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Tèmpiu: un 2015 chena abbaltura RSA

ASL RSA Tempio
Comu assiguratu da lu centru-sinistra e dall’Assessori alla Sanità, Luigi Arru, ill’ultimi elezioni comunali, s’aspittàa pa Pasca di Natali l’abbaltura di la Residènzia sanitària assistuta di Tèmpiu Pausania. Comu privvidibili, bè ch’andia abbaltura rispinta a lu branu 2016. L’RSA, undi li trabaddi so cuminciati dec’anni fa, è stata ill’anni ugghjettu di divessi disaccelti, innant’ a tutti la lega tra ASL n. 2 e l’impresa chi aia intu l’appaltu, Emi srl di Eboli (SA), e aria doutu cumprì e cunsignà li trabaddi a ottognu di lu 2006. Illu 2007, inveci, l’ASL ha turratu a nudda lu cuntrattu: a un annu da la mancata cunsigna, li trabaddi no erani nemmancu a lu 50%. Infattu, lu prugghjettu è statu mudificatu e sò stati annattati alti dinà pa 1,6 milioni di euro chi s’agghjunghjsini a li cattru milioni e più priiduti da lu cumenciu. La struttura arà 60 letti, cumpresu un nùcleu cun alta folza assistenziali (Hospice) pa curi silinadori e tèrapia di lu dulori.

A ghjnnagghju di lu 2012 l’ASL fesi sapè chi li trabaddi in zona Mantelli si sariani cunsignati illa primmaera 2014. Infattu s’è appaltatu lu silviziu di vìdeogaldiania, aspittendi l’affidamentu pa la gistioni. Lu bandu àncora no è isciutu e s’ambara ulmani pa lu cumenciu di l’annu chi veni. Continua la lettura di Tèmpiu: un 2015 chena abbaltura RSA

Tèmpiu: nisciun miraculu. Lu Sacru Cori laca Rinagghju

Rinagghju
Conferenza stampa dello scorso marzo per la presentazione del progetto Sacro Cuore e la concessione del compendio da parte del Comune (Foto: La Nuova Sardegna)

Lu passu indaretu di lu Sacru Cori è una di chissi nuitai chi no arreani dugna dì. Dapoi di la cuncissioni di Rinagghju a cumenciu d’annu, Efisio Coni, parracu di lu Sacru Cori, ha fattu sapè lu ritiru di lu prugghjettu pa Rinagghju. Intinzioni manni chi aiani autu l’ala in primma passona di lu escamu Sanguinetti, ma abà lu locu è torra tutt’ in manu a lu Cumuni.

No so chjari li muttii di la dizzisioni, forsi difficultai olganizzativi e ulintariatu ‘inutu mancu, cu lu manegghju Biancareddu chi abà, puru figghjulendi lu statiali chi veni, doarà piddà pruvvidimenti e svultà siguramenti calche cosa illa prugrammazioni pa Tèmpiu. Puru palchì l’intinzioni di lu Sacru Cori – cu l’appogghju di lu Cumuni – aiani pultatu a priidè e spaltì spesi pa accunciugni pa guasi 60 milia euro.

Dunca, dapoi di l’anni passati e la lega fra Cumuni e Alba Immobiliare, l’ATI chi arià doutu gistì pa cincant’anni Rinagghju fendini un puntu di riffirimentu pa zittadini e viagghjadori, sighi listoria chena fini di Rinagghju, chi d’annu in annu è divintendi un locu sempri più mal tentu, cun latri e danni di stimà, a lu puntu chi lu manegghju a malagana è turratu illu pienu pussessu di lu locu andendi in legghj.

Dapoi chi lu Cunsiddu di Statu illu 2012 aia datu rasgioni a lu manegghju Frediani, da lu 2013 è statu pultatu addananzi lu trabaddu fra lu chiridori Sacru Cori e l’uffìzi. Finz’ arrià a malzu 2015, candu v’è stata la cunfirènzia cu li mezi d’infulmazioni pa prisintà lu prugghjettu a li zittadini. Abà, dapoi chi s’era faiddatu puru di miraculu da chinci a pocu, lu caminu chi polta Rinagghju a esse un centru economicu impultanti illu nord Saldigna pari sempri più longu.

Tempio: nessun miracolo. Il Sacro Cuore lascia Rinagghju

Il passo indietro del Sacro Cuore sul progetto che avrebbe dovuto aver luogo a Rinagghju è una di quelle notizie che non arrivano ogni giorno. A fronte della concessione avvenuta all’inizio dell’anno, Efisio Coni, parroco del Sacro Cuore, ha infatti comunicato il ritiro del progetto. Grandi propositi avevano avuto l’appoggio in prima persona da parte del vescovo Sanguinetti, ma oggi il luogo è nuovamente ed interamente nelle mani del Comune.

Non sono chiare le ragioni della decisione, forse difficoltà organizzative e volontariato venuto meno, con l’amministrazione Biancareddu che ora, anche in vista della prossima estate, dovrà prendere provvedimenti e cambiare sicuramente qualcosa nella programmazione per Tempio. Anche perché le richieste del Sacro Cuore – con l’appoggio del Comune – avevano portato a stimare e suddividere spese per manutenzioni per quasi 60 mila euro.

Dunque, dopo gli ultimi anni e il contenzioso tra Comune e Alba Immobiliare, l’ATI che avrebbe dovuto gestire Rinagghju per cinquant’anni facendone un punto di riferimento per cittadini e turisti, prosegue la storia infinita di Rinagghju, che di anno in anno diventa un luogo sempre più degradato, con furti e ingenti danneggiamenti, al punto che l’amministrazione è ritornata forzatamente nel pieno possesso dello spazio intraprendendo un contenzioso.

In seguito alla pronuncia del Consiglio di Stato, che nel 2012 aveva dato ragione all’amministrazione Frediani, dal 2013 è stato portato avanti un lavoro comune tra il richiedente Sacro Cuore e gli uffici. Il tutto fino ad arrivare a marzo 2015, quando ha avuto luogo la conferenza con stampa al fine di illustrare il progetto ai cittadini.

Ora, dopo aver parlato persino di miracolo a breve, la strada che porta Rinagghju ad essere un importante centro economico nel nord Sardegna pare sempre più lunga.

http://www.ilminuto.info/2015/12/tempio-nessun-miracolo-il-sacro-cuore-lascia-rinagghju/#more-37132

Tempio. Il FIU: quale sviluppo per Tempio*

Procollo d'Intesa Demanio-Tempio
Tempio Pausania. Il Fronte Indipendentista Unidu in merito all’ex Palazzina Comando e prospettive di sviluppo della città

Il Fronte Indipendentista Unidu accoglie con favore la recente delibera consiliare dell’amministrazione tempiese sul rinvio del Protocollo di Intesa col Demanio. Come noto, l’accordo prevede la cessione dell’Ex Palazzina Comando al fine di disporne l’Arma dei Carabinieri. Riguardo il Demanio, ricordiamo lo scaricabarile sulla comunità dell’ex Base Usaf di Limbara, effetti deleteri per Tempio derivanti dallo sciagurato Federalismo Demaniale all’italiana ad opera di Roberto Calderoli (Lega Nord).

Nel merito del Protocollo e della programmazione territoriale, valutiamo come segno di gestione inefficiente il costo per la riconversione in caserma e, rilevanti, i mancati benefici di quanto già investito e utilizzabile allo stato attuale grazie a fondi europei per circa 2,8 milioni di euro. La Palazzina è contigua alla struttura arrugginita di pertinenza del Sacro Cuore che da oltre un decennio campeggia su un terreno donato dal Comune a fine anni ’90 e che contribuisce ad accrescere le problematiche della Pischinaccia. Più ampiamente, questo va ricordato per il recente affidamento alla stessa parrocchia del complesso di Rinaggiu. La futura chiesa continua ad assorbire risorse, come nel caso del finanziamento prevalentemente pubblico della RAS, che la Cei compartecipa complessivamente per un quarto. Questa linea di finanziamento sul territorio si inserisce nel più ampio quadro di sviluppo individuato per la Pischinaccia; come sottolineato all’atto della concessione, infatti, “il compendio si trova infatti molto vicino alla nuova Chiesa del Sacro Cuore in costruzione i cui lavori ripartiranno a breve“. Va detto che il “breve” prosegue da 15 anni e, sempre conti alla mano, oggi per la conclusione della chiesa si spendono circa 900.000 euro dalla RAS.

In merito all’affidamento dei 15 ettari del complesso di Rinagghju, emblematiche le dichiarazioni di Frediani – “Mi auguro che ora la Chiesa riesca a fare quello che né le amministrazioni né gli imprenditori sono riusciti a fare negli ultimi 50 anni” – ponendo automaticamente il suo mandato fuori dal novero delle amministrazioni o riservando per questa giustificazioni particolari. Il proposito del Sindaco, per ovviare alla scarsa amministrazione pubblica e imprenditoria, è il turismo religioso di crisponiana memoria: da un lato si comunica la Convenzione con una dicitura etico-sociale di difficile collocazione e, dall’altro, l’azione concreta tramite una ONLUS allo scopo costituita. Al progetto del Sacro Cuore, oggetto di convenzione con il Comune, riserviamo un’analisi separata.

Nel Protocollo di Intesa oggetto di rinvio, al Comune andrebbe l’ex carcere La Rutunda, un altro rudere che l’amministrazione dovrebbe mettere a sistema reperendo finanziamenti specifici o impiegando risorse proprie, sostenendo la burocrazia del caso e occupandosi della custodia. I livelli di governo superiori, soprattutto quello statale, fanno il bello e cattivo tempo entrando in possesso di opere finite e funzionali con tutt’altra destinazione, impiegando ulteriori risorse che andrebbero proficuamente destinate allo sviluppo socioeconomico della città (fondi PAI, circa 3 milioni di euro), aggravando così le condizioni della finanza pubblica locale già ampiamente degradata. A tal proposito, la garanzia di non-acquisizione a bilancio e la forma di reciproca concessione costituiscono finte, quanto grottesche, rassicurazioni. Nella sostanza patrimoniale, il profilo di costi-opportunità per la comunità, gli oneri di ridestinazione della Palazzina e di recupero de La Rutunda, dispiegano effetti sul territorio a prescindere dall’allocazione formale in bilancio e, a leggere il Protocollo, anche in modo preoccupante per quanto riguarda l’atteggiamento dell’amministrazione comunale.

In particolare, alla voce Oneri finanziari (art. 6), si precisa ambiguamente che il Protocollo “non comporta oneri finanziari a carico delle Parti” (male, data la differenza di valore d’uso al momento tra la Palazzina e La Rutunda) salvo poi aggiungere in seguito che “eventuali oneri discendenti dai singoli contratti attuativi (ovvero il cuore della scambio, cioè le conseguenze dell’indirizzo pubblico) di cui ai precedenti articoli 3 e 4 saranno a carico del Comune”. Allo stesso modo, il punto Controversie (art. 5), lascia ancor più perplessi nel prevedere che Comune e Demanio, “si impegnano a definire bonariamente, tenendo conto del preminente interesse pubblico, ogni eventuale controversia derivante dall’esecuzione del presente Protocollo di Intesa“.

Da più di un anno il Fronte Indipendentista Unidu segue la questione e si è espresso in tal senso partecipando assemblee pubbliche e intraprendendo un confronto con l’amministrazione cittadina che, seppur spesso molto aspro, ha consentito di ottenere un quadro più chiaro e maggiori informazioni in merito alla nostra comunità. I tentativi dello Stato di depauperare il patrimonio pubblico appesantendone la gestione strutturale della comunità non sono una novità, come non lo sono amministrazioni cittadine prone nelle richieste, deboli nelle rivendicazioni e ambigue negli interessi perseguiti. In merito a Palazzina e futuro sviluppo della Pischinaccia, spesse volte la prospettiva delineata per la città appare miope. Per una città che aspira al recupero e alla redditività dei propri capitali, alla promozione territoriale, alla rivitalizzazione di servizi pubblici e privati nel turismo e nella cultura, la prospettiva di Forze Armate-Chiesa-Volontariato lascia, quantomeno, perplessi. Questo vale ma, va detto, sconta i vari vincoli che pesano sull’amministrazione comunale e la complessità di riqualificare e valorizzare una realtà incancrenita anche dal contenzioso con l’ATI sassarese originato nello scorso mandato.

Ribadiamo che l’attenzione sul tema sarà massima e rinnoviamo il contributo alla popolazione nella difesa e sviluppo della comunità.

Fronte Indipendentista Unidu

– Protocollo d’Intesa per la rifunzionalizzazione del vecchio Carcere e della ex Caserma “Pischinaccia”: all.a-protocollodintesa

*Documento per la stampa pubblicato originariamente il 26 aprile 2015

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Tèmpiu: ancòra attindimenti pa Lu Pagghjolu e li prummissi di Maninchedda

Pagghjolu

Dapoi di li nuitai di li mesi passati, lu caminu chi polta a lu finanziamentu di l’invasu di Lu Pagghjolu pari abbeddu mancu sirenu di cantu li prummissi elettorali agghjini dittu. So passati, diffatti, più di setti mesi da la dilibbarazioni n. 5/23 chi impignàa l’Assessoratu a la Prugrammazioni sigutu da Raffaele Paci a ricuparà l’acchitti stanziati ma no uldinati e prividè li cunsighenti muti di cuntaduria pa carragghjà in tuttu l’investimentu pa aunì Lu Pagghjolu e li comunitai di l’Alta Gaddhura, comu s’aspetta da dec’anni e più.

Intrattantu, è cumpritu l’iter pa lu mutuo di la RAS da oltri 700 milioni di euro, di ca più di 130 so distinati a l’infrastrutturi idrichi; ma a ogghj di la muta di cuntaduria pa Lu Pagghjolu no v’è mancu l’umbra. A magghju, pa l’elezioni comunali timpiesi, l’Assessori a li Trabaddi Pùbblichi, Paolo Maninchedda, e lu funziunàriu a li mattessi, Franciscu Sedda – amendui direttóri di lu Partito dei Sardi e sustinidori di lu centrusinistra timpiesu – aiani assiguratu l’acchitti e la felma ulintai politica pa accunsaltà una olta pa tutti l’inettitudini di lu sìlviziu idricu illu nord-est saldu. Lu Liscia, diffatti, selvi comuni comu Tarranóa e Fìgari, candu invèci Tèmpiu e divessi comunitài – pa guasi 30.000 zittadini – so liati a Pattada, cun spaldìziu mannu di elettricitài, magghjori pussibbilitài di disaccelti e, comu l’ultimi dui anni cumproani, una generali inettitudini di lu silviziu. Forsi, lu no aè vintu l’elezioni da palti di lu centrusinistra tempiesu ha pisatu malamenti innantu l’afficcu di la Giunta Pigliaru veldi lu sìlviziu idricu ill’Alta Gaddhura e li bisogni di li gaddhuresi. Continua la lettura di Tèmpiu: ancòra attindimenti pa Lu Pagghjolu e li prummissi di Maninchedda

Tempio. Il FIU sull’azione antifascista Parco delle Rimembranze

FIU_indipendenza

In merito all’azione antifascista al Parco delle Rimembranze

Lu Fronte Indipendentista Unidu torrà a signalà lu pròpriu appogghju a l’azioni antifascista di la sirintina di luni, dì 7 di capidannu, ulganizzata illu Parco delle Rimembranze di Tèmpiu da Atzione Antifascista Nord Saldigna. L’azioni ha vistu la palticipazioni di umbè di cioani antifascisti timpiesi e gaddhuresi, cuntrariati da lu schilévriu di orìgini neofascista di lu parco, locu centrali di la ‘ita di la citai, in palticulari di li più cioani, e locu d’arreu pa visitadori da tuttu lu mundu.

Lu Fronte Indipendentista Unidu ha subitu nuttatu l’infami attu e aspittatu, a boitu, un intilventu di lu manegghju Biancareddu, in palticulari di lu delegatu a lu Dicoru ulbanu, Giuseppe Usai. Illa mattessi manera, aemu aspittatu una presa di pusizioni civica e pulitica, puru chista a boitu, innant’ a la sustanzia fascista di lu dannu cuzzu di ‘alori chi ghjabbani la tranchillitai e la paci di la comunitai timpiesa e di tutta la Nazioni salda. Malchemu l’inattivitai di lu manegghju comunali ill’ultimi chiti e aggradimu l’azioni di li cioani antifascisti saldi, duppiamenti oppultuna figghjulendi l’annu scolasticu chi cumenciarà da chinci a pocu. Continua la lettura di Tempio. Il FIU sull’azione antifascista Parco delle Rimembranze

Tèmpiu. Tra Paddha e Carrasciali, la dui dì “V’era una ‘olta…”

mostra collettivaL’ultimu fini chita timpiesu aspittendi mezaustu è statu avvivatu da la “Paddha” e lu Carrasciali d’austu, cun dui dì festa undi si signalani boni nummari di prisenzi tra vennari e sabatu. Una supirioritai di ghjenti e gadagni siguramenti illa primma dì cu la Festa di Paddha timpiesa; chistu forsi pa l’aè cuminciatu la ciurrata abbeddu prima di li deci di sera di lu Carrasciali chi, dunca, ha scuntatu puru l’esse prugrammatu la dì infattu a l’eventu ulganizzatu da li cummelcianti timpiesi. Li prisenzi turistichi e di lu locu, da la sirintina di ‘ennari a matinata chizzu di duminica, s’istimani tra li 12.000 e li 13.000 milia. Continua la lettura di Tèmpiu. Tra Paddha e Carrasciali, la dui dì “V’era una ‘olta…”

Tèmpiu. Dui dì di festa: fini chita cun Paddha e Carrasciali

carrasciali 2015

È arriatu lu fini chita chi doaria signà lu momentu più altu pa lu statiali timpiesu pa cantu rigalda l’offelta e li prisenzi turistichi. Vennari e sabatu, infatti, dui tra l’eventi prinzipali di lu statiali timpiesu 2015. Si cumencia ogghj, da li 5 di sirintina, cu la VI edizioni di la Festa di la Paddha, ulganizzata da l’Assoziu cummelcianti “Centru citài” cun l’appogghju di Dol.Pa Logistica e l’AquaFantasy di l’Isola Rossa. Eventu chi pidda ispirazioni da la paddha come rifirimentu all’esse buriosu da sempri accustatu a livellu pupulari a lu paesi (“timpiesi paddhosi“). In un ambientazioni western e fenu spaltu illu centru storicu, magnà e bì fra mùsiga, baddi e spittacculì finz’a talda notti. Continua la lettura di Tèmpiu. Dui dì di festa: fini chita cun Paddha e Carrasciali

Tèmpiu. Donu a Faber 2015 (foto: Davide Cioncia)

Tèmpiu. Donu a Faber 2015 (foto: Davide Cioncia)

Faber 2015. “Il Re fa rullare i tamburi” – La citài di Tèmpiu ammenta Fabrizio De André – (29 d’alghjola 2015)

Faber 2015.  “Il Re fa rullare i tamburi” – La città di Tempio ricorda Fabrizio De André  – (29 luglio 2015)
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Tèmpiu Pausania. Davide Cioncia, fòtografu nuvìzziu timpiesu telzu classificatu a Lanusè

talanaLa chita passata v’è stata la primiazioni pa lu Siminariu Fotògraficu ulganizzatu da la Diòzesi di Lanusè, “Paèsagghji a régula d’alti“. Lu Siminariu ha vistu dui incontri di fulmazioni illu capulocu oddastrinu e un cuncursu finali undi li palcippanti prisintani una chèrrita di scatti.

Cu li sei fòtografi soi, telzu lu ciòanu timpiesu Davide Cioncia sighi maritu e mudderi Sanna-Mura di Barumini, sigundi, e Carlo Rivani di Quartu Sant’Alèni, lu ‘incidori. Pa chist’alticulu s’è sciuarata la fotògrafia più sintuta da l’audori timpiesu chi vennari, la dì 8 di magghju, sarà puru Agghju, pa prisintà una divessa chèrrita – “La ‘igna come passioni” – illa ciurrata “Assagghjendi lu ‘inu“, arriata a la IV edizioni.

Davide è fra li fundadori e vicipresidenti di l’Assozziu fotògraficu “La Saldigna ‘ista d’accultu” chi in pocu più di un annu di ‘ita ha pinsatu e ulganizzatu dui edìzioni di Mostra Fotografica Collettiva illa citài di Tèmpiu, la primma in Làmpata e la sigunda a Natali passatu. L’assozziu – chi abà com’ abà conta una trintina d’assuziati – sighi a rinfulzassi, pripparendi pa lu tempu chi veni divessi prugghjetti chi smannarani, middurendilu in galitai, lu trabaddu di “La Saldigna ‘ista d’accultu“.

Lu tittulu di la cherrita primiata è “Cronàca di un viagghju “felmu” in Oddastra” e cussì l’audori spiega lu senso datu a lu essu di lu cuncursu illa so ispiriènzia oddastrina.

<La primmu bisognu a ca de pruvvidè un viagghjadori chi palti pa una tarra scunnisciuta è cilcà li so carreri di comunicazioni, chi so puru lu chi subitu agàtta candu v’attracca. Attracchi, in chistu casu, felmi e chena scambi, undi cumandani la mancanzia di l’omu e li signi di lu tempu>

Tempio Pausania. Davide Cioncia, fotoamatore tempiese terzo classificato a Lanusei

La scorsa settimana si è tenuta la premiazione a Lanusei del Seminario Fotografico organizzato dalla Diocesi di Lanusei, “Paesaggi a regola d’arte“. Il Seminario ha visto due incontri di formazione nel capoluogo ogliastrino e un concorso fotografico finale dove i partecipanti presentavano un portfolio di scatti.

Con i suoi sei scatti, terzo classificato il giovane tempiese Davide Cioncia preceduto dai coniugi Sanna-Mura di Barumini, secondi, e Carlo Rivani di Quartu Sant’Elena, vincitore. Per questo articolo è stato scelto lo scatto più sentito dell’autore che sarà, venerdì 8 maggio, ad Aggius per presentare un’altra raccolta fotografica – “Il vigneto come passione” – per “Degustando il vino“, giunto alla IV edizione.

Davide è tra i fondatori, nonché vicepresidente, dell’Associazione culturale fotografica “La Sardegna vista da vicino” che in pocu più di un anno di vita ha ideato e organizzato due Mostra Fotografica Collettiva nella città di Tempio, la prima a giungo e la seconda a dicembre. L’associazione, che attualmente conta una trentina di associati, prosegue il suo consolidamento, con diversi progetti in cantiere che amplieranno, migliorandola qualitativamente, l’attività di “La Sardegna vista da vicino“.

Il titolo della raccolta premiata è “Cronaca di un viaggio “stazionario” in Ogliastra” e così l’autore spiega il significato dato al tema del concorso nella sua esperienza ogliastrina.

<La prima cosa a cui deve provvedere un viaggiatore che parte per una terra sconosciuta è cercare le sue vie di comunicazione, ed è anche la prima cosa che incontra appena vi approda. Approdi, in questo caso, statici e privi di scambi, dove dominano l’assenza umana e i segni del tempo>

http://www.ilminuto.info/2015/05/tempio-pausania-davide-cioncia-fotoamatore-tempiese-terzo-classificato-a-lanusei

Tèmpiu Pausania. Aspittendi li manutinzioni, disaccelti illu silviziu ìdricu a Pasca

 

pagghjoluÉ priiduta e avviltuta cun tempu illi dì passati da Abbanoa la riduzioni di prissioni ill’irrezza idrica da luni chi veni, la dì 13, a chiss’infattu, la dì 20 d’abbrili. Lu muttiu  so li trabaddi pa manutinzioni prugrammati innantu a l’impiantu di limpiatura di l’ea di Pattada. Abbanoa ha rassiguratu chi no vi doaria esse mancanzìa d’ea, grazi’a la rigulazioni di l’impianti di sulleu e accuidotti. Ma lu chi è suzzessu in Tempio Pausania illi ciurrati di Pasca e Luni di Pasca non era siguramenti previdutu.

Da ‘ennari finz’ arimani a notti, l’ea è mancata in divessi cussogghj di la cittài; sabbatu e duminica palticularmenti si so auti li dissilvizi più manni. Uffizialmenti li muttii so sempri li matessi: guasti impruvvisi, e chista ‘olta puru più d’unu in altettanti lochi di lu paesi. Si è veru come è veru chi l’imprevistu po sempri cumbinà e lu Gestori Unicu no lu po’ previdì, è altettantu ‘eru chi chisti so sempri più frecuenti in infrastrutturi idrichi bistrasciati e un’organizzazioni di l’irrezza inetta, cu la magghjuria di l’ea chi si paldi in ghjriolu pa la Saldigna cun dissilvizi e sprechi chi  crescini di mesi in mesi.

Pa la chita chi veni, paricchji in Tèmpiu si dummandani si v’è d’aspittassi più disaccelti di cantu Abbanoa no n’agghja priidutu e, a occhji puru all’annu e mezu passatu,  si la situazioni sarà avveru suttu cuntrollu.

Tempio Pausania. Aspettando le manutenzioni, disagi nel servizio idrico a Pasqua

È prevista ed è stata comunicata nei giorni scorsi da Abbanoa la riduzione di pressione nella rete idrica da lunedì prossimo, giorno 13,  a quello seguente, 20 aprile. La causa sono  i lavori per la manutenzione programmata sull’impianto di potabilizzazione di Pattada. Abbanoa ha rassicurato che non dovrebbero esserci interruzioni del servizio, grazie alla regolazione di impianti di sollevamento e acquedotti. Ma ciò che è accaduto a Tempio Pausania nelle giornate di Pasqua e Pasquetta non era sicuramente previsto.

Da venerdì notte sino a ieri mattina, l’acqua è mancata in diversi circondari della città; sabato e domenica in modo particolare si sono registrati i maggiori disservizi. Ufficiosamente, le ragioni sono quelle note: rotture improvvise e questa volta più d’una in altrettanti punti del paese. Se è vero come vero che l’imprevisto può sempre occorrere e il Gestore Unico non può prevederlo, è altrettanto vero che questi sono sempre più frequenti in infrastrutture idriche disastrose e un’organizzazione della rete inefficiente, con la maggior parte dell’acqua che viene dispersa in giro per la Sardegna con disservizi e sprechi che crescono nel corso dei mesi.

Per la prossima settimana, in tanti a Tempio si chiedono se c’è da attendersi più disservizi di quelli che Abbanoa non abbia previsto e, anche alla luce dell’ultimo anno e mezzo, se la situazione sarà realmente sotto controllo.

http://www.ilminuto.info/sc/2015/04/tempio-pausania-aspettando-le-manutenzioni-disagi-nel-servizio-idrico-a-pasqua/