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Nuoro, nuova assemblea di A Foras

Bosa, un momento di una recente esercitazione militare sul fiume Temo (22 gennaio)

Nuovo appuntamento per il movimento A Foras – contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna – che invita sardi e sarde, collettivi, organizzazioni, associazioni, studentesse e studenti a partecipare alla prossima assemblea generale sarda per discutere dell’organizzazione delle prossime campagne, le attività e gli eventi del 2019. L’assemblea è in programma per domenica 3 febbraio, a partire dalle ore 14:00, al Teatro Eliseo di Nuoro in via Roma n° 73. A Foras richiede massima puntualità in quanto i locali sono disponibili fino alle 18:30.

Dopo l’ultima assemblea molto partecipata a Nuoro, A Foras ritorna dunque questa domenica nel capoluogo barbaricino con i seguenti punti all’ordine del giorno:

1) Organizzazione mobilitazione e campagna elettorale, dare un megafono alle lotte

2) Organizzazione e coordinamento dei gruppi e tavoli di lavoro

3) Aggiornamento calendario 2019


A FORAS – contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna
https://aforas.noblogs.org/
https://www.facebook.com/aforas2016/

Nuoro, prima plenaria del 2019 per A Foras

Dopo il progetto itinerante “A Foras in caminu”, che ha interessato i territori di Villacidro, Guspini e San Gavino Monreale, la partecipazione alle lotte per la Sanità pubblica e l’organizzazione di un seminario interno di autoformazione, la consueta Assemblea Generale di A Foras – Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna apre un nuovo anno di lotta contro lo sfruttamento della Sardegna.

Tra i temi caldi la vicenda Porto Tramatzu, celebrata come un grande successo nell’ottica di un presunto riequilibrio della presenza militare, nell’ambito del più ampio accordo-truffa – così definito a suo tempo da A Foras – siglato da RAS e Difesa italiana poco più di un anno fa (dicembre 2017). Sul punto A Foras non è dello stesso avviso e anche di questo si parlerà nell’assemblea in programma a Nuoro per domenica 13 gennaio, a partire dalle ore 15:00, nei locali di Via Romano Ruju n° 24 (Zona Badu’ e Carros).

All’ordine del giorno saranno trattati i seguenti punti:

1) Mobilitazione e organizzazione degli eventi in vista di Pratobello 2019

2) Mobilitazione caserma di Pratosardo e nodo Baronia-Barbagia

3) Resoconto del seminario di comunicazione di dicembre

4) Ricorso al Tar fabbrica di bombe Rwm

5) Proposte e calendarizzazione attività per il 2019

Pa la patria. 26 abbrili 1868: Su Connottu (da “Sardegna: regione o colonia?”)

Nuoro-Su-Connottu1[…] Nel 1868, il Consiglio comunale di Nuoro, formato da non pochi grossi proprietari, decise di vendere ai privati i terreni di “Sa Serra” e il “comunale”, ancora aperti al pascolo libero. I pastori, nel giro di poco tempo, avrebbero dovuto ritirare le greggi che pascolavano in quei territori. Il “piano di lottizzazione” prevedeva la vendita “a rate”: chi avesse fatto domanda per ottenere in proprietà i terreni, avrebbe potuto pagare subito la metà del prezzo pattuito e l’altra metà, come si direbbe oggi, “in comode rate”. Il 26 aprile, avvenne la violenta rivolta de su connottu. Cominciarono una cinquantina di pastori e contadini poveri a manifestare sotto la sede della sottoprefettura di Nuoro. Gridavano a su connottu, vogliamo che si torni al conosciuto, alle terre in comune.

In poche ore i manifestanti diventarono alcune centinaia in marcia verso il comune. Vi fecero irruzione, si impadronirono delle armi della guarnigione e saccheggiarono; i piani di lottizzazione furono dati alle fiamme insieme ai registri dello stato civile. La sommossa cessò solo quando il sottoprefetto, il capo dei carabinieri e il procuratore del re promisero che a su connottu si sarebbe tornati e che il Consiglio comunale si sarebbe dimesso. I laici, anticlericali ma legati mani e piedi al colonizzatore, che se li era comprati con la terra sottratta ai contadini poveri e ai pastori, accusarono i nuoresi poveri di essersi lasciati strumentalizzare dal vescovo di Nuoro, Salvatore Angelo Demartis, intenzionato solo a screditare le autorità civili.

In effetti, sembra che Demartis abbia avuto una parte di primo piano in sa die ‘e su connottu (il giorno del già noto). Nel momento in cui si sentivano derubati dai “laici” e nel momento in cui il vescovo era, per fatti suoi, contro i “laici”, pastori e contadini poveri hanno saputo sfruttare con molta intelligenza politica questa potente alleanza. Né era la prima volta che i pastori si schieravano contro il re piemontese, trovando alleati persino nei feudatari. […]

Tratto da “Sardegna: regione o colonia?” – di Gianfranco Pintore (1974).

Via da Tempio il Servizio Territoriale Demanio e Patrimonio. Nuoro caput mundi

tempio pausaniaSecondo alcune indiscrezioni, sarebbe al vaglio della Giunta regionale una proposta per un nuovo assetto dei Servizi Territoriali Demanio e Patrimonio.  L’area Olbia-Tempio risulterebbe in capo a Nuoro, nuova sede territoriale della Direzione del servizio, assieme all’Ogliastra alle quali si aggiungono Oristano e Medio-Campidano. Il sassarese rimarrebbe autonomo con circa 140 concessionari mentre chiudono Cagliari e Sulcis con poco più di 300 concessioni.

Nel territorio gallurese risultano ben 780 pratiche istruite presso il Servizio Territoriale Demanio e Patrimonio, con sede a Tempio Pausania. In pratica, in tutta la Sardegna sei concessionari su dieci ricadono in Gallura.

Rispetto all’esigenza di avvicinare i servizi ai cittadini e dei propositi di razionalizzazione della pubblica amministrazione, questo nuovo assetto appare in controtendenza e i benefici complessivi quanto meno dubbi, con i concessionari galluresi (la maggioranza) che per qualsiasi esigenza faranno capo alla ben più distante Nuoro. In occasione di un recente incontro pubblico, l’assessore ai Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda, ha affrontato l’argomento delle riorganizzazioni in modo generale e circa queste indiscrezioni non ha fornito ulteriori informazioni in quanto l’oggetto non è direttamente ascrivibile al proprio assessorato.

In attesa che il governo regionale fornisca delle motivazioni di un simile indirizzo o smentite sullo stesso, ci si chiede quali possano essere le ragioni e gli obiettivi perseguiti da tale prospettiva di riorganizzazione e, soprattutto, quali costi – pubblici e privati – potrebbe comportare.

http://www.ilminuto.info/2014/08/via-da-tempio-il-servizio-territoriale-demanio-e-patrimonio-nuoro-caput-mundi/