Archivi tag: andrea biancareddu

Tempio, elezioni comunali 2026 (II parte). Spaccature e alleanze, alcuni temi politici

Tempio, elezioni comunali 2026 (II parte). Spaccature e alleanze, alcuni temi politici

La spaccatura definitiva del centrodestra.

L’ultima volta che il centrodestra ha partecipato diviso alle comunali tempiesi ha perso (Frediani per il centrosinistra vincente su Quargnenti-Pintus). Sedici anni sono politicamente un’era geologica e oggi lo scenario è profondamente cambiato. Ma se a Tempio il centrosinistra piange, e probabilmente a dirotto, il centrodestra non può ridere.

In passato una contrapposizione insanabile tra Biancareddu e il centrodestra era difficilmente ipotizzabile, ma è altrettanto vero che la situazione odierna non può di certo dirsi un fulmine a ciel sereno. Nel 2018-19 Biancareddu non gradì la candidatura alle regionali di Anna Paola Aisoni, sua vice sindaco. Aisoni, storica forzista ma notoriamente di estrazione familiare di sinistra, imboccò la strada sardista in seguito all’accordo Psd’Az-Lega che portò Solinas al governo nel 2019. Lasciò Forza Italia ai minimi storici e perse la delega assessoriale a Tempio ma, nonostante un notevole risultato personale (quasi 1.800 preferenze), non fu eletta. Sempre nel Psd’Az era candidata anche Alessandra Amic, collega di Giunta fino a poco tempo prima. Le oltre 600 preferenze di Amic pesarono non poco nella mancata elezione di Aisoni e, quota parte, contribuirono a incrinare ulteriormente i rapporti nel centrodestra. Alle comunali tempiesi 2020 Aisoni fu, nuovamente dopo il 2015, la più votata in assoluto. In seguito l’ascia di guerra con Biancareddu verrà sepolta e quest’ultimo, da Assessore alla Pubblica Istruzione, le conferirà nel 2022-23 un lauto e importante incarico discrezionale come consulente. Ma la consulenza assessoriale non si è consolidata in un riavvicinamento politico a tutto tondo, nonostante Gianni Addis in occasione delle ultime elezioni regionali abbia espressamente sostenuto Biancareddu, poi non eletto.

Anche con un centinaio di candidati in corsa è probabile che Aisoni possa essere per la terza elezione consecutiva la più votata.

Da Campo Largo a “campo di tutti”.

Come accennato nella I parte, in linea con quanto accaduto nel 2015 nel gruppo a sostegno di Andrea Biancareddu spicca una “quota centrosinistra”. Nel 2020 Nicola Tondini è stato di gran lunga il più votato a sostegno di Comerci mentre Mario Addis, per anni dirigente locale del Partito Democratico, non ha accettato l’indicazione del partito di sostenere Gianni Addis dopo sei anni all’opposizione. A loro si aggiunge l’ex grillino Nino Vargiu il cui peso elettorale è però tutto da valutare in quanto una parte del gruppo che lo sosteneva alle comunali 2015 (quasi 6% finale per la lista Movimento Cinque Stelle) oggi è riconducibile al progetto di Fabrizio Carta. Le urne diranno.

Tornando alla polverizzazione del centrosinistra, le elezioni comunali tempiesi si tengono 15-16 mesi dopo quelle regionali. In questa occasione, a causa del rinvio per l’emergenza Covid, il lasso di tempo è più ampio ma per il centrosinistra, anziché un vantaggio, si è rivelato un fattore peggiorativo. Come nel 2014-15 vince seppur di misura a Cagliari ma appena un anno dopo è debole in occasione delle elezioni tempiesi. Nel 2015 quantomeno fu varata una proposta sulla falsariga della vittoria di Pigliaru dell’anno precedente. In una corsa a quattro candidati, nonostante tre uscenti di centrosinistra approdati con Biancareddu, la lista “Tempio Libera e Democratica” ottenne quasi il 40%. Non bene, ma neanche malissimo, soprattutto in vista di un consolidamento della classe dirigente locale. Negli anni seguenti però le cose andranno diversamente e il centrosinistra anziché rafforzarsi perderà pezzi importanti; spicca il caso di Monica Liguori (terza più votata della sua lista) che già nel 2020 si candiderà a sostegno di Gianni Addis e otterrà sia un seggio in Consiglio che un posto in Giunta.

Tornando ad oggi, uno dei dati politici principali è che a differenza del 2015 la formula vincente a Cagliari non viene riproposta a Tempio come accaduto in diversi Comuni sardi negli ultimi due anni. Fallito il tentativo di formare una proposta tipo Campo Largo, come ipotizzato alcuni mesi fa in occasione di un’assemblea pubblica, sono arrivate le dimissioni da parte della segretaria cittadina del PD Marina Tamponi, già consigliera di minoranza eletta in occasione delle amministrative 2020 (seconda più votata della sua lista) a sostegno di Nicola Comerci.

D’altra parte, come visto, il Partito Democratico sostiene l’uscente Gianni Addis. Per settimane si sono rincorse voci circa una seconda lista PD in coalizione con quella “storica” di Addis e l’ipotesi è stata confermata da Giuseppe Meloni (vice Presidente della Regione). Meloni aveva garantito la presenza “dell’insegna PD” anche nelle elezioni tempiesi ma, alla fine, così non è stato. Probabilmente a causa della debolezza del PD locale e la riluttanza – tanto di elettori quanto di futuri candidati – a formare una lista di partito a sostegno di un candidato del quale il PD è oppositore uscente. Anche qui, le urne diranno.

Secondo alcuni il reale motivo del supporto del Partito Democratico è dovuto a una sorta di dinamica olbiese, in particolare in vista delle politiche italiane del 2027, anziché da rapporti di forza propriamente tempiesi. Per cui, in soldoni, “Giannetto sia” ma senza la formazione di una lista di partito targata PD nonostante quest’ultimo sia il primo partito della coalizione di governo a Cagliari. Se Addis la spunterà, il PD potrà intestarsi un non meglio definito contributo al successo; in caso contrario nessun candidato di partito verrà – per così dire – “bruciato” politicamente.

“Battere le destre” ma non oggi.

Un noto slogan che il centrosinistra italiano ripropone come un mantra in occasione delle elezioni regionali richiama un’imposta unità contro “le destre”. Il monito spesso esplicito è che non allearsi nell’ambito del centrosinistra italiano sarebbe un favore alla destra, soprattutto quella fascistoide. L’inconsistenza di un simile slogan viene dimostrata una volta di più in occasione delle elezioni tempiesi. Detto del PD ufficialmente a sostegno del centrodestra uscente, nella coalizione di Carta convergono schieramenti ostili a livello ideologico ma anche in termini molto pratici come le elezioni regionali 2024 o il più recente Referendum sulla Giustizia. Giusto per fare un esempio, Alleanza Verdi Sinistra di Nicola Comerci (oltre 600 preferenze con AVS alle regionali 2024) in Regione esprime ben quattro eletti (terza forza della coalizione) mentre a Tempio sostiene un candidato sindaco, tra gli altri, con Alessandra Amic, già candidata alle regionali 2024 con FdI, da anni ormai riferimento politico per Fratelli d’Italia. Al di là che FdI sia uno dei partiti più a destra d’Europa, a livello Sardegna è una delle formazioni più attive nell’accusare la Giunta regionale di inadeguatezza, chiedendo “la testa” di Alessandra Todde e auspicando un ritorno alle urne.

Richiami marxisti insieme a conservatorismo cattolico e post missino, filo-Palestina a braccetto con filo-Sionismo; tanto “pro” quanto “contro” una Giunta, quella Todde, con la quale chiunque vincerà a Tempio dovrà confrontarsi per metà mandato. Si sovrappongono perfettamente la prima metà per la futura Giunta tempiese con la seconda del Campo Largo. La sostenibilità della convergenza di “pezzi” così distanti verrà ovviamente giudicata dalla cittadinanza tempiese ma a parere di chi scrive si tratta di un caso, come spiegato altre volte, di contatto tra nazionalismo italiano di destra e nazionalismo italiano di sinistra.

Di recente il Campo Largo a Cagliari si è accreditato il successo di aver scongiurato il colpo di mano in tema di Demanio militare con l’opposizione alla proposta di legge di Fratelli di Italia in Parlamento, poi ritirata, ma al contempo una parte rilevante del “toddismo” a Tempio sostiene un candidato sindaco militare e militarista, pubblicamente ostile al movimento contro l’occupazione militare A Foras e negazionista riguardo fatti acclarati come le gravi forme di inquinamento causato dai poligoni militari in Sardegna.

Il sottoscritto parla per esperienza diretta e documentata.

Va detto che simili ambiguità del Campo Largo non stupiscono più di tanto dal momento che, proprio in tema di occupazione militare e industria bellica, Alessandra Todde sta spingendo per l’ampliamento della fabbrica di armamenti RWM di Domusnovas.

Rimane la curiosità di vedere se la coalizione a sostegno di Carta diventerà un progetto politico cittadino in pianta stabile (anche all’opposizione) oppure il cartello elettorale sarà il trampolino per alleanze e candidature future in percorsi slegati fra loro.

Alleanze sfumate e possibili.

Al di là delle candidature formali, nell’ultimo anno le parti oggi contrapposte hanno portato avanti interlocuzioni e in qualche caso sono state vicine a sugellare alleanze in teoria determinanti per una vittoria già a primo turno.

È noto che la lista di Gianni Addis abbia intrapreso in tempi non sospetti un dialogo con varie parti politiche e un anno fa sono stati discussi i termini di un accordo con il Partito Democratico al quale sarebbe andato uno spazio importante, quattro candidati su sedici. Conditio sine qua non l’esclusione di Mario Addis – ex assessore Giunta Frediani ed ex segretario cittadino del Partito Democratico fino al 2022 – poi candidato con Biancareddu. Alla fine il PD appoggia ugualmente Gianni Addis, ma in una posizione di debolezza e disgregazione interna rispetto a un eventuale accordo, saltato anche per divergenze politiche locali oltre che l’aut aut su M. Addis, con la costruzione di più liste in coalizione.

Tanto alla segreteria cittadina del Partito Democratico quando al gruppo dell’uscente Gianni Addis, Fabrizio Carta ha proposto un accordo ma in entrambe i casi l’ipotesi è stata respinta. Il sindacalista dell’Esercito aveva avanzato la possibilità di un’alleanza anche ad Andrea Biancareddu ma l’ex assessore regionale ha considerato irricevibile l’eventualità di un passo indietro dalla corsa a primo cittadino.

Dettaglio da non sottovalutare, soprattutto in vista di un ballottaggio, Anna Paola Aisoni candidata a sostegno di Gianni Addis è oggi vice presidente della nuova Provincia Olbia-Tempio guidata dal sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, il quale ha un rapporto di reciproca stima e fiducia con l’outsider Gianna Masu.

In ogni caso eventuali accordi pre-ballottaggio saranno influenzati dalle risultanze del primo turno, dalle preferenze raccolte dai candidati sindaci e il gradimento ottenuto dalle singole liste. A questo si aggiunge un’inevitabile incognita sulla tenuta dell’affluenza elettorale tra il primo e secondo turno e, soprattutto, la capacità dei candidati sindaci esclusi a primo turno di indirizzare il consenso raccolto dalle proprie liste su un nuovo candidato sindaco. Attenzione poi all’eventualità di un numero di schede nulle da record.

Tempio, elezioni comunali 2026 (I parte). Gli schieramenti in campo e le modalità di voto

Tempio, elezioni comunali 2026 (I parte). Gli schieramenti in campo e le modalità di voto

Quelle di Tempio Pausania saranno le elezioni delle prime volte. Le prime con cinque candidati a sindaco e sei liste. Le prime che vedranno da subito l’adeguamento delle nuove indennità di funzione per Sindaci e Assessori previsto dalla Legge di Bilancio 2022 a decorrere dal 2024 ancorate, in proporzione alla popolazione, al trattamento economico dei Presidenti delle Regioni. Per Tempio l’incremento è considerevole in quanto capoluogo di Provincia. Saranno anche le prime elezioni comunali con l’eventualità del doppio turno e la prima volta con quasi cento candidati consiglieri e consigliere. Sarà sufficiente a rilanciare un’affluenza passata dal 79,6% (2010) e 68,50% (2015) ad appena il 57% del 2020? Un probabile ballottaggio come verrà recepito dalla cittadinanza in termini di affluenza e scelte espresse? In ordine alfabetico per cognome un breve profilo dei candidati a Sindaco/a e relative proposte.

Addis Giovanni Antonio Giuseppe (noto Giannetto). Lista: Tempio Tradizione e Futuro. Classe 1954, imprenditore nel settore della ristorazione e politico di lungo corso nell’UDC. Più volte assessore comunale dagli anni ’90 a oggi, sindaco uscente 2020-2026 e in precedenza primo cittadino di Tempio per un anno e mezzo in sostituzione di Andrea Biancareddu (2015-2019) eletto in Regione con il centrodestra. È sostenuto da una lista composta per metà dagli attuali assessori – Aisoni (vicesindaco), Cossu, Vargiu, Quargnenti, Liguori – e alcuni altri consiglieri uscenti ai quali si aggiungono diverse new entry alla prima candidatura. Punta su continuità e stabilità. Rispetto alle vicissitudini che caratterizzarono il precedente mandato di Biancareddu, la seconda legislatura di centrodestra non ha registrato il cosiddetto rimpasto per rinsaldare equilibri politici. Anche questa è probabilmente una “prima volta” nella storia delle Giunte tempiesi abituate a sistematiche riassegnazioni di deleghe assessoriali. Novità di rilievo, Addis incassa il sostegno del Partito Democratico.

Biancareddu Andrea Mario. Lista: UniAmo Tempio. Classe 1966, già sindaco di Tempio e tre volte assessore regionale. Dopo un inizio di carriera in Forza Italia, da fine anni ‘90 uomo forte dell’UDC fino a diventarne coordinatore regionale dopo la morte di Giorgio Oppi. Nel 2023 la segreteria romana lo esautora e, last-minute e un po’ a sorpresa, si candida con la Lega Nord. Già sindaco di Tempio nel 2015 sostenuto da tutto il gruppo (con l’eccezione di Elisabeth Vargiu all’epoca non candidata) che oggi supporta Addis, compreso quest’ultimo. Punta su un mix di esperienza politica, principalmente la propria, e diversi volti nuovi oltre l’apporto di alcuni ex avversari divenuti oggi alleati come Nino Vargiu, ex candidato sindaco per il Movimento Cinque Stelle (proprio contro Biancareddu nel 2015) e due ex consiglieri di centrosinistra, Nicola Tondini e, soprattutto, Mario Addis, già Assessore al Bilancio nella Giunta Frediani (2010-2015) ed ex segretario cittadino del Partito Democratico. Non è la prima volta e conferma una certa tendenza di Biancareddu a trasformare gli avversari di ieri negli alleati di oggi. Nel 2015 furono ben tre gli uscenti di centrosinistra passati al centrodestra che contribuirono alla sua elezione contro Antonio Balata, quest’ultimo oggi segretario provinciale del PD e considerato molto vicino a Monica Liguori, assessora uscente e ricandidata con Gianni Addis.

Carta Fabrizio. Liste: Alleanza di Sinistra per Tempio e Tempio Ritorna Città. Classe 1984, militare della Brigata Sassari e segretario regionale per ASPMI (Associazione Sindacale Professionisti Militari), editore di Teleregione Live emittente cattolica che fa capo al direttore di rete nonché guida spirituale Gianni Sini, il noto “prete esorcista”. Si tratta dell’unico candidato sostenuto da due liste con 29 candidati consiglieri inclusi gli ultimi due candidati a sindaco sconfitti nella tornata del 2020. Nicola Comerci, ex candidato per il centrosinistra anche in occasione di diverse elezioni regionali tra cui l’ultima (con AVS) a sostegno di Alessandra Todde. Alessandra Amic, candidata nel 2020 e riferimento locale per Fratelli d’Italia, già in Giunta con Andrea Biancareddu nel 2015 e anch’essa candidata alle ultime regionali per Paolo Truzzu. Alessandro Cordella, candidato a sostegno di Amic nel 2020 e consigliere di minoranza uscente, figura nella lista con Comerci al quale si è progressivamente avvicinato dopo la contrapposizione alle elezioni 2020 e la precedente ostilità in occasione delle lotte per l’ospedale di Tempio portate avanti dal comitato Abali Basta. Si tratta quindi di una coalizione ampia ed estremamente eterogenea con forze politiche aspramente contrapposte tanto storicamente quanto in occasione delle ultime elezioni regionali e consultazioni referendarie più recenti. Punta su numerosità e una forte trasversalità della proposta amministrativa.

Frediani Romeo. Lista: Coalizione Centro Sinistra Romeo Frediani. Classe 1952, funzionario pubblico in pensione, ultimo candidato sindaco ad aver ufficializzato la candidatura dopo il flop della lista di centrosinistra. Di provenienza socialista, due volte assessore comunale tra gli anni ’80 e ’90, è stato l’ultimo sindaco tempiese del PD (2010-2015) con un convulso ultimo anno di legislatura. È sostenuto da una parte delle forze disponibili nei mesi scorsi a presentare una lista in linea con il “Campo Largo”, progetto poi abortito e dal quale sono scaturite a stretto giro le dimissioni di Marina Tamponi, ultima segretaria cittadina del PD. Anche per ragioni cronologiche appare la più svantaggiata tra le cinque proposte e la maggior parte delle forze riconducibili al cosiddetto Campo Largo ne hanno pubblicamente delegittimato la candidatura. Fa eccezione il sostegno di Sinistra Futura che a Cagliari esprime due seggi in maggioranza. Detto questo, in una corsa a cinque con quasi cento candidati Frediani potrebbe comunque erodere consenso determinante “all’ala sinistra” della coalizione di Carta ma probabilmente anche a quelle di Addis e Biancareddu. Punta sull’essere il riferimento per l’elettorato scontento dalla balcanizzazione del centrosinistra all’interno di un po’ tutte le altre liste e l’avvicinamento a blocchi politici più riconducibili all’area di destra e centrodestra.

Gianna Masu. Lista: Con Tempio Fronte Comune. Classe 1965, professionista con una lunga e profonda esperienza come manager nella programmazione e impiego di finanziamenti europei, storicamente a partire dall’ex Stazione Sperimentale del Sughero di Tempio passando per numerose attività in diversi Comuni galluresi come Aglientu, Arzachena e, principalmente, Olbia dove dal 2016 è dirigente per l’Unità Organizzativa di Ricerca e Studio. È la prima candidata in assoluto ad aver ufficializzato la propria partecipazione dopo l’estate 2025, indiscrezione che peraltro circolava a Tempio già dal 2024. Presenta una lista di uomini e donne mai candidati o particolarmente impegnati a livello politico o associativo. Nonostante le interlocuzioni e la curiosità suscitata da più parti nell’ultimo anno dalla sua figura, Masu ha chiuso la porta a qualsiasi candidato/a “esperti”. A prescindere dall’approccio politico – secondo alcuni meno collettivo e più personalistico – si tratta forse della lista più “civica” tra le proposte in campo. La figura della Masu e una campagna elettorale lunga potrebbero catalizzare un consenso tutt’altro che trascurabile. Punta decisamente su un rinnovamento totale della rappresentanza consiliare.

————————————

  • Quando si vota? Urne aperte domenica 7 giugno, dalle ore 07:00 alle ore 23:00, e lunedì 8 giugno, dalle ore 07:00 alle ore 15:00. Risulta eletto Sindaco nel primo turno il candidato che ottiene oltre il 50% dei voti validamente espressi.
  • Come si vota? Si vota l’elezione diretta del Sindaco e dei Consiglieri delle liste a esso collegate. È possibile esprimere una doppia preferenza di genere, ovvero votare due candidati uno di genere maschile e uno di genere femminile. I due candidati devono obbligatoriamente appartenere alla stessa lista. In caso di voto di “uomo” e “donna” appartenenti a liste differenti il voto espresso è nullo.
  • Cosa è il voto disgiunto? È anche possibile votare un candidato Consigliere (o un candidato e una candidata nel caso della doppia preferenza di genere) incluso/i in una lista differente da quella che sostiene il Sindaco prescelto. Nel caso in cui l’elettore esprima unicamente un voto (con o senza doppia preferenza di genere) in relazione ai Consiglieri, la preferenza si estende automaticamente anche al Sindaco a essi collegato.
  • Chi accede al ballottaggio? Nel caso in cui nessun candidato Sindaco superi al primo turno il 50% dei voti validamente espressi, gli elettori verranno nuovamente chiamati alle urne per il ballottaggio tra i due candidati a Sindaco più votati nel primo turno. Il ballottaggio è previsto domenica 21 e lunedì 22 giugno (stessi orari previsti per il primo turno). 

Tempio, Gianni Addis (Tempio Tradizione e Futuro): Rinagghju, parcheggi interrati e finanziamenti regionali con l’endorsement di Biancareddu

Tempio, Gianni Addis (Tempio Tradizione e Futuro): Rinagghju, parcheggi interrati e finanziamenti regionali con l’endorsement di Biancareddu

Nella serata di martedì al Cinema Teatro Giordo è stata presentata alla cittadinanza tempiese la lista Tempio Tradizione e Futuro con Gianni Addis candidato sindaco. Si tratta la prima uscita pubblica per il gruppo di Addis in vista delle elezioni amministrative tempiesi che si terranno il 25 e 26 ottobre.

Vicesindaco uscente nella Giunta di centrodestra insediatasi nel 2015 con Andrea Biancareddu sindaco, Gianni Addis, 65 anni, è un imprenditore nel settore turistico e politico di lungo corso nelle fila dell’Udc e più volte amministratore nelle file del centrodestra con delega a sport, turismo e spettacolo. Fino al 2018-2019 quando ha assunto l’incarico prima di vicesindaco, in seguito alla rottura tra Biancareddu e la vice Anna Paola Aisoni e, in seguito, sindaco facente funzioni in occasione della candidatura ed elezione in Consiglio regionale di Andrea Biancareddu, attualmente membro della Giunta Solinas con delega alla Pubblica istruzione.

La presentazione, guidata da Maria Pintore, volto noto per il suo ruolo di promozione e comunicazione in numerose edizioni del Carnevale, si apre con un lungo intervento da parte dell’assessore Biancareddu a pieno sostegno della lista di Addis. Oltre a imminenti nuovi stanziamenti regionali a beneficio di Tempio, Biancareddu ripercorre anche cifre alla mano i punti a suo dire più meritevoli dell’azione di governo della Giunta uscente, compresi investimenti sull’illuminazione pubblica (a suo dire gratuiti) e il percorso della Rigenerazione Urbana, nonostante l’abortito progetto “metro cubo zero” che con i suoi presunti 20 milioni di euro avrebbe dovuto trasformare Tempio nella “Gubbio gallurese”.

L’ex sindaco di Tempio pone l’accento sulla conoscenza della macchina amministrativa di Gianni Addis, sottolineando la competenza sua e di tutto il gruppo in un periodo in cui “le persone sono più attente che in passato all’importanza della gestione della cosa pubblica”. Addis dal canto suo ringrazia Biancareddu per il supporto e per l’effetto traino determinante per le elezioni del 2015 e, in apertura, accenna a problemi avuti nel corso della legislatura, probabile riferimento alla rottura con l’Aisoni candidata poi nel 2019 nelle fila del Psd’Az.

Una delle parole d’ordine è la continuità con l’amministrazione uscente e proprio per questo la lista di Addis è stata costruita partendo da un nucleo di ex eletti e delegati nel 2015 che hanno manifestato intenzione di una nuova candidatura (nella lista anche gli assessori uscenti Quargnenti e Marotto). A questi si sono aggiunti diversi volti nuovi e giovani per la politica cittadina, candidati che – come ammesso dallo stesso Addis – in diversi casi non si conoscevano nemmeno fino a poco tempo fa. Un gruppo – secondo Addis – dove si contempera l’esperienza dei “vecchi” con l’entusiasmo e le nuove idee dei giovani.

Tra i punti caldi delle linee programmatiche sviscerate da Addis la recente approvazione del Puc e la futura adozione definitiva dello strumento urbanistico, i diversi Piani ad esso collegati e la variante per il Piano particolareggiato del centro storico. Forte rilievo anche per il tema Rinagghju il quale, più volte, è ritornato nel corso della presentazione anche da parte dei singoli candidati al Consiglio. Tema molto discusso quello dell’inserimento di parte del compendio nel patrimonio disponibile in vista di un’alienazione a privati. Addis ha rimarcato il fatto si tratti di un indirizzo coraggioso per lo sviluppo cittadino e, anche in caso di vendita, le fonti rimarrebbero comunque pubbliche.

Spazio nell’esposizione anche per l’ex ZIR, ora in capo al Comune di Tempio Pausania, con l’intenzione – secondo Addis – di creare “presupposti di politica industriale favorendo la transizione digitale, l’attrazione di capitali e la localizzazione di imprese green oltre ad un accordo con la Stazione Sperimentale del Sughero per un progetto sul riciclo dei tappi usati”

Tra gli altri punti programmatici da sottolineare la costruzione in regime di project financing di parcheggi interrati, l’ampliamento dell’area pedonale del centro storico, la costruzione di una nuova piscina oltre a forti investimenti in cultura e turismo anche nell’ottica di un sistema di circuiti turistici intercomunali. Oltre all’investimento sull’offerta museale esistente, Addis e Biancareddu hanno annunciato la presenza di fondi e l’intenzione di impiegarli per la realizzazione del Museo del Carnevale. Spazio anche per la difesa dell’ospedale P. Dettori e la medicina territoriale e i servizi giudiziari.

Come prevedibile in presentazioni senza contraddittorio rimangono sullo sfondo i punti più controversi dell’amministrazione uscente. Tra le tante spiccano la gestione dell’Hotel di proprietà comunale in località Curadureddu e l’ennesimo fallimento con perdita di categorie per l’ex SEF Tempio, passando per le duplici inaugurazioni di strutture pubbliche, discutibili interventi pubblici (Piazza XXV Aprile, Spinsateddu), la mancata attivazione dell’importante Alloggio minori. Oltretutto l’atteso affidamento e attivazione di quest’ultimo vennero dati come imminenti quasi tre anni fa in occasione del bilancio di metà mandato dell’ex Giunta Biancareddu.

L’incontro è proseguito con la breve presentazione alla cittadinanza dei candidati e le candidate a sostegno di Gianni Addis. Tra gli interventi più attesi quelli di due candidate. La prima, Anna Paola Aisoni, la più votata in assoluto alle scorse amministrative ed ex vicesindaco fino alla rottura con Biancareddu nel 2018. Nel suo lungo intervento sull’esperienza di governo non ha mai nominato Biancareddu e, oltre la propria coerenza, ha ribadito e sottolineato quale unica leadership quella di Gianni Addis. Il secondo intervento è quello di Monica Liguori, ex consigliera di minoranza passata nei ranghi del centrodestra a sostegno di Addis. La comunanza e l’intesa su diversi punti, piuttosto visibile nella seconda parte di mandato, è stata confermata dalla stessa Liguori la quale nel proprio intervento ha fatto un accorato e specifico riferimento alle posizioni espresse negli ultimi mesi riguardo la potenziale alienazione di parte del compendio di Rinagghju. Si tratta dell’unica candidata del centrosinistra approdata nella lista avversaria, mentre alle amministrative del 2015 furono ben tre i casi di ex eletti nel centrosinistra a sostegno dell’allora candidato Biancareddu.

Tempio. Il FIU: per Lu Pagghjolu l’Alta Gallura non può più aspettare


FIU Pagghjolu
Lu Pagghjolu: immobilismo dei Lavori pubblici, l’Alta Gallura non può più aspettare

Il Fronte Indipendentista Unidu apprezza gli interventi alle infrastrutture idriche da parte dall’amministrazione comunale in Località La Traessa. Tuttavia, riteniamo di ricordare alla cittadinanza e agli assessorati competenti, locali e nazionali, che Tempio e l’Alta Gallura aspettano investimenti annunciati e necessari ben più sostanziosi. Continua la lettura di Tempio. Il FIU: per Lu Pagghjolu l’Alta Gallura non può più aspettare

Tempio Pausania.Elezioni: resoconto e appunti confronto elettorale Teatro Giordo

teatro giordo candidatiSi è tenuto lo scorso 20 maggio 2015, presso il Teatro Giordo, il confronto tra i quattro candidati sindaco per le imminenti elezioni amministrative di Tempio Pausania: Antonio Balata per Tempio Libera, Salvatore Sassu per Unione Democratica per Tempio, Nino Vargiu per il Movimento 5 Stelle e Andrea Biancareddu, con la lista Tempio Rinasce.

L’evento, organizzato dal comitato civico “Essere Cittadini, ha goduto di una grande partecipazione popolare con circa 500 persone. Moderatore dell’evento il presidente del Comitato, Paolo Sanna, e due giornalisti (Vito Fiori per l’Unione Sarda e Giampaolo Meloni per la Nuova Sardegna). Una volta illustrata l’attività e gli scopi sociali perseguiti dall’organizzazione, sono state presentate le modalità di svolgimento del confronto, ad ognuno dei candidati sarebbero spettati cinque minuti per illustrare le rispettive linee programmatiche.

Apre Antonio Balata sottolineando, in primis, il distacco che la lista da lui capitanata ha da qualsivoglia schieramento politico tradizionale, evidenziando quindi, sia la trasversalità che contraddistingue il suo gruppo sia la capacità di creare coesione tra soggetti appartenenti a vari partiti. Da qui, delle due l’una. O Tempio Libera e Democratica è un forza civica distaccata da poteri partitici preesistenti o Tempio Libera e Democratica è un gruppo di coesione tra vari soggetti appartenenti ai gruppi politici tradizionali. Quest’ultima ipotesi rifletterebbe, tra l’altro, il percorso che ha portato Pigliaru al governo della Ras, una dinamica questa più volte richiamata in campagna elettorale con buoni auspici in vista del 31 maggio. Antonio Balata prosegue rimarcando l’alto profilo democratico del suo gruppo, con l’esempio delle “primarie aperte di coalizione” (aperte a tutti gli aventi diritto), fortemente volute affinchè i cittadini tempiesi potessero partecipare all’intero processo democratico, esprimendo la loro preferenza tra lo stesso Balata e Mario Addis, segretario cittadino del Partito Democratico e Assessore al Bilancio uscente al centro lo scorso anno di aspre polemiche sulla questione TASI. Richiama i punti salienti del programma, come lo spopolamento, dal quale si potrà invertire la rotta con la soluzione di un’altra grande piaga dell’intero territorio gallurese: la viabilità; per quanto riguarda i settori produttivi in crisi si propone la creazione di un punto franco alla produzione nella commissariata ZIR, proposta vaga e, soprattutto, contraddittoria dal momento che nel recente incontro elettorale con Raffaele Paci lo stesso si è fatto portavoce, in particolare, delle istanze del settore sugheriero inquadrando come problema principale la mancanza di materie prime.

Il candidato fa poi riferimento alla sanità gallurese, con la necessità più volte sottolineata negli incontri precedenti, di mantenere gli stessi reparti esistenti, di nominare a tempo indeterminato  primari e soprattutto l’importanza della creazione di una cardiologia h 24  (che pare fuori dal piano Tecleme) e il potenziamento del servizio di neuropsichiatria infantile.

In seguito la parola passa al candidato Salvatore Sassu, il quale si presenta come demagogicamente femminista, descrivendo come punto di forza di Unione Democratica per Tempio la prevalenza del genere femminile che “si sa, sono più forti dell’uomo”. Sassu inneggia ad un rinnovamento per Tempio, la quale soffre di un degrado progressivo causato, fra le altre cose, dalla povertà. Il candidato propone un cambiamento nella metodologia di governo, per l’abolizione “della casta e dell’oligarchia” (delle quali lo stesso candidato è appartenuto per alcune legislature) in favore di una democrazia che veda i cittadini pienamente partecipi delle azioni di governo attraverso iniziative che li coinvolgano, quali: vari strumenti referendari, la creazione di un diario pubblico in cui scrivere le proprie riflessioni su cambiamenti di cui la città necessiterebbe e la modificazione dello svolgimento del consiglio comunale che dovrebbe essere più compartecipato.

Sassu si delinea, nonostante la pluriennale esperienza in consiglio comunale, come il candidato più debole e, terminato il suo intervento a tratti sconclusionato, passa la parola al candidato per il Movimento Cinque Stelle, Nino Vargiu.

L’avvocato Vargiu esordisce descrivendo la lista da lui capeggiata, una lista giovane, politicamente (per quanto la campagna del M5S descriva gli attivisti non-politici) e anagraficamente, senza alcuna esperienza pregressa, eccezion fatta per Doneddu, consigliere comunale uscente, che da tempo si batte per il Paolo Dettori. Il programma del M5S – secondo Vargiu – si presenta come un programma popolare, costruito con i cittadini.

Tuttavia, accanto a questa connotazione “dal basso” – a due anni e mezzo dall’elezione politica italiana del 2013 – tanti episodi hanno minato l’immagine del movimento M5S circa trasparenza, democrazia e legalità, la forma è cambiata: è nato il Direttorio. Polemiche come in tutte le formazioni politiche d’altronde, e in alcuni casi la querelle hanno investito Roma e l’asse con Milano, gli equilibri con Casaleggio, il rapporto tra parlamentari e territorio, le decisioni imposte e molto altro. Nel bel mezzo della diffusione recente dei Grilloleaks, hanno acquisito maggiore visibilità gli sviluppi del caso Assemini maturato negli ultimi mesi e noto ormai anche alla stampa italiana. Inquietanti dinamiche locali che mettono in dubbio onestà e legalità vanno ad aggiungersi ai vari quesiti irrisolti circa i meccanismi di votazioni/certificazioni/verifiche nella Rete da parte del non meglio definito (ma molto chiacchierato) “staff centrale”.

Vargiu oltre alla sanità, tema di comune interesse affrontato da tutti i candidati, parla delle problematiche precedentemente risolte riguardo il Tribunale, spiegando il suo personale apporto alla causa tempiese.  Un apporto personale Vargiu lo sottolinea anche a riguardo della questione “acqua” tanto cara ai galluresi, con la pessima gestione Abbanoa e il mancato utilizzo dell’acqua di Lu Pagghjolu, che ha portato a tutta una serie di conseguenze e condizioni del servizio idrico tristemente note. Il portavoce del Movimento Cinque Stelle si attribuisce il merito – citando anche il Meetup calangianese – relativamente la questione del collegamento con l’invaso e lo stanziamento accordato da Maninchedda, “ottenuto anche grazie al lavoro del M5S sul territorio“. Sul finanziamento infrastrutturale c’è la garanzia politica dell’Assessorato ai Lavori Pubblici, di quello alla Programmazione (Paci), del Partito dei Sardi che sostiene Balata e l’attuale governo Pigliaru.

Insomma, il tema Pagghjolu è una posta calda. E In Via Trieste lo sanno bene. Paci a Febbraio ha firmato una delibera di Giunta, su proposta dei Lavori Pubblici, dove si dà mandato all’Assessorato in carica presieduto da lui stesso di attuare le dovute variazioni di bilancio per dar luogo a quanto previsto: recupero residui passivi e integrazione di risorse (4/6 milioni di euro) per il collegamento con Lu Pagghjolu. A distanza di circa quattro mesi non si hanno notizie su sviluppi ulteriori e l’effettivo finanziamento delle risorse. Lu Pagghjolu diviene così un argomento forte di campagna elettorale un po’ per tutti, da chi si attribuisce merito nella fase di indirizzo politico e chi si fa garante dell’attuazione reale con lo stanziamento di risorse specifiche.

Il candidato grillino prosegue con la descrizione del programma, toccando altri temi caldi quali la gestione dei rifiuti urbani, il costo della TARI, l’impostazione del contratto con l’ex-Gesenu (oggi Ambiente Italia) e relativo peggioramento della raccolta differenziata dovuto – secondo il M5S – al fatto che di incentivi e vantaggi ne goda più il Gestore che i cittadini, anche in relazione all’operato considerato marginale  nell’ambito della gestione del ciclo rifiuti. I tempiesi sono i veri protagonisti e gli stessi, secondo il M5S, faticano e pagano senza alcun ritorno, a differenza dei benefici del gestore.

Vargiu prosegue con l’idea di sfruttare i 18 km di fibra ottica in stato di abbandono che si troverebbero sotto i piedi dei tempiesi, collegamenti che si vorrebbero utilizzare per garantire ai tempiesi una connessione di elevata qualità. Ma il progetto della fibra ottica non è finalizzato all’utilizzo privato, ma bensì al collegamento tra alcuni centri sardi e “il continente”, che permetta di trasferire un grande quantitativo di dati e, dunque, giovi nell’ambito della P.A. Infine Vargiu conclude parlando di una proposta per incentivare la partecipazione dei tempiesi al governo della città, l’istituzione dei rappresentanti di quartiere che possano raccogliere le proposte e lamentele dei cittadini per interloquire direttamente con la Giunta comunale.

Infine prende la parola il candidato, Andrea Biancareddu, per Tempio Rinasce che subito mostra la propria esperienza politica annunciando sostegno politico a qualsiasi candidato e lista che si insedierà in municipio palesando – forse strategicamente e a differenza dei toni caustici che seguiranno – debolezza. Continua illustrando l’unità che contraddistingue la propria lista e il programma che scaturisce dal lavoro sinergico di tutti i suoi collaboratori e sottolinea come, al contrario di  Tempio Libera e Democratica, non siano state necessarie le primarie. Il candidato sindaco non poteva essere che uno: Andrea Biancareddu. Come confermato durante la presentazione della lista, dove tutti i consiglieri lo hanno ringraziato per la “chiamata di Andre”. Rimarca come non abbia nessuna intenzione di ritirarsi dallo scenario politico per andare in pensione e godersi, così, uno dei più corposi vitalizi riconosciuti dalla RAS a lui e ad altri 316 ex consiglieri regionali. Il leader di Tempio Rinasce punge Balata affermando di poter “viaggiare da solo senza la necessità di padrini politici”, al contrario di chi si accompagna con esponenti regionali e statali del Partito Democratico (a proposito, si vedrà se la scelta di far scendere in campo i big del PD per Balata sia stata una buona strategia) , al tempo stesso ammorbidisce i toni, quasi paternalizzando Balata, compiacendosi del “distacco” dell’avversario dal piano scellerato presentato da Arru e Tecleme nell’incontro del lunedì precedente. Biancareddu – tra una citazione di greco e l’altra –  seguita parlando dell’isolamento territoriale in cui versa Tempio e rilancia sul Tribunale, richiamando il lavoro di Vargiu a proposito e rivendicando il fatto che il Tribunale sia stato salvato grazie all’apporto decisivo che negli anni lui ha garantito da consigliere regionale, in particolare ha giocato un ruolo decisivo in relazione l’istituzione della provincia e il relativo co-capoluogo con Olbia.

Biancareddu attacca sui politici di area olbiese, citando la corrente di Gianpiero Scano, accusati di chiedere voti a Tempio che una volta ottenuti, non hanno prestato la propria opera a favore della comunità tempiese e auspicando verso di essi, metaforicamente, l’innalzamento di una dogana, per tener lontani chi promette viabilità e non la realizza, chi vorrebbe declassare l’ospedale e, soprattutto, trasferire il Tribunale. Va detto che è piuttosto noto come il comitato di legali olbiesi, presieduto da Ciriaco Pileri, che premeva sulla politica olbiese per questo clamoroso passo – pretestuoso e inattuabile per vari fattori – si è posto trasversalmente ai partiti olbiesi; forte influsso hanno sì avuto Fratelli d’Italia e Forza Italia, ma compatti sul Tribunale a Olbia anche Giovannelli, l’Upc di Antonio Satta  e l’Udc con Gianni Derosas che all’epoca utilizzava le stesse parole che il collega Biancareddu esprime su Tribunale e Paolo Dettori: “a Olbia senza se e senza ma“.

Biancareddu conclude affrontando il tema della geotermia, attribuito alle linee programmatiche di Tempio Rinasce e che ha tenuto banco nelle ultime settimane, provocato reazioni da parte dei cittadini tempiesi in stragrande maggioranza contrari ad una prospettiva simile. Prospettiva ripudiata pubblicamente da Biancareddu – “è una barzelletta” – che vorrebbe sgombrare il campo da dubbi: nessuna centrale, smentendo totalmente le parole riportate sul tema dal profilo social di Tempio Rinasce alla quale è stata attribuita una posizione favorevole ad un inceneritore a biomasse. Questo è probabilmente un retaggio della scorsa campagna elettorale del centrodestra, ma va detto che teorie bizzarre su inceneritori e ambiente sono state esposte anche in tempi relativamente recenti dallo stesso Biancareddu, da Assessore dell’Ambiente in carica, come il caso dell’incontro organizzato da Essere Cittadini sulla valorizzazione del Monte Limbara nell’ottobre del 2013. Il mandato assessoriale e l’incontro specifico sollevarono polemiche roventi un po’ ovunque, con Stefano Deliperi e il Gruppo d’Intervento Giuridico che sull’Assessore, la Giunta Cappellacci e l’incontro a Tempio, titolarono un emblematico:In che mani siamo e in che mani è l’ambiente e il territorio della Sardegna“.

Dopo aver smentito via social l’inceneritore, sponsorizzato a gran voce meno di due anni addietro, e aver ripiegato sulla geotermia come panacea tempiese, Biancareddu al Teatro Giordo fa un passo indietro su tutta la linea.

Una volta terminate le presentazioni dei singoli candidati, parola alle due domande per ciascun giornalista. Inizia Giampiero Meloni il quale affronta subito un problema caro a tutti i candidati e, in particolare, spinoso per Biancareddu e Balata, le politiche regionali di ridimensionamento dell’ospedale tempiese; rivolgendosi direttamente a Biancareddu chiede se non sia un paradosso quello di attaccare la Giunta Pigliaru e l’area olbiese circa la decisione di ridimensionamento del Paolo Dettori, posto che lo stesso deriva da iniziative regionali attuate durante la presidenza Cappellacci e, in particolare, dall’ex Assessora De Francisci.
Meloni, sul punto, becca anche Balata, chiedendosi come si possa pensare di potenziare l’ospedale viste tali politiche regionali che sono state accolte anche dall’attuale governo. Il giro delle risposte si apre con Balata, il quale primis riserva le sue attenzioni alle “frecciatine” che gli sono state rivolte da Biancareddu per poi concentrarsi sulla questione, affermando di voler modificare il piano Tecleme che prevede il declassamento dell’ospedale di Tempio.

Prosegue Sassu, il quale si lascia trascinare dal populismo che ha contraddistinto anche il suo precedente intervento, senza però fornire adeguate risposte alla domanda postagli. È il turno del candidato sindaco Nino Vargiu il quale parla di una riunione, che risale al 2011, dei 26 sindaci dei comuni galluresi, al termine della quale fu previsto un aumento dei posti letto del Paolo Dettori e non la loro diminuzione e, questa soluzione, accolta in consiglio regionale, era stata però disattesa sino ad arrivare al governo Pigliaru e allo scellerato piano Tecleme. Vargiu, dunque, paventa la possibilità di presentare un ricorso al TAR per l’impugnazione della delibera ragionale circa il declassamento dell’azienda ospedaliera tempiese, posto che ne disattente una precedente e contraria. Ultimo a rispondere alla domanda di Meloni è Andrea Biancareddu, il quale non sembra aver dimenticato la stoccata riservatagli dal giornalista, pregandolo di studiare e informarsi prima di parlare del suo operato in Regione, altrimenti, testuale, “farebbe meglio ad andare a giocare a calcetto”. La risposta dell’ex Assessore tradisce imbarazzo e ha scuscitato alcune contestazioni circa la mancanza di rispetto nei confronti di Meloni. Biancareddu prosegue ricordando, forse prima a se stesso e poi ai presenti, che il declassamento non è mai stato deciso nel periodo in cui era in Giunta, ma era stato paventato esclusivamente un ridimensionamento dei posti letto, fatte delle eccezioni riguardanti esigenze territoriali, eccezioni tra le quali rientrava il Paolo Dettori. Sottolinea, inoltre, come sia stata anzi accolta la delibera Biancareddu-Cugini circa la costituzione di due posti di terapia semi-intensiva nel nosocomio cittadino la quale, però, non è stata mai attuata per responsabilità non certo imputabile a lui. La seconda domanda posta da Giampiero Meloni riguarda il problema viabilità e i collegamenti mediocri che causano il parziale isolamento dei centri galluresi rispetto al resto della Sardegna e alla costa. Le risposte circa tale problematica sono pressochè similari, posto che tutti mostrano interesse verso la risoluzione della problematica. Vargiu descrive la necessità di nuove infrastrutture, sottolineando l’impegno del suo movimento, che non può datarsi esclusivamente al periodo elettorale, ma che è pregresso allo stesso, e vanta l’appoggio politico romano al pari degli altri candati. Biancareddu apre illustrando l’irrecuperabilità della strada di Monti Pinu, crollata a seguito dell’alluvione del novembre 2013, specificando che nessun intervento di messa in sicurezza sia possibile sulla zona a causa della particolare morfologia del territorio su cui sorge la strada e di quello circostante. Inoltre sarebbe possibile programmare l’attuazione di nuove infrastrutture viarie, per la Tempio-Olbia, tramite la predisposizione di lotti funzionali. Balata apre il suo intervento relativo ai collegamenti concentrandosi su un tema ribadito a più riprese, la necessità di perfezionare i collegamenti tra l’Alta Gallura, la zona di Olbia e le “possibilità” della Costa Smeralda. Afferma inoltre che i 38 milioni che la Regione vorrebbe stanziare per Monti Pinu, siano un investimento del tutto infruttuoso, posta la pericolosità e l’irrecuperabilità di quella strada. Infine Sassu pare il più sconfusionato, sottolinea si il problema viabilità senza però fornire concretezza allo stesso. L’incontro si chiude con l’ultima domanda concessa a Vito Fiori il quale, stavolta, anziché rivolgere una domanda unica per tutti i candidati si rivolge direttamente “all’amico Andrea” (Biancereddu) palesandogli la sua perplessità circa la sua candidatura. Fiori si aspettava che l’ex assessore regionale, a seguito della condanna definitiva ad un anno per usurpazione della funzione pubblica, e a causa dell’inchiesta sui fondi pubblici che lo vede coinvolto, stesse fermo un turno. Il giornalista, presenta la sua riflessione con l’aria di chi si rivolge, realmente, ad un amico, mostrando anche la propria preoccupazione per la comunità intera nel caso in cui, un probabile sindaco, si trovi durante il suo mandato a dover lasciare il suo posto ad altro, a causa di un ulteriore condanna definitiva. Ma, mentre gran parte dei concittadini applaudivano l’intervento, alcuni sostenitori di Biancareddu, tra cui alcuni membri del suo gruppo, hanno abbandonato la sala mostrando la loro “solidarietà” al loro leader quasi come se, lo stesso, non fosse in grado di replicare alle critiche mossegli. L’ex assessore, risponde alzandosi in piedi e mostrando la sua convinzione di essere non solo il leader di Tempio Rinasce, ma esprimendosi già come leader di Tempio Pausania. Minimizza circa la condanna subita, adducendo varie giustificazioni e mostrandosi ovviamente contrario alla decisione della Magistratura. Prosegue, inoltre, affermando che non vi è pericolo circa la nuova inchiesta che lo vede coinvolto: se mai una condanna dovesse arrivare lui avrà già alle spalle “due legislature come sindaco di Tempio”. Nell’eventualità, nel frattempo, si potrà anche osservare un ricorso di Biancareddu sulla condanna penale “alla commissione europea“.  Questo può anche non essere commentato.

Tempio Pausania. Elezioni, Biancareddu (Tempio Rinasce): unico uomo per Tempio. Contatti cagliaritani, guardando Sassari

biancaredduEsperienza, concretezza e Cagliari. Venerdì, all’Ufficio Turistico di Tempio Pausania, si è tenuta un’affollata presentazione dei candidati di Tempio Rinasce, lista capitanata dal candidato sindaco, Andrea Biancareddu.
Continua la lettura di Tempio Pausania. Elezioni, Biancareddu (Tempio Rinasce): unico uomo per Tempio. Contatti cagliaritani, guardando Sassari