Movimento Cinque Sbirri. Tra marketing, idiozia e feticismo della divisa

evento-poliziaLa Polizia e tutte le nostre forze di sicurezza sono al servizio dei cittadini. Ma non è mai accaduto che i cittadini potessero fare domande direttamente agli addetti delle Forze dell’Ordine, né che queste ultime avessero l’opportunità di parlare liberamente del proprio lavoro con gli italiani”.

Parola di Roberta Lombardi. Pazienza che gli addetti vadano già a spiegare il loro lavoro nelle aule scolastiche, dalle elementari alle superiori, dividendo tra guardie e ladri, tra chi da grande starà con lo Stato o contro lo Stato; senza contare poi i workshop sciovinisti che ammorbano luoghi di cultura e giovani menti, spingendole a preferire l’arruolamento agli studi universitari, tanto più in un periodo in cui sia le facoltà scientifiche che quelle umanistiche difficilmente assicurano un roseo futuro una volta conclusi gli studi.

Per intenderci, Roberta Lombardi è colei che – poche settimane prima delle elezioni italiane del 2013 – presentò quella profonda analisi politica alimentando ulteriormente le polemiche per le aperture di Beppe Grillo a Casa Pound. Noi siamo dalla stessa parte, siamo sulla stessa barca!” – dichiarò Giuseppe prima del bagno di voti di fine inverno. Forse, fu proprio questa una delle chiavi dell’exploit elettorale. Forse, è il caso di parlarne.

Tornando alla  Lombardo, cosa dichiarava la stessa durante l’ascesa al consenso? “Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica, razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/04/m5s-ecco-chi-sono-capigruppo-alla-camera-e-al-senato/519774/

Anche il Fatto Quotidiano andò a spulciare su chi fosse la neo-eletta del M5S, nonché in seguito capogruppo alla Camera per tre mesi fino al subentro di Riccardo Nuti.  Vito Crimi, invece, presiedeva il Senato, salvo approdare successivamente al Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) mentre ne sfumava la più ambita elezione a presidente, carica andata a quei moderati della Lega Nord nella persona di Giacomo Stucchi. Nel giro delle nomine pesanti, al Movimento Cinque Stelle spettò la presidenza della commissione Vigilanza Rai con  Roberto Fico.

Con cariche importanti attualmente si sottolinea Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, noto per la sua giovane età e la sua invidiabile “consistenza di Stato”. A proposito di “cariche” importanti e agenti di polizia, sul caso della ragazza inerme calpestata a Roma persino il Capo della Polizia, Alessandro Pansa, e il ministro degli Interni, Angelino Alfano, riuscirono ad essere più duri nei confronti dell’agente. Nell’occasione Di Maio si fece sentire tramite il sito Italia In Crisi, gestito da tale Felice Marra, comunicando il suo dolore nel vedere cittadini versus forze dell’ordine; evidentemente reggeva per lui la versione data dall’agente: “pensavo fosse uno zainetto, non mi ero reso conto“. C’è che si informa da Italia In Crisi, i medesimi che accettano situazioni come quelle di Rocco Casalino. Il tentativo di candidatura on-line in Lombardia dell’ex Grande Fratello venne aspramente contestato a suo tempo dalla “rete sovrana” e si cercò di sistemare l’impiccio col vecchio metodo del passo indietro e rientro dalla finestra. Su chiamata diretta del proprietario del M5S, Casalino rinuncia tristemente alla candidatura in Lombardia, per amore del Movimento, salvo dopo un paio di anni ritrovarsi responsabile dell’ufficio comunicazione al Senato.

Non da oggi, Marco Travaglio sostiene in modo non troppo velato la Banda Grillo&Casaleggio, di conseguenza essere critici verso il M5S non ha senso dal momento che il PD offre ampio materiale. Preferibile quindi occuparsi di altro, tra un articolo sul Partito Democratico “mafioso” e l’impegno sociale per Fabrizio Corona. Probabilmente gli strali sul conflitto di interesse e l’antidemocratico partito-azienda dei berluscones, sono stati accantonati visto che non si può analizzare troppo una non-organizzazione politica che nei propri siti web, da sempre, ha sponsorizzato largamente Travaglio nonché l’acquisto dei suoi libri.

Il Copasir e Mafia Capitale. Questo il titolo di un recente comunicato del M5S dalla Camera (a Crimi, si aggiungono per il Copasir Marton e Tofalo) dopo che nel marasma di brava gente sono emerse varie categorie: politici, imprenditori, fascisti e anche i servizi. Da notare come i toni cambino radicalmente quando, sul medesimo episodio, si valuta la posizione dei politici (“di destra e di sinistra, che ci uccidono, noi ultima e unica speranza..”), si indicono conferenze e sit-in, si invocano commissariamenti ed elezioni. Per il M5S “gli uomini dei servizi non possono essere visti come portatori di valigette piene di denaro, e se qualcuno ha trasgredito la legge deve risponderne. Tutto il Copasir si è impegnato fin dai primi giorni per far si che il lavoro di tanti uomini onesti, in contesti complessi e delicati che rischiano la vita ogni giorno, non sia accomunato a ipotetici comportamenti criminali”.

Si parla del Copasir e dei servizi quasi fossero ONLUS con un tono in stile “alcune mele marce” per poi, sommessamente e con i guanti da bravi allievi dello Stato, concludere con un commento che sicuramente sta facendo sudare freddo a fascio-mafiosi, camorristi, spie e vari pezzi dello Stato. “Chiederemo che siano avviate le dovute indagini interne, cercando di avere risposte chiare e sicure. Risposte che sono dovute a tutti i cittadini onesti che credono non solo nelle Istituzioni, ma in uno Stato che è composto da uomini e donne oneste che svolgono con dedizione il proprio lavoro” – così, tra un colpo alla botte ed uno al cerchio, la retorica prende il largo.

Il M5S – al pari della destra e la sinistra che ci uccide – io nu so politic*! – in seguito alle fantomatiche indagini interne riferirà quanto i servizi italiani facciano il bene della nazione e tutto il resto. Da un comunicato su un fatto così grave si capiscono parecchie cose. Chiaro è che ormai non si presta molta attenzione ai dettagli e tutto viene spettacolarizzato, soprattutto nell’esprimere una posizione politica,  ma scollegare, in particolare, “istituzioni” e “Stato” la dice lunga. Lo Stato sopra ogni cosa, nulla di spirituale o materiale esiste oltre lo Stato.

Medio Oriente, Siria. Nonostante la complicatissima guerra civile vada avanti da oltre tre anni, il M5S si rende conto solo di recente della situazione e, probabilmente, continua a non capire. Oppure è preferibile, su temi così caldi, lasciar correre e limitarsi a quella finta contestazione, finto dissenso, finta opposizione che tanto bene fanno all’imperialismo. http://contropiano.org/articoli/item/27972

Come riportato nel blog di Grillo, “proprio dell’altro ieri è il voto in Commissione Affari Esteri del Senato a favore di una risoluzione che prevede il via libera per l’inviato ONU in Siria, Staffan De Mistura ad attuare il suo Piano per Aleppo, la città simbolo siriana attualmente sotto assedio. Ci sembra che l’impegno preso sia fumoso. Riteniamo che non sia possibile dare una delega in bianco per intervenire in una questione critica come quella siriana”.

Il M5S vorrebbe quindi “sollecitare De Mistura a formulare in maniera concreta ed esecutiva una proposta di risoluzione del conflitto in Aleppo, che sia in accordo con la risoluzione ONU e che venga poi sottoposta al Segretario Generale dell’ONU”. “Secondo la nostra visione – sostiene Stefano Lucidi, capogruppo in Commissione Esteri – sarebbe necessario garantire condizioni per il cessate il fuoco; la smilitarizzazione delle città contese; l’apertura di corridoi umanitari; il ripristino delle forniture di acqua potabile e di energia elettrica. È importante anche il sostegno e l’accoglienza dei profughi e l’avvio di progetti di sostegno psicologico per le donne fatte oggetto di compravendita e vittime di violenza sessuale“.

Sulla Siria si rivendica un successo politico: “un’azione congiunta è stata avviata anche alla Camera, dove i nostri colleghi deputati sono riusciti ad ottenere un’altra vittoria. E’ stata infatti approvata una risoluzione a prima firma del cittadino portavoce Emanuele Scagliusi che impegna il governo a prevedere un piano straordinario di aiuti umanitari in Siria, di mezzi di soccorso e attrezzature mediche, un ampio progetto di sostegno psicologico per le donne e una chiara iniziativa internazionale per un cessate il fuoco definitivo nella regione“.

Probabilmente Stefano Lucidi, nell’ambito del Doc. XXIV n. 43, fa riferimento ad una proposta. Quale? Lo “schema di risoluzione n. 2” che nel sito del Senato italiano risulta “non posto in votazione“. Ragioni? Spiegazioni? Lo schema di risoluzione n. 1, invece, viene illustrato dal relatore, Pier Ferdinando Casini, e la risoluzione della terza commissione permanente è disponibile al seguente link: http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/docnonleg/29754.htm

Ok, la Pinotti chiamerebbe e chiamerà tranquillamente tutto ciò peacekeeping e non le sembrerà vero che l’opposizione che occupa persino i tetti del potere non muoverà un dito verso le sue decisioni. Chiaramente sappiamo bene cosa c’è dietro l’umanesimo mediatico delle missioni di pace. Anche qui, nulla di nuovo. Si veda a proposito la Libia, sulla quale la Pinotti ha dichiarato (non più di tardi di due settimane fa) che l’Italia è pronta da tempo ad un intervento militare in Nord Africa e si sta aspettando solo “un aggancio politico sul territorio libico che garantisca la sicurezza delle operazioni“.

Stesso discorso sull’Ucraina, argomento sul quale il M5S latita nonostante si tratti di un governo di estrema destra nel cuore dell’Europa, con fascisti e nazisti nei posti di comando (definiti “riformisti” dal governo italiano) che stanno guidando l’Ucraina all’interno di UE e NATO con una feroce repressione sulle popolazione del Donbass. Non preoccupa evidentemente la situazione nell’Est Europa, come poca apprensione crea l’Ungheria di Orban. Forse, ma diciamo solo forse, sarebbe scomodo fare i partigiani d’Europa e poi collocarsi in un gruppo parlamentare – Europa della Libertà e della Democrazia diretta – a braccetto con conservatori britannici, fascisti e nazisti di varia estrazione. Come scordare i lituani del Order and Justyce Party, con Petras Grazulis che invitò gli omosessuali del paese ad andarsene, o l’inclusione nel gruppo dell’ex Front National, Joelle Bergeron, in rotta con Marine Le Pen dopo pochi giorni dall’elezione europea e confluita nel gruppo EFD. Il gruppo stesso si è poi sciolto venendo meno la settima nazione rappresentata a causa dell’abbandono della lettone Iveta Grigule. A sistemare le cose un nuovo subentro che salva Farage e Grillo: Robert Iwaszkiewich, eletto in Polonia con il partito Congresso della Nuova Destra e balzato alle cronache per alcune posizioni “discutibili” su famiglia, educazione ed Olocausto.

Nel corso dei mesi poi, sempre sul fronte Stato, interessante la proposta della deputata Tatiana Basilio che nel sub-fronte Difesa si distingue per la lotta serrata alle discriminazioni. Il suo cruccio è l’abolizione dei “limiti di altezza”. Un modo sacrosanto per restituire un democratico diritto ai tanti giovani che, per un limite fisico, non possono oggi perseguire il sogno di una carriera militare” – dichiarò raggiante la parlamentare.

http://www.agenziastampaitalia.it/politica/politica-nazionale/22649-basilio-m5s-proposta-di-legge-di-abolizione-dei-limiti-di-altezza-per-accesso-forze-armate

In Sardegna gli sforzi di Tatiana Basilio per i “diritti democratici dei giovani” furono immediatamente raccolti e rilanciati da Roberto Cotti, membro della commissione Difesa, che ha parlato della “modifica all’ordinamento militare come la parola fine ad una disciplina discriminatoria, soprattutto per le donne e alcune popolazioni, come quelle della Sardegna, regione ancora oggi mediamente più contenuta nella statura degli abitanti”.

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