Tempio, Alessandra Amic (Alternativa Popolare): campagna elettorale popolare, città solidale, sanità e Abbanoa

Tempio, Alessandra Amic (Alternativa Popolare): campagna elettorale popolare, città solidale, sanità e Abbanoa

Mercoledì nel Rione Mantelli si è tenuto il secondo incontro con la cittadinanza del gruppo di Alternativa Popolare, una delle tre liste in corsa per le elezioni amministrative tempiesi del 25 e 26 ottobre che vede in lizza per la carica di sindaca l’avvocatessa civilista Alessandra Amic.

Amic, classe 1970, è un’ex componente della Giunta Biancareddu-Addis di centrodestra, all’opposizione dal 2018 in seguito alla rottura con l’attuale assessore regionale Biancareddu, nonché candidata consigliera nel 2019 nelle fila del Psd’Az.

Come ribadito dalla Amic e da diversi candidati consiglieri, affrontare la campagna elettorale di quartiere in quartiere è una precisa scelta politica: “non vogliamo solo presentare un gruppo e un programma, ma vogliamo raccogliere la voce dei diversi quartieri cittadini”. Dopo i consueti ringraziamenti e veloce presentazione dei candidati, l’Amic ha parlato della sua visione di “comunità solidale” e della scelta di candidarsi “superando molte differenze ideologiche e partitiche”. Come noto il gruppo di Alternativa Popolare comprende al suo interno diverse persone con un’estrazione di sinistra.

Il tema della solidarietà ricorre più volte nella presentazione di Amic e che trova esempi concreti in alcune lotte politiche che hanno caratterizzato molti candidati negli ultimi anni: dalla difesa dell’ospedale Paolo Dettori con il movimento Abali Basta all’opposizione sull’indirizzo di potenziale alienazione del compendio di Rinagghju. Diversi, quindi, i punti di contatto tra la Amic e un gruppo in parte proveniente dalla sinistra italiana. Il risultato delle urne del 25 e 26 ottobre dirà se e quanto la cittadinanza tempiese ha gradito la sintesi politica presente all’interno di Alternativa Popolare.

Tra i punti toccati dalla Amic quello dei servizi e del decoro urbano – da non ridurre unicamente al centro storico inteso come “vetrina” –  ma che riguardi indistintamente la cura di ogni quartiere cittadino. Tra le proposte, uno studio di fattibilità per l’uscita di Tempio da Abbanoa e, sempre sul tema di una comunità solidale che metta al primo posto famiglie e le loro problematiche, Amic propone l’istituzione di uno sportello comunale finalizzato al supporto i cittadini che a vario titolo affrontano economicamente e psicologicamente situazioni debitorie spesso drammatiche.

Alcuni punti affrontati dalla Amic verranno poi ripresi in alcuni interventi dei candidati e delle candidate, compresa la questione Rinagghju e la possibile vendita. Mara Imperio ha toccato il tema di un maggior ascolto da parte dell’istituzione comunale della cittadinanza mentre Alessandro Cordella e Mario Satta, alcuni degli attivisti di Abali Basta, hanno ripreso i temi del Paolo Dettori e dei servizi sanitari. “La lotta politica – dichiara Satta – paga sempre. A volte nel breve ma soprattutto getta le basi per il futuro e costituisce un necessario contrappeso all’azione di chi governa”. Su Rinagghju aggiunge: “porre domande puntuali su identità acquirente e ricadute territoriali non è disfattismo ma legittime richieste”.

Cordella – “noi non ci chiudiamo in una sala, in un teatro” – ha ripreso il perché di incontri con la cittadinanza come testimonianza di un approccio profondamente diverso alla politica ed è ritornato sul tema sanità citando il caso dell’RSA presente proprio nel quartiere Mantelli, struttura attiva ma mai completamente ultimata e utilizzata in tutta la sua capacità.

Il prossimo incontro con la cittadinanza della lista Alternativa Popolare è previsto per venerdì 9 nel rione Rinascita.

Nuoro, oggi al via ciclo di incontri di OsservaMedia con Wolf Bukowski: retorica del decoro e pratica dell’esclusione

Nuoro, oggi al via ciclo di incontri di OsservaMedia con Wolf Bukowski: retorica del decoro e pratica dell’esclusione

Dal 5 al 9 ottobre OsservaMedia Sardegna organizza un ciclo di presentazioni del libro “La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro”, pubblicato per le edizioni Alegre, con l’autore Wolf Bukowski.

Tre gli appuntamenti in calendario. Si parte il 5 ottobre a Nuoro, con l’incontro al circolo Sa Bena, in via San Martino 17 alle ore 18:30. Il 7 ottobre, alle ore 18:00, a Sassari, in piazza Santa Caterina. Chiusura il 9 ottobre, alle 18:00, a Selargius, nei locali del Centro ASCE di via Istria 134. Gli incontri si svolgeranno in modo da rispettare le misure di sicurezza contro la propagazione del Covid-19.

L’attività dell’OsservaMedia Sardegna in questi due anni si è imbattuto spesso nel quotidiano mito del decoro e della sicurezza coltivato dalla stampa locale sarda. Non a caso, il primo caso di studio riguardava proprio una campagna stampa mossa in questo senso da La Nuova Sardegna a fine 2018 e in seguito ampiamente sviscerata dal lavoro dell’OsservaMedia.

https://www.asceonlus.org/wp-content/uploads/2019/05/Allarme-sicurezza-Sassari.pdf

In generale l’ASCE da più di 30 anni assiste e reagisce all’utilizzo del “decoro urbano” come arma retorica per perpetuare in maniera feroce la segregazione razziale delle comunità Rom.

Come sottolinea l’autore Wolf Bukowski, la retorica del decoro costituisce un elemento di riprogettazione della città in funzione della messa a reddito delle sue funzioni sociali. Proprio attraverso i cavalli di troia del decoro e della sicurezza si assicurano repressione e controllo di ogni forma di socialità spontanea, dalla aggregazione giovanile e di quartiere, ai mercatini rionali, alle feste paesane, riorganizzandole e risignificandole in funzione della appropriazione commerciale, con la scusa dei “controlli” e della ”valorizzazione”, in quello che è un continuo rinnovarsi di nuove leggi delle chiudende volte a recintare e privatizzare lo spazio sociale.

La pandemia da Covid-19, inoltre, stimola nuove direttrici di analisi riguardo il dispositivo retorico del decoro. Come la retorica del decoro incolpa il povero, l’emarginato, della propria stessa povertà ed emarginazione, allo stesso modo si incolpano indistintamente i malati e i singoli individui per le deficienze del sistema sanitario che dovrebbe assisterli. Anche la gestione e le implicazioni sociali nell’ambito del Covid-19 costituiranno lo sviluppo del ragionamento dell’autore in occasione dei tre incontri.

Tempio, Gianni Addis (Tempio Tradizione e Futuro): Rinagghju, parcheggi interrati e finanziamenti regionali con l’endorsement di Biancareddu

Tempio, Gianni Addis (Tempio Tradizione e Futuro): Rinagghju, parcheggi interrati e finanziamenti regionali con l’endorsement di Biancareddu

Nella serata di martedì al Cinema Teatro Giordo è stata presentata alla cittadinanza tempiese la lista Tempio Tradizione e Futuro con Gianni Addis candidato sindaco. Si tratta la prima uscita pubblica per il gruppo di Addis in vista delle elezioni amministrative tempiesi che si terranno il 25 e 26 ottobre.

Vicesindaco uscente nella Giunta di centrodestra insediatasi nel 2015 con Andrea Biancareddu sindaco, Gianni Addis, 65 anni, è un imprenditore nel settore turistico e politico di lungo corso nelle fila dell’Udc e più volte amministratore nelle file del centrodestra con delega a sport, turismo e spettacolo. Fino al 2018-2019 quando ha assunto l’incarico prima di vicesindaco, in seguito alla rottura tra Biancareddu e la vice Anna Paola Aisoni e, in seguito, sindaco facente funzioni in occasione della candidatura ed elezione in Consiglio regionale di Andrea Biancareddu, attualmente membro della Giunta Solinas con delega alla Pubblica istruzione.

La presentazione, guidata da Maria Pintore, volto noto per il suo ruolo di promozione e comunicazione in numerose edizioni del Carnevale, si apre con un lungo intervento da parte dell’assessore Biancareddu a pieno sostegno della lista di Addis. Oltre a imminenti nuovi stanziamenti regionali a beneficio di Tempio, Biancareddu ripercorre anche cifre alla mano i punti a suo dire più meritevoli dell’azione di governo della Giunta uscente, compresi investimenti sull’illuminazione pubblica (a suo dire gratuiti) e il percorso della Rigenerazione Urbana, nonostante l’abortito progetto “metro cubo zero” che con i suoi presunti 20 milioni di euro avrebbe dovuto trasformare Tempio nella “Gubbio gallurese”.

L’ex sindaco di Tempio pone l’accento sulla conoscenza della macchina amministrativa di Gianni Addis, sottolineando la competenza sua e di tutto il gruppo in un periodo in cui “le persone sono più attente che in passato all’importanza della gestione della cosa pubblica”. Addis dal canto suo ringrazia Biancareddu per il supporto e per l’effetto traino determinante per le elezioni del 2015 e, in apertura, accenna a problemi avuti nel corso della legislatura, probabile riferimento alla rottura con l’Aisoni candidata poi nel 2019 nelle fila del Psd’Az.

Una delle parole d’ordine è la continuità con l’amministrazione uscente e proprio per questo la lista di Addis è stata costruita partendo da un nucleo di ex eletti e delegati nel 2015 che hanno manifestato intenzione di una nuova candidatura (nella lista anche gli assessori uscenti Quargnenti e Marotto). A questi si sono aggiunti diversi volti nuovi e giovani per la politica cittadina, candidati che – come ammesso dallo stesso Addis – in diversi casi non si conoscevano nemmeno fino a poco tempo fa. Un gruppo – secondo Addis – dove si contempera l’esperienza dei “vecchi” con l’entusiasmo e le nuove idee dei giovani.

Tra i punti caldi delle linee programmatiche sviscerate da Addis la recente approvazione del Puc e la futura adozione definitiva dello strumento urbanistico, i diversi Piani ad esso collegati e la variante per il Piano particolareggiato del centro storico. Forte rilievo anche per il tema Rinagghju il quale, più volte, è ritornato nel corso della presentazione anche da parte dei singoli candidati al Consiglio. Tema molto discusso quello dell’inserimento di parte del compendio nel patrimonio disponibile in vista di un’alienazione a privati. Addis ha rimarcato il fatto si tratti di un indirizzo coraggioso per lo sviluppo cittadino e, anche in caso di vendita, le fonti rimarrebbero comunque pubbliche.

Spazio nell’esposizione anche per l’ex ZIR, ora in capo al Comune di Tempio Pausania, con l’intenzione – secondo Addis – di creare “presupposti di politica industriale favorendo la transizione digitale, l’attrazione di capitali e la localizzazione di imprese green oltre ad un accordo con la Stazione Sperimentale del Sughero per un progetto sul riciclo dei tappi usati”

Tra gli altri punti programmatici da sottolineare la costruzione in regime di project financing di parcheggi interrati, l’ampliamento dell’area pedonale del centro storico, la costruzione di una nuova piscina oltre a forti investimenti in cultura e turismo anche nell’ottica di un sistema di circuiti turistici intercomunali. Oltre all’investimento sull’offerta museale esistente, Addis e Biancareddu hanno annunciato la presenza di fondi e l’intenzione di impiegarli per la realizzazione del Museo del Carnevale. Spazio anche per la difesa dell’ospedale P. Dettori e la medicina territoriale e i servizi giudiziari.

Come prevedibile in presentazioni senza contraddittorio rimangono sullo sfondo i punti più controversi dell’amministrazione uscente. Tra le tante spiccano la gestione dell’Hotel di proprietà comunale in località Curadureddu e l’ennesimo fallimento con perdita di categorie per l’ex SEF Tempio, passando per le duplici inaugurazioni di strutture pubbliche, discutibili interventi pubblici (Piazza XXV Aprile, Spinsateddu), la mancata attivazione dell’importante Alloggio minori. Oltretutto l’atteso affidamento e attivazione di quest’ultimo vennero dati come imminenti quasi tre anni fa in occasione del bilancio di metà mandato dell’ex Giunta Biancareddu.

L’incontro è proseguito con la breve presentazione alla cittadinanza dei candidati e le candidate a sostegno di Gianni Addis. Tra gli interventi più attesi quelli di due candidate. La prima, Anna Paola Aisoni, la più votata in assoluto alle scorse amministrative ed ex vicesindaco fino alla rottura con Biancareddu nel 2018. Nel suo lungo intervento sull’esperienza di governo non ha mai nominato Biancareddu e, oltre la propria coerenza, ha ribadito e sottolineato quale unica leadership quella di Gianni Addis. Il secondo intervento è quello di Monica Liguori, ex consigliera di minoranza passata nei ranghi del centrodestra a sostegno di Addis. La comunanza e l’intesa su diversi punti, piuttosto visibile nella seconda parte di mandato, è stata confermata dalla stessa Liguori la quale nel proprio intervento ha fatto un accorato e specifico riferimento alle posizioni espresse negli ultimi mesi riguardo la potenziale alienazione di parte del compendio di Rinagghju. Si tratta dell’unica candidata del centrosinistra approdata nella lista avversaria, mentre alle amministrative del 2015 furono ben tre i casi di ex eletti nel centrosinistra a sostegno dell’allora candidato Biancareddu.

Tempio, al via Props. Con la VI edizione un nuovo inizio nel segno del teatro

Tempio, al via Props. Con la VI edizione un nuovo inizio nel segno del teatro

Tutto pronto a Tempio Pausania per la sesta edizione di Props. Props, nato nel 2015 dall’Associazione Culturale Bottega No-made come progetto multidisciplinare, affronta un nuovo “primo anno”, rinnova profondamente la programmazione e, forte dell’esperienza maturata negli anni passati, si focalizza sul panorama teatrale. Da questa edizione, infatti, Props sarà vero e proprio festival teatrale, una manifestazione che porterà in città negli anni a venire spettacoli e laboratori di formazione tecnico professionale per i lavoratori dello spettacolo.

A partire da venerdì 25 Props metterà in scena una fitta tre giorni con un calendario di 10 titoli teatrali, di cui 4 spettacoli dal vivo e 6 pillole teatrali sul tema della sessualità, create per l’occasione da sei attrici sarde che saranno presentate in anteprima sui canali social della manifestazione e proiettate in Piazza del Carmine sabato 26 settembre alle ore 20:00, prima dello spettacolo Macbettu.

Proprio “Macbettu” di Alessandro Serra, uno dei più celebrati spettacoli teatrali degli ultimi anni, è lo spettacolo di traino di Props 2020 e andrà in scena nella giornata di sabato 26 alle ore 21:00 nel Teatro del Carmine di Tempio Pausania. Vincitore del Premio Ubu 2017 come spettacolo dell’anno e acclamato da critica e pubblico in tutto il mondo, il “Macbettu” torna in via eccezionale a Tempio Pausania per Props 2020. Lo spettacolo è tratto dal famoso “Macbeth” di William Shakespeare, recitato in sardo con l’interpretazione solo maschile del tempiese Fulvio Accogli e Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Andrea Carroni, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino.

A Macbettu si aggiungono Il Pianeta Fai Da Te”  di Monica Corimbi e Giovanni Carroni, spettacolo che caratterizzerà la prima giornata del festival. L’appuntamento è infatti per venerdì 25 settembre alle ore 18:00 nei locali della Casa del Fanciullo di Tempio Pausania. A seguire Cristolu” di Stefano Mereu e Marianna Bianchetti. Tratto dal libro di Salvatore Niffoi, lo spettacolo andrà in scena alle ore 21:00 nel Teatro del Carmine.

Chiude la prima edizione del festival teatrale Props “Elettrocardiodramma” di e con Leonardo Capuano atteso per la giornata di domenica 27 settembre alle ore 21:00 sempre nella suggestiva cornice del Teatro del Carmine.

Props è realizzato dall’Associazione Culturale Bottega No-made con il contributo del Comune di Tempio Pausania e il sostegno di Sardegna Teatro

È possibile anche acquistare l’abbonamento Props 2020, biglietto unico per tutti gli eventi del festival. Biglietti e abbonamenti sono acquistabili al sito www.propsfestival.it mentre le prevendite sono disponibili al Bar Don Raffaè, Piazza Faber di Tempio Pausania, con orari 7:00/20:30.

FACEBOOK: https://www.facebook.com/propsfestivalsardegna/

INSTAGRAM: https://www.instagram.com/propsfestival/

SITO: https://www.propsfestival.it/

Sanità, dalle cure palliative a Sassari alla Chirurgia di Tempio: sempre peggio la Sanità sarda

Sanità, dalle cure palliative a Sassari alla Chirurgia di Tempio: sempre peggio la Sanità sarda

Di mese in mese aumentano gli episodi negativi riguardo l’organizzazione della Sanità sarda e, di pari passo, si moltiplicano in tutta la Sardegna denunce e richieste di intervento provenienti da gruppi di cittadini, comitati e amministratori locali. In relazione al nord Sardegna di recente spiccano i casi di Sassari e Tempio.

Nel primo caso di tratta dell’ennesima denuncia da parte del Movimento Donne Libere in Lotta per il Diritto alla Salute circa la “vergognosa situazione logistica, di dotazione e organizzativa del reparto AOU di Terapia del Dolore e Cure Palliative di Sassari, che non dispone di spazi e strutture ubicate in una sede idonea, per poter fornire maggiori e migliori prestazioni sanitarie a tutti i pazienti che ne hanno bisogno per mancanza anche di attrezzature biomedicali considerate dotazione standard, nel rispetto della Legge 38/2010” – dichiara in una lunga nota il Movimento.

Il Movimento cita in premessa “le richieste, più volte inoltrate dal Reparto e sollecitate anche dal nostro Movimento, altrettanto disattese dalla Direzione Sanitaria, nonostante le promesse. Ultima, non per importanza, la nomina in pianta stabile d’un Responsabile Medico, condizione necessaria affinché un servizio funzioni al meglio”. Diverse le carenze denunciate, dalla dotazione di strumentazione, persino un ecografo, alla carenza strutturale dei locali e delle aree preposte ad ospitare e curare i pazienti beneficiari di cure antalgiche e palliative.

Si ricorda che esiste un atto aziendale, la Deliberazione n. 913 del 21.11.2019 nella quale di fatto, la Terapia del Dolore, non solo non viene sostenuta e potenziata, ma è stata declassata a UO Semplice inserita nella UO Complessa di Oncologia Medica, il cui Responsabile per fortuna ha provveduto a confermare, come Referente con funzioni di vicario del Responsabile, il Dr Chianese” – chiosa la nota del Movimento. Anche l’emittente Canale12 che ha dedicato un servizio riprendendo la denuncia del Movimento sulle inadempienze del Reparto di Terapia del Dolore e Cure Palliative. urly.it/37r2n

Se Sassari piange, Tempio non ride. In alta Gallura da diversi giorni è nuovamente chiuso il reparto di Chirurgia del Paolo Dettori di Tempio, stop che si aggiunge alle condizioni tristemente note del reparto di Ginecologia e Ostetricia e altre importanti carenze del nosocomio. Già a partire da giugno 2019 il reparto venne temporaneamente chiuso per un paio di mesi. Allora seguirono polemiche e attacchi dell’ex Sindaco di Tempio, Andrea Biancareddu, il quale tuonava invocando la rimozione dai propri incarichi di alcuni dirigenti Ats. Ironia della sorte, quello stop fu preceduto poche settimane prima da un “tour” dell’Assessore Mario Nieddu negli ospedali sardi dove non mancarono consuete promesse di interventi e cambi di rotta rispetto alla Giunta precedente.

Oggi il reparto si ferma nuovamente e con una articolata lettera pubblica si fa sentire l’attuale Sindaco di Tempio, Gianni Addis, rivolgendosi al presidente della Regione, Christian Solinas, e l’Assessore competente, Mario Nieddu. Il contenuto della dettagliata missiva di Addis è consultabile integralmente nel sito istituzionale del Comune di Tempio Pausania. urly.it/37r2b

Sassari, esposto contro AOU e ATS. Movimento Donne Libere aggiunge: “intramoenia durante il Covid-19”

Sassari, esposto contro AOU e ATS. Movimento Donne Libere aggiunge: “intramoenia durante il Covid-19”

Continua la lotta serrata del Movimento Donne Libere per il Diritto alla Salute. Giovedì scorso il Movimento, con il supporto dell’Avvocato Michele Zuddas e come più volte annunciato nelle ultime settimane, ha ufficialmente inoltrato all’attenzione della Procura di Sassari un esposto riguardo la gestione sociosanitaria da parte dell’AOU e l’ATS nelle convulse settimane della fase di blocco per il Covid-19. L’esposto-querela, firmato da numerose donne e uomini, è corredato da diverse memorie autografe relative alla negazione del diritto alla salute. Il tutto è ora all’attenzione della Procura sassarese che dovrà valutare se nei fatti e nelle circostanze riferite si possa o meno ravvisare il reato di rifiuto ed omissione di atti d’ufficio.

Ora, dunque, in Procura finisce nero su bianco quanto già denunciato più volte nel corso delle settimane, ovvero un’interruzione di visite e controlli “sine die” che rischia di pregiudicare drammaticamente le condizioni psicofisiche di pazienti maggiormente a rischio, in modo particolare quelli oncologici e altri gravati da importanti patologie, situazioni in cui il mancato rispetto di urgenza e indifferibilità può implicare conseguenze anche letali. Agli oncologici si aggiungono cardiopatici, nefropatici, diabetici, persone affette da Sclerosi Multipla, Sla e insufficienza respiratoria.

La situazione è in continua evoluzione e a breve giro di posta il Movimento ha sollevato pubblicamente un’altra importante questione che non mancherà di far discutere. Nel corso dei mesi diverse segnalazioni hanno riferito di servizi ambulatoriali della AOU erogati in regime di intramoenia e Féminas Lìberas in Luta pro su Deretu a sa Salude aveva prontamente inoltrato richiesta d’accesso agli atti all’AOU e l’ATS per avere conferma dei fatti.

 “Ad oggi ha risposto l’AOU fornendoci tutta la documentazione richiesta. Si evince chiaramente che ciò che ci era stato riferito corrisponde alla verità: durante il Covid si è fatta l’intramoenia a pagamento, per chi aveva la disponibilità economica di farlo, mentre per gli altri, ai quali erano stati bloccati i controlli di routine, è stato negato l’accesso a tutti i servizi ospedalieri”- riferisce il Movimento in una nota stampa.

“La documentazione – conclude la nota – è stata inoltrata a completamento dell’esposto in oggetto alla stessa Procura, dalla quale abbiamo ricevuto conferma di acquisizione, affinché la stessa valuti se questi nuovi elementi acquisiti possano essere utili a chiarire quanto da noi richiesto nel succitato esposto”.

Link alla pagina Facebook del Movimento: urly.it/378kf

Al link https://www.youtube.com/watch?v=EJ-HRFVRsNo l’edizione del 16 luglio di TG12 dell’emittente sassarese Canale 12 dove si parla dell’integrazione all’esposto in relazione ai servizi a pagamento erogati durante il lockdown e la successiva replica dell’AOU. Servizio a partire dal minuto 03:35.

Qui l’intervista rilasciata da alcune aderenti al Movimento all’emittente italiana Radio Onda Rossa di Roma https://www.ondarossa.info/newsredazione/2020/07/sardegna-donne-denunciano-lintramoenia

Tempio, “Come l’argilla”: domani a Lu Curosu laboratorio con Maria Grazia Tuveri

Tempio, “Come l’argilla”: domani a Lu Curosu laboratorio con Maria Grazia Tuveri

Domani, a partire dalle ore 09:30, nella suggestiva cornice di Lu Curosu è in programma una sessione di arte terapia con Maria Grazia Tuveri, arte terapeuta che guiderà un incontro esperienziale con l’utilizzo dell’argilla quale strumento espressivo e comunicativo.

“La manipolazione dell’argilla riporta ad un vissuto ancestrale di contatto con la materia e “creazione”. Quando plasmo l’argilla, l’argilla plasma me” – dichiara Tuveri. Al termine dell’esperienza ci sarà una breve presentazione delle attività della scuola di arte terapia Assisi-Sassari e alle 12:30 è previsto un “aperi-pranzo” conclusivo nella splendida cornice del B&B Meladormo, località Lu Curosu – Pischinaccia.

Maria Grazia Tuveri nasce a Oristano nel 1975, si diploma al Liceo Scientifico, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Sassari e nel 2000 si laurea in Pittura con una tesi che indaga l’aspetto psicologico della “visione” umana, l’alfabeto Braille diviene il suo segno pittorico.

‌Successivamente consegue il master triennale in arte terapia ad orientamento psicofisiologico integrato, presso A.E.P.C.I.S. (Associazione Psicofisiologi Clinici per l’integrazione sociale)


Per info e prenotazioni 3495380928. Per approfondimenti www.mariagraziatuveri. it

Macomer, CPR: pestaggi, psicofarmaci e il controllo dei controllati. Martedì 7 luglio sit-in alla Prefettura di Nuoro

Macomer, CPR: pestaggi, psicofarmaci e il controllo dei controllati. Martedì 7 luglio sit-in alla Prefettura di Nuoro

Leggi anche: https://www.asceonlus.org/comunicato-di-asce-sardegna-e-lasciatecientrare-continua-latteggiamento-omertoso-delle-autorita-sul-cpr-di-macomer/

Sin da quando è stato aperto il C.P.R. di Macomer stiamo cercando di dare il nostro contributo alla costruzione di un movimento ampio e trasversale, che si opponga in maniera netta e senza compromessi all’esistenza di campi di concentramento per migranti da deportare, e all’inevitabile clima di violenza, sopruso e omertà che accompagna il funzionamento di queste strutture. Lo spazio in cui mettere assieme questo sforzo collettivo è l’assemblea No CPR né a Macomer né altrove, una comunità solidale che si intende mettere al fianco delle persone internate e sottoposte a un regime di reclusione insensato e brutale.

A fine gennaio del 2020 lo Stato italiano nelle vesti della Prefettura di Nuoro, con il consenso dell’amministrazione di Macomer, ha deciso di aprire nella stessa città un C.P.R., ovvero un Centro di Detenzione e Rimpatrio, una struttura atta a rinchiudere gli immigrati irregolari, attualmente gestito della società privata Ors Italia. Questa decisione si è dimostrata quanto mai infelice: da subito hanno cominciato a verificarsi “incidenti” all’interno del C.P.R. che si traducono in ambulanze che vanno e vengono da Macomer al pronto soccorso di Nuoro o a quello di Sassari.

Risse, ferimenti, tentativi di suicidio, atti di autolesionismo e molto altro hanno continuato a susseguirsi in tutti questi mesi: ricordiamo l’episodio che ha visto protagonista uno dei prigionieri, che esasperato dal rinvio del suo rilascio dalla struttura è salito su un muro per urlare il suo desiderio di libertà precipitando poi giù. Ancora pochi giorni fa, un uomo si è cucito la bocca con ago e filo, e a questi episodi si aggiungono gli scioperi della fame e i tanti momenti di una rivolta ininterrotta all’interno del C.P.R. che porta spesso le persone rinchiuse a salire sul tetto della struttura in segno di protesta per condizioni di vita disumane.

Dalla viva voce delle persone recluse abbiamo la certezza del superamento del limite di detenzione per alcuni, abbiamo notizie di violenze da parte delle forze di sicurezza, di cibo non buono, della continua somministrazione di psicofarmaci e visite mediche scarse e superficiali. Abbiamo ricevuto richieste di beni di prima necessità assenti all’interno e ci è stato raccontato dell’ingiustizia di non poter stare davanti al giudice di pace che decide della loro vita e della quasi impossibilità di comunicare con l’esterno. Queste violenze sono all’ordine del giorno per chi è rinchiuso in un C.P.R. colpevole di essere immigrato/a irregolare. Tortura legalizzata oltre la legge!

La Prefettura di Nuoro che è responsabile di questa prigione rifiuta di esporsi, mantenendo un totale silenzio stampa circa la questione. Ostacola qualunque tentativo di comunicazione con l’esterno, rimane indifferente davanti alle rivendicazioni delle persone costrette all’interno. Lo Stato si nasconde dietro a un dito di fronte a questo lager legalizzato. Il silenzio assordante è rotto solo dalle sirene delle ambulanze, dalle urla e dai rumori degli abusi e dei pestaggi che arrivano dall’interno, di cui gli abitanti della zona di Bonu Trau sono testimoni. Un comportamento che in altra sede meriterebbe l’apertura di un’inchiesta.

Il C.P.R. è una voragine di violenza e vessazione in cui la legge scompare per fare spazio alla tortura e alla coercizione ed è per questo che come assemblea No CPR né a Macomer né altrove, abbiamo deciso di indire un presidio, invitando tutte le realtà, associazioni e individui/e con l’intento di portare sotto la Prefettura di Nuoro le nostre domande e le nostre richieste di chiarimenti e spiegazioni, finora rimaste inevase e inascoltate.

Invece di rispondere di ciò che succede nel C.P.R., a noi come alla stampa, la Prefettura preferisce costruire una farsesca parodia del controllo democratico a proprio uso e consumo, scegliendo accuratamente quali visitatori accettare o escludere dalla struttura, avvocati compresi, circondando qualsiasi visitatore gradito con un codazzo di controllori, nel migliore stile di qualsiasi regime totalitario, nominando infine un fantomatico gruppo di controllo composto interamente di soggetti coinvolti nella creazione e gestione del centro. Ricordiamo infatti che fanno parte del gruppo dei “controllori” gli stessi soggetti che andrebbero invece controllati (Prefettura ed ente gestore), che compongono l’organismo assieme agli altri due responsabili della nascita del C.P.R. (Regione e Comune di Macomer).

Abbiamo deciso di incontrarci il giorno 7 luglio alle ore 17:30 davanti alla Prefettura di Nuoro in via Deffenu 60. Durante il presidio raccoglieremo donazioni per l’acquisto di schede telefoniche da utilizzare all’interno del C.P.R. di Macomer per agevolare le persone recluse all’interno a comunicare con l’esterno, soprattutto con familiari e legali.

Chiediamo gentilmente a chi parteciperà di indossare le mascherine durante lo svolgimento del presidio e di mantenere la distanza di sicurezza.

Per info e/o adesioni contattare: nocprmacomer@distruzione.org

Assemblea No CPR né a Macomer né altrove

ASCE Sardegna

LasciateCIEntrare

Leggi anche: https://www.asceonlus.org/comunicato-di-asce-sardegna-e-lasciatecientrare-continua-latteggiamento-omertoso-delle-autorita-sul-cpr-di-macomer/

Tempio, nel verde di Lu Curosu le proiezioni per la V edizione di Cinema Migrante

Tempio, nel verde di Lu Curosu le proiezioni per la V edizione di Cinema Migrante

Dopo il rinvio ad inizio marzo a causa dell’emergenza Covid-19, con alcune variazioni ritorna a Tempio Pausania il programma della V edizione della rassegna Walyaan – Cinema Migrante. Sono due le opere che verranno proiettate e discusse in una location immersa nel verde. La proiezioni avverranno infatti non più nello Spazio Faber  ma nell’accogliente B&B MelaDormo che ha messo a disposizione l’ampia struttura per lo svolgimento in sicurezza dei due incontri e le relative attività patrocinate dalla Regione Autonoma della Sardegna e organizzate assieme alle Associazioni Sunugaal e Nord-Sud. Come noto, quest’ultima da oltre 20 anni è attiva e apprezzata a Tempio anche grazie alle attività portate avanti dai volontari con La Bottega del Commercio Equo e Solidale.

La V edizione di Cinema Migrante prevede il cortometraggio “Ordur”, di Momar Talla Kandji, ambientato a Dakar, capitale del Senegal e città d’origine del protagonista dei film, l’attore e regista Ibrahima Mbaye, e il lungometraggio “Soleils” di Olivier Delahaye e Dani Kouyaté

Le proiezioni sono in programma per le serate del 24 e 25 giugno, a partire dalle ore 21:00, in Località Lu Curosu, a meno di 1 km da La Pischinaccia zona di ritrovo a partire dalle 20:30 al fine di coordinare al meglio gli ingressi con le auto e l’accesso alla struttura. E’ gradita e consigliata la prenotazione al numero 349-6657139.

Sassari, Movimento Donne Libere: nell’esposto in Procura anche il caso di una oncologica tempiese

Sassari, una delle tante iniziative del Movimento
Sassari, una delle tante iniziative del Movimento

Sassari, Movimento Donne Libere: nell’esposto in Procura anche il caso di una oncologica tempiese

Sempre in lotta il movimento Donne Libere per il Diritto alla Salute. Dalla denuncia-appello lanciata alcune settimane fa riguardo le condizioni di assistenza sanitaria ai tempi del Coronavirus sono scaturite numerose segnalazioni. Sono infatti tanti i casi di pazienti, spesso oncologiche o oncologici, che si sono visti procrastinare visite di follow-up e altri accertamenti a causa dell’emergenza Covid-19. A distanza di circa tre mesi dal primo lock-down ed entrati nella cd “Fase due”, le cose purtroppo tardano a migliorare per le fasce di popolazione più esposte e vulnerabili a livello sanitario.

Il movimento Donne Libere, assistite dal legale Michele Zuddas, ha presentato una formale denuncia alla Procura di Sassari. Tra le segnalazioni e denunce arrivate all’attenzione delle attiviste anche un caso di Tempio Pausania. Si tratta di una paziente oncologica cinquantenne che di recente si sarebbe vista negare le cure nell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia. La donna ha di fatto saltato l’appuntamento fissato da tempo e regolarmente confermato poco prima, finendo per doverne fissare uno nuovo.

Si tratta solo di uno dei tanti episodi in disservizi e ritardi motivati da lunghe liste di attesa e “solo urgenze” che all’epoca del Covid-19 hanno incancrenito una situazione sanitaria già critica. Basti pensare che la Tac per la paziente tempiese in questione è stata programmata ben cinque mesi fa. All’Ospedale di Olbia, inoltre, non vengono effettuati i marker tumorali che la donna ha dovuto effettuare di conseguenza a Cagliari.

Il Movimento, nato agli inizi del 2017 in forza delle proteste e richieste delle tante pazienti senologiche per l’istituzione della Breast Unit a Sassari, è sempre molto attivo e in questi mesi ha raccolto numerose e spesso drammatiche informazioni. “Avendo raccolto numerose ed importanti testimonianze da tutta la Sardegna, si è così deciso di prendere informazioni presso uno Studio Legale circa la possibilità di presentare, come Movimento, un esposto alla Procura della Repubblica, depositato in data odierna c/o la procura di Sassari, corredato di numerose memorie autografe, relative alla negazione del diritto alla salute, di cittadine e cittadini sardi a conoscenza dei fatti, che sono ora a disposizione delle Autorità Competenti” – ha dichiarato il Movimento in una nota stampa a margine della presentazione dell’esposto.