedibile proprio nell’anno del centenario di tale parte dell’esercito italiano. Tutti concordi, eccetto uno. La contrarietà è pesante, per l’argomento e per il fatto che la stessa viene espressa dal Vicesindaco di Tempio e assessore alle Politiche Sociali, Gianni Monteduro. La discussione in consiglio è stata forte e prima dell’intervento di Monteduro c’era chi indossava il cappotto e dava per sciolto il consiglio. In pratica, una formalità.

Da quel momento in poi gli interventi hanno mostrato una bella dose di patriottismo italiano che si è spinto sino alle attitudini etniche alla guerra dei Sardi, dovute alla particolare realtà socioeconomica agropastorale.

Le ragioni di Monteduro sono piuttosto note come altrettanto lo sono le gesta più che centenarie dell’esercito italiano in Sardegna, Italia e in giro per il mondo. Ragioni di tipo educativo, per il bene dei bambini che non crescano tra autoritarismo, sciovinismo italiano e, per conto di questi, una Storia mistificata dall’esaltazione di “valori” che porteranno nulla di buono alla società di domani.

Non è la prima volta che Monteduro esprime posizioni simili. Due anni fa, nello stesso modo, con educazione e argomenti, si è opposto alle esercitazione della Brigata Sassari in zona La Pischinaccia e a tutto ciò che in questi casi consegue, come le lezioni dei militari ai ragazzi o questi ultimi che con i loro maestri apprendono come realizzare campi militari a Herat o, magari, come portare avanti in poche giornate bonifiche nei Poligoni militari in Sardegna, dopo bombardamenti che proseguono da cinquant’anni.

Nella giornata di venerdì a Tempio si terranno così le celebrazioni  e preoccupano non poco – in tempo di disoccupazione, emigrazione e guerre ovunque nel mondo – gli auspici che alla venerazione dei sassarini segua un impegno in tal senso 365 giorni all’anno per la città (Gianni Addis). Oppure il sindaco Frediani che è convinto si tratti di “questioni personali” e, in quanto tali, non si dovrebbero esternare.

La questione, invece, è proprio politica, scientifica e storica; il consiglio comunale è, o dovrebbe essere, un luogo politico. Da segnalare che, seppur a mezzo stampa, un altro consigliere di minoranza, Tato Usai, ha persino chiesto le dimissioni del Vicesindaco.

Per una volta, sindaco e maggioranza di governo hanno registrato un appoggio convinto dalla minoranza: le due parti erano unite come non mai. Miracoli dell’esercito italiano e della propaganda elettorale che, si può dire, è ormai entrata nel vivo.

http://www.ilminuto.info/sc/2015/03/tempio-pausania-brigata-sassari-cittadinanza-onoraria-e-venerazioni-militari-vicesindaco-contro-tutti/