Alghero, ResPublica: mostra antologica di Salvatore Palita (1990-2018)

Alghero, ResPublica: mostra antologica di Salvatore Palita (1990-2018)

Venerdì 29 giugno, a partire dalle 19:00, ResPublica ospiterà “Bisos e Leturas/Sogni e Letture“, la mostra antologica del sassarese Salvatore Palita. Una selezione di opere dal 1990 al 2018 esposte fino al 14 luglio al Distretto della Creatività del ResPublica, in Piazza Pino Piras al Alghero, tutti i giorni dalle 17:30 alle 23:00.
Il progetto nasce da molteplici sollecitazioni letterarie e psicoanalitiche. Le opere desiderano spingere l’osservatore a meditare sulla relazione, a volte confusa, tra immagine e parola. Salvatore Palita, dalla fine degli anni settanta in poi fonde nelle sue opere fotografie, disegni, collages e testi, ispirandosi al movimento concettuale della “Narrative Art”, che a metà degli anni Settanta s’interrogava sul dualismo narrativo rappresentato dalle immagini e dalla scrittura.

L’autore. Salvatore Palita è nato a Sassari nel 1953. Dopo la Maturità in Arte Applicata, studia Architettura a Firenze. Fondamentali le lezioni del prof. G. K. Köenig e in particolare del prof. G. Pettena, che illustra la sua ricerca sulle “Architetture inconsce” (realizzate negli U.S.A. tra il ‘72/‘73). Pettena parla di Land Art, di H. Hollein, W. Pichler e dell’utopia dell’Architettura Radicale. Negli stessi anni frequenta il corso di Design tenuto dal prof. A. Natalini, fondatore nel ‘67 del “Superstudio” e dell’utopia progettuale che segnerà la nascita dell’avanguardia architettonica italiana degli anni ’70. Dal 1977 all’80, matura varie esperienze nel campo della progettazione, dell’arredamento, della grafica e della pubblicità. Nel 1984, dopo aver superato le prove d’ammissione, si iscrive all’Associazione Italiana Professionisti Pubblicitari e da allora si occupa di Progettazione Grafica e Pubblicitaria.
Dal 1985 al 2018 allestisce numerose mostre personali di grafica pittorica e partecipa a Concorsi d’Arte Regionali e Nazionali. Suoi lavori fanno parte di collezioni pubbliche e private. Fin dalle prime mostre porta avanti la sua ricerca ispirandosi alla Narrative Art: “fotografia, parola, disegno, colore e collage si fondono creando un racconto visivo nel quale si possono scoprire altre storie, nuovi significati”.
Ogni mio lavoro è per me la pagina di un libro. I lavori esposti sono un capitolo del libro… La fine del libro sarà la fine della mia vita… Per chi resterà non sarà facile mettere ordine fra le pagine e i capitoli, perché ogni giorno mi piace cambiare la trama del libro”.