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Poltu Turra. Lu M5S e li razzi VEGA

Lancio VEGA
Si illi mesi passati innant’ a lu manegghju comunali di Poltu Turra si pudia faiddà di cuntierri e irrasgiunati politichi, cun leghi ispissu folti tra lu M5S matessi e l’olgani d’infulmazioni, ogghj l’aria chi si rispira in paesi è più pisuta di lu solitu. In una cittai tulminatata da l’incuinamentu pisutu chi sighi da mezu secculu, chissu di Sean Christian Wheeler, sindacu di lu Movimento Cinque Stelle elettu cun palcentuali bulgari a làmpata passata, è uffizialmenti una chistioni abbeddu impultanti.

Lu cumenciu.  Illa zittadina turritana, a capidannu passatu aia fattu spapogliu l’aè saputu di lu prugghettu d’invistimentu di l’AVIO, multinazionali italiana di lu malcatu aerospaziali, pa la ricilca di 38 ettari illa zona industriali di Poltu Turra undi pruà li mutori di li razzi VEGA (Vettore Europeo di Generazione Avanzata). Comu si sa, l’AVIO mattessi è in poi in palti a lu prugghjettu DASS, Distretto Aerospaziale della Sardegna, liatu a lu suppostu ricuparu di lu Poligono Interforze del Salto di Quirra.

Li chjarimenti. A capidannu lu sìndacu Wheeler aia assiguratu la comunitài turritana e tutta la Sardegna innant’ a lu contu di AVIO, abbrendi parò illu mattessi mumentu umbè di dummandi. Lu M5S aia cunfilmatu li prugghjetti di l’azienda e li cuntatti ghjà auti – fra lu manegghju e li capizzoni AVIO chi – aia infulmatu ancora lu sìndacu – erani ghjà cuntrattendi cun Syndial pa uttinè lu locu illa cunnisciuta zona industriali di Poltu Turra, cussì cumprummissa a livellu ambientali e di salutu da esse cunsidarata area SIN, Sito di Interesse Nazionale per le Bonifiche.

Ani dispiltàtu dùbbi celti primmi isciuti di Wheeler innant’ a lu prugghjettu chi aia autu manera di idè illi primmi attoppi. Un tonu chi punia li mani addananzi – “l’ingegneri ani assiguratu chi no vi sarani cunsighenzi palticularmenti dannosi“. O puru dichjarazioni curiosi chi si no appogghjani diretti lu prugghjettu, di siguru no lu discuttini in manera crìtica a l’ochj di la zittadinànzia: “lu CO2 chi si criarà sarà cant’ e chissu di un cintinaiu di Panda a metano chi facini 20 milia chilometri” o “l’ipoclorito chi ‘enarà trattatu è lu mattessi chi si tratta pa disinfettà 40 piscini. Una situazioni chi facia pinsà, più e più palchì ca prupponi celti rasgiunamenti era stat’ elettu mintuendi come ‘alori passunali “andà in bicicletta e no aè una macchina“.

In dugna casu, lu chi teoricamenti dia esse una siguresa era la chjaresa. Li zitàdini ariani pudutu “sighì” la ulintai di l’AVIO e la prupposta di lu prugghjettu e pa chissu da chi a pocu si saria douta prumuì una siduta fra tutti li palti tuccati, cumpresa la suzzietài zivili.

La siduta pùbblica. Lu chi ambara di la stòria di li razzi VEGA è crònaca di chisti dì. L’attoppu dizzisu a lu cumenciu pa vennari, a li cincu di sirintina, è statu cun maraiglia di tutti dilattatu illa sirata di luni, dapoi d’esse statu spalisatu pròppiu illa mattessi ciurrata, la dì 16 di Li Santi. Più che una dilazioni, un cambiamentu. Vennari, difatti, l’attoppu v’è statu, ma antizipatu a la matinata e no più abbaltu a lu pùbblicu: ‘janni chjusi tra manegghju, M5S e dirigenti AVIO.

Lu prughjettu VEGA, par’abà, sighi chena difficultai.

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Sassari. Mobilitazione antifascista contro CasaPound a Monte d’Accoddi

antifascismoAtzione Antifascista Nord Sardigna, indice una mobilitazione di massa per impedire che la nota organizzazione neofascista CasaPound svolga la tre giorni in programma nel nord Sardegna.

CasaPound è ben nota per aver compiuto una serie di azioni violente contro immigrati, omosessuali e attivisti della sinistra e per seminare una cultura dell’odio e del razzismo mascherata da controcultura e dall’interesse per il sociale.

CasaPound cerca di presentarsi con un volto rassicurante e propone escursioni a Monte d’Accoddi, gite a Fertilia, letture di poesia e percorsi di avvicinamento allo sport. Normalissime iniziative di aggregazione sociale, se non fossero fatte da un movimento neofascista che persegue palesemente secondi fini, fra cui il rinsaldamento della cultura italiana e fascista in Sardegna.

In realtà, dietro a questa maschera naturalistica, sportiva e culturale, CasaPound ha sempre nascosto la sua vera natura razzista e violenta ben sintetizzata dallo slogan del movimento: “nel dubbio mena!”. Ma CasaPound questa volta ha deciso di metterci la faccia, dopo averci abituati a nascondersi dietro diverse associazioni sparse per tutto lo Stato italiano, che vanno ad esempio dal volontariato (La Salamandra) all’escursionismo (La Muvra), passando per gli sport da ring (Il Circuito) ed il motociclismo (Scuderie 7Punto1).

Il fascismo e il razzismo non sono idee, non sono opinioni, bensì sono crimini condannati dalla Storia ed è necessario mostrare durezza ogni qualvolta essi si ripresentino alimentandosi dell’ignoranza, del fanatismo, del culto del branco e della crisi economica e culturale in cui versa la nostra società.

Per questo motivo chiamiamo tutti gli antifascisti, i democratici, i socialisti, gli anti autoritari, gli indipendentisti, a mobilitarsi per impedire che CasaPound possa svolgere davvero la sua tre giorni.

Appuntamento per dire no al fascismo: Venerdì 16 ottobre, ore 16:00, davanti all’ingresso dell’altare di Monte d’Accoddi (strada Sassari – Porto Torres).

Porto Torres. Caos bilancio: Wheeler contro tutti. Spunta “comunicazione informale” con la RAS

Il duro sfogo di questa mattina del Sindaco del M5S di Porto Torres ,Sean Wheeler, nei confronti de La Nuova Sardegna (Foto: La Nuova Sardegna)

Bufera a Porto Torres per le forti dichiarazioni del neo Sindaco del Movimento Cinque Stelle, Sean Christian Wheeler. Materia del contendere, un articolo pubblicato sulle pagine de La Nuova Sardegna in data odierna sul rischio di commissariamento per la città turritana a causa della mancata approvazione del bilancio preventivo. Il sindaco pentastellato ha smentito duramente, attaccando in modo scomposto la versione del giornale, tirando in ballo corruzione dei partiti, la complicità PD-La Nuova e la Mafia, annunciando perfino di aver interrotto l’abbonamento comunale con la testata giornalistica definita “carta straccia“.

In realtà, lo scorso maggio in Gazzetta Ufficiale veniva comunicato un “ulteriore differimento del termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2015 degli enti locali” stabilendo che “il termine per la deliberazione del bilancio di previsione per l’anno 2015 da parte degli enti locali è ulteriormente differito dal 31 maggio al 30 luglio 2015“. Accadeva il 13 maggio scorso a firma, ovviamente, di Angelino Alfano, Ministro degli Interni, previo richiamo alla conferenza Stato-città ed autonomie locali che aveva espresso parere favorevole nella seduta del 7 maggio. Oggi, in tarda mattinata, un’ulteriore eccezione sul tema che non riguarda, però, le amministrazioni sarde. Per la Regione Siciliana, come comunicato dall’agenzia Askanews, il Viminale ha difatti deliberato una nuova proroga del termine per gli enti locali e relativi bilanci di previsione, come sollecitato dal presidente Anci Sicilia, Leoluca Orlando.

Mentre il caso Porto Torres veniva rilanciato da varie testate on-line e diffuso tramite social network, è pervenuta nel pomeriggio una nota del Comune di Porto Torres, rassicurando sugli sviluppi della vicenda e affermando che “la RAS è già stata informata per le vie brevi e ha comunicato informalmente che nel seguire la procedura prospettata dall’esecutivo non esistono, e non ci sono mai stati, rischi di commissariamento“.

Dunque, l’attenzione si sposta ora sulla comunicazione informale che la Giunta di Porto Torres avrebbe ricevuto da Cagliari con annessa approvazione dello svolgimento delle procedure e l’assenza del rischio di commissariamento. La Nuova Sardegna, diretta interessata nella vicenda, dopo la solidarietà dell’Ordine dei giornalisti e Assostampa, accenna indiscrezioni da Viale Trento circa una presunta diffida formale che l’amministrazione turritana starebbe per ricevere, con il  rischio sempre più concreto della nomina di un commissario ad acta.

Sassari. Il Fiu: “Sennori, Sorso, Osilo, un triangolo di discariche abusive”

Campagna di denuncia e sensibilizzazione ambientale del Fronte Indipendentista Unidu nel sassarese
Campagna di denuncia e sensibilizzazione ambientale del Fronte Indipendentista Unidu nel  sassarese

Nell’immaginario collettivo la Sardegna è un paradiso incontaminato, ma la nostra isola ha purtroppo anche un altro volto. Oltre al drammatico inquinamento dovuto alle industrie pesanti e alle basi militari anche le nostre campagne sono spesso utilizzate come discariche abusive. É davanti agli occhi di tutti per esempio lo stato delle cunette di molte strade che sono diventate un lungo e capiente contenitore di spazzatura. Percorrendo la 131 “ammiriamo” nelle cunette cumuli d’immondizia di ogni sorta. Allontanandoci poi dalle vie principali le condizioni non migliorano. Se per esempio ci concediamo una salutare passeggiata nella pineta dei Comuni costieri (Sassari, Porto Torres, Sorso) è impossibile non notare tra la preziosa flora, materassi, pneumatici, sanitari, materiale elettrico e materiale di risulta, carcasse di auto e una quantità indescrivibile di amianto. Ecco che la nostra passeggiata si trasforma in un tour degli orrori, in una visione violenta di attacco all’ambiente e al territorio dettata spesso dall’ignoranza e dall’abbandono delle campagne. La cosa è ancora più grave se consideriamo che spesso queste discariche vergognose si trovano in un sito SIC (Sito d’Interesse Comunitario). Lo stagno di Platamona è, infatti, per estensione e per rilevanza della biodiversità, una delle più importanti zone umide del nord Sardegna. Ai sensi della “Direttiva del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e semi naturali e della flora e della fauna selvatiche” n. 92/43/CEE è stato classificato come sito d’importanza comunitaria (SIC ITB010003). Inoltre, un’area più vasta, estesa per circa 250 ha, che ricomprende lo stagno stesso, è stata dichiarata “oasi permanente di protezione faunistica e di cattura” con D.A. della Regione Autonoma della Sardegna n. 18 del 31.01.1996. Un tesoro preziosissimo che meriterebbe ben altre tutele. Il piano di gestione dello Stagno di Platamona (un documento di ben 230 pagine), non prevede stranamente la rimozione delle discariche che giacciono nella perimetrazione SIC e anzi nello stesso piano si legge “a breve non sono in programma ulteriori interventi, neppure in fase di progettazione”.

Pertanto se è vero che il degrado e l’inciviltà possono essere ascritti spesso ai cittadini poco rispettosi dell’ambiente, non si possono ignorare responsabilità politiche ben precise. La nostra iniziativa è rivolta dunque sia a sensibilizzare i cittadini sardi ad una maggiore tutela verso il nostro patrimonio e risorsa economica più grande che è l’ambiente, sia a denunciare il lassismo delle amministrazioni comunali che spesso si voltano colpevolmente dall’altra parte davanti all’esigenza puntuale di pulire il territorio o di segnalare le discariche agli organi competenti. La campagna del Fronte Indipendentista Unidu prende spunto dalle numerose foto segnalate dai cittadini nel gruppo facebook Muntonàrgios de birgòngia perché siamo convinti che l’indipendentismo debba essere un movimento popolare che inizi a cambiare lo stato di cose presenti fin da subito, operando anche profonde e radicali trasformazioni culturali nei comportamenti e nelle abitudini dei sardi stessi. Il sistema coloniale ci ha abituato a considerare la nostra terra come povera e arida da un punto di vista economico e la nostra cultura come un inutile retaggio del passato. L’indipendentismo deve rieducare il popolo sardo all’amore e alla cura della propria terra e della propria cultura anche a partire dal recupero del senso civico e del rispetto degli spazi comuni e dell’ambiente. Il Fronte Indipendentista Unidu pertanto tappezzerà di manifesti i comuni interessati da questo fenomeno per suscitare un clima culturale di rigetto di tali ignobili e autolesioniste pratiche e per invitare le amministrazioni e le autorità competenti a vigilare maggiormente su tale preoccupante fenomeno in piena espansione. Inizieremo con i comuni di Sennori, Sorso e Osilo fino a coprire i territori via via segnalati dai cittadini sul gruppo Muntonàrgios de birgòngia.

Fronte Indipendentista Unidu Sassari

Sassari. ENI e “bioeconomia”. Per “Darsena dei Veleni” prossima udienza 14 aprile

eni paola rizzuDopo l’udienza dello scorso 20 gennaio e le dodici parti civili ammesse,  si è tenuta lo scorso 3 febbraio l’ennesima udienza per l’inchiesta Darsena dei Veleni a carico di otto dirigenti del Gruppo ENI, nello specifico Syndial e Polimeri Europa, quest’ultima attualmente Versalis. Oltre le parti istituzionali (Ministero dell’Ambiente e Assessorato all’Ambiente della RAS) anche comitati come quello “No Chimica Verde“, assistito dall’Avv. Pina Zappetto.

Situazione disastrosa quella di Porto Torres e Sassari. In un incontro dello scorso 10 novembre, Francesco Pigliaru aveva dato appuntamento al successivo 3 dicembre per un importante incontro con ENI e una serie di stakeholders: Enti Locali, Novamont, Università. Pigliaru parlò con buoni auspici di un territorio in difficoltà con “un passato che pesa”  per il quale “si deve chiamare immediatamente ENI e chiedergli conto di investimenti per le bonifiche e nuovi investimenti produttivi“. Più ampiamente e a più voci si parlò di possibilità di sviluppo legate alla fantomatica “bioeconomia“.

Negli ultimi mesi si è parlato dei 150 milioni di euro e i 70 occupati del “Progetto Nuraghe” in capo ad una delle aziende, Syndial, al centro sia del processo sassarese che nuovi affari a Porto Torres. Il progetto riguarda la bonifica di 35 ettari utilizzati dalla Sir sino al 1982 come deposito di stoccaggio dei residui industriali (Minciaredda). La bioeconomia, termine molto di moda recentemente, non fa riferimento come si potrebbe pensare a progetti di  bonifica, ma alla “raffinazione chimica di terza generazione” con ricadute su filiere agricola, minori costi e rispetto della biodiversità. Insomma, alcuna controindicazione, solo da guadagnare.

Intanto sul territorio la Darsena è più dei Veleni che mai e Benzene e Dicloretano mietono vittime giorno dopo giorno spopolando il territorio. Oltretutto, come dichiarato da Paola Pilisio, portavoce del Comitato No Chimica Verde, sono necessarie vere e complete bonifiche, “non come quelle realizzate sino ad oggi, che hanno interessato solo la superficie dei terreni dove sono stati realizzati gli impianti Matrìca“.

La bioeconomia è appunto quella verde della chimica, il progetto Matrìca dell’ex ad di Novamont (attualmente ad ENEL), Catia Bastoli, e il famoso cardo della joint venture per il “Mater-Bi”Non a caso lo scorso autunno i titoli furono eloquenti: “Matrìca, blitz di Pigliaru: chimica verde, ci crediamo“, riconfermando l’opinione di Pigliaru sul progetto della Green Valley che già in campagna elettorale definì positivo per riassorbire i lavoratori espulsi dal ciclo produttivo della chimica tradizionale.

Più recentemente, a riprova che quella del 2011 col cardo nelle vesti di oro nero sardo non era propriamente un’idea win-win, la stessa ENI – dopo le indiscrezioni dei mesi scorsi – ha tagliato i finanziamenti per la centrale a biomasse da 43.5 megawatt. Buona notizia per il territorio e la conferma dopo quattro anni che il Re è ormai nudo e il cardo era ed è fondamentalmente un bluff.

Il 3 dicembre, alla presenza degli ad di Syndial e Versalis, si era stabilito nuovo incontro tra Pigliaru e l’ad di ENI, De Scalzi, per metà gennaio. In occasione dell’incontro di fine 2014  furono significative le affermazioni dell’Assessora all’Industria, Maria Grazia Piras, che riconfermava l’obiettivo di “incoraggiare la nascita di aziende che completino la filiera bio avviata con il progetto Matrìca“. L’Assessora all’Ambiente – Donatella Spano – ha inizialmente posto l’accento sulle bonifiche riguardo le quali “la Regione eserciterà un forte coordinamento territoriale e monitorerà l’iter degli interventi” andando poi a parare nuovamente sulla “bioeconomia”, intesa come chimica verde e  non bonifiche

Siamo fortemente interessati a tutte le iniziative che riguardino la sostenibilità ambientale, auspichiamo che la filiera delle bio-produzioni crei le condizioni per la diffusione sempre maggiore di acquisti green“.

L’Assessora Spano è la stessa che difese strenuamente i parlamentari del Partito Democratico che votarono a favore dello Sblocca Italia e l’innalzamento delle soglie tollerate per i metalli pesanti. La sua idea di sostenibilità ambientale pone così ulteriori dubbi sui benefici accreditati alla presunta chimica verde, bioeconomia o green valley che dir si voglia.

Nel frattempo, sul versante processuale, il Gup Antonello Spanu, dopo brevi procedure di rito, ha fissato l’udienza successiva il 14 aprile. Le accuse – disastro ambientale colposo e deturpamento delle bellezze naturali – coinvolgono Alberto Chiarini e Daniele Ferrari (rappresentanti legali delle due società), Francesco Papate (gestione siti da bonificare), Oscar Cappellazzo, Gian Antonio Saggese e Francesco Leone (responsabili Taf), Paolo Zuccarini (direttore di stabilimento) e Daniele Rancati (responsabile della sezione salute, sicurezza, ambiente).

In attesa della prossima udienza si può osservare la significativa espressione del sindaco di Sassari, Nicola Sanna, durante il citato incontro con Novamont del 10 novembre, nel quale si annunciava l’imminente incontro con ENI.

http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2014/11/10/news/pigliaru-il-3-dicembre-incontro-con-eni-su-porto-torres-1.10283324

Inchiesta “Darsena dei veleni”. No Chimica Verde tra le parti civili. Prossima udienza, 3 febbraio

eni paola rizzu
Foto: Paola Rizzu.

Si è tenuta ieri a Sassari l’udienza preliminare del processo “darsena dei veleni” che vede indagati per disastro ambientale colposo e deturpamento delle bellezze naturali otto dirigenti di Syndial (ex Enichem, oggi bad company del gruppo Eni) e, sempre gruppo ENI,  Versalis (ex Polimeri Europa). Continua la lettura di Inchiesta “Darsena dei veleni”. No Chimica Verde tra le parti civili. Prossima udienza, 3 febbraio