Occupazione militare, il 12 ottobre grande manifestazione a Capo Frasca

Capo Frasca, occupazione militare: il 12 ottobre grande manifestazione

A cinque anni dall’imponente manifestazione contro l’occupazione militare della Sardegna del 13 settembre 2014 e in vista dell’imminente ed ennesimo ciclo di esercitazioni militari, il Poligono militare di Capo Frasca sarà nuovamente teatro di una grande giornata di protesta e partecipazione popolare. Attese migliaia di persone da tutta la Sardegna.

Dopo la buona riuscita della manifestazione del 2 giugno e la quarta edizione dell’A Foras Camp, il movimento A Foras chiama una manifestazione che al momento ha registrato l’adesione di decine di sigle da tutta la Sardegna. L’elenco completo degli aderenti alla manifestazione del 12 ottobre e le informazioni sull’organizzazione dei trasporti in partenza da diverse parti dell’Isola sono disponibili al link dell’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/2489513861112719/

Di recente anche diversi esponenti della cultura, dell’arte, dello spettacolo e della letteratura hanno diffuso un testo riguardo l’occupazione militare sostenendo la causa di A Foras e invitando alla partecipazione per la grande manifestazione del 12 ottobre. “Dopo settant’anni e passa di asservimento militare della Sardegna, è lecito pretendere che esso sia messo radicalmente, pubblicamente e democraticamente in discussione” – si legge nel documento di sostegno consultabile interamente al seguente link https://www.urly.it/32y5z 

Già due anni fa A Foras aveva rivolto un appello agli artisti “Mettiamoci la faccia. Il nostro impegno contro l’occupazione militare” sottoscritto da decine e decine di artisti e artiste da tutta l’Isola.
https://aforas.noblogs.org/appello-pubblico-agli-artisti-mettiamoci-la-faccia/

Da segnalare anche le diverse chiamate per il 12 ottobre scritte e diffuse da Ubrec – Collettivo audiovisivo che ha proposto una raccolta di diverse ragioni, approcci e prospettive circa l’antimilitarismo in Sardegna e nel resto del Pianeta. I testi – in prosa e parte in poesia – sono ricchi di dati, di sensazioni e di sproni, accompagnati da piacevoli illustrazioni. I contenuti parlano a e da diversi settori della società sarda. L’antimilitarismo viene così declinato riguardo tanto l’ambiente in generale quanto le diseguaglianze di genere, passando dalle condizioni dei pastori e da quelle dell’immenso patrimonio archeologico sardo, il cui degrado, abbandono e scarsa valorizzazione vengono definiti coloniali. Cornice, quella del colonialismo in Sardegna, più volte opportunamente richiamata.

E’ il colonialismo a farci schifo e non le mestruazioni” – è riportato in uno dei diversi testi. http://www.ubrec.net/2019/chiamate-antimilitariste-parte-1/

La chiamata da parte di A Foras alla Sardegna è stata diffusa in lingua sarda e in italiano. “Il movimento sardo contro le basi, le esercitazioni e l’occupazione militare chiama a raccolta comitati, movimenti, associazioni, sindacati, categorie professionali, intellettuali e tutto il nostro popolo a mobilitarsi e protestare contro il prossimo inizio delle esercitazioni militari in Sardegna” – si legge nella nota diffusa da settimane e diventata virale nei social network. Come virali sono stati i diversi passaggi riportati in uno dei tanti post divulgati di recente dalla pagina di A Foras, in particolare gli estratti di un’audizione in Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito (settembre 2018) dove si parla delle esercitazioni a Capo Frasca, le mancate bonifiche e oltre 20 morti sospette su 70 dipendenti del Poligono. Dati ancora più clamorosi di quelli seppur drammatici più volte discussi riguardo il PISQ.

“Gherramus pro non dèpere prus suportare su ricatu ocupatzionale chi legìtimat fàbbricas de morte e multinatzionales chi proant is armas issoro in sa terra nostra. Gherramus pro cuntrastare s’ispopulamentu e s’emigratzione fortzada chi sunt cajonadas dae is diseconomias de custa presèntzia oprimidora. Gherramus pro alternativas econòmicas possìbiles contra a su disacatu ambientale e a s’ispeculatzione subra su territòriu. Gherramus contra a sa gherra, pro una Sardigna chi non siat prus sutamissa a is polìticas de gherra chi minetzant e degòlliant a àteros pòpulos” – si legge nella nota di A Foras.

Inoltre nel sito di A Foras sono presenti, liberamente scaricabili e divulgabili, gli approfondimenti realizzati negli ultimi 3 anni di attività del movimento, i due articolati dossier sui Poligoni di Quirra e Teulada. 

Si tratta di decine di pagine dense di storia, dati, analisi e numerosi riferimenti bibliografici a disposizione di tutti coloro vogliano conoscere meglio lo sfruttamento bellico della Sardigna tutta e, in particolare, quello patito dalle comunità interessate direttamente dalla presenza dei Poligoni italiani. https://aforas.noblogs.org/materiali/


Sassari, venerdì inaugurazione Domu de totus

Sassari, venerdì inaugurazione Domu de totus

Tutto pronto per l’evento inaugurale e di autofinanziamento per Domu de totus, una Casa del Popolo di imminente apertura nel centro storico sassarese.

Al centro della riflessione di diversi attivisti e attiviste il tema generale della disuguaglianza sociale che si declina in numerose forme di sfruttamento specifiche. Le sfide da affrontare sono tante: dal cambiamento climatico ai preoccupanti numeri della disoccupazione, dalle disuguaglianze di genere al progetto sempre attuale di una società multiculturale.

Le risposte da dare al fine di gestire le diverse crisi attuali sono prevalentemente orientate al liberismo sfrenato che, esso stesso, produce sempre maggiori diseguaglianze sociali, acuisce l’intolleranza e, nei casi peggiori, si concretizza nel neofascismo e il razzismo diffuso. Una Domo de totus, invece, dovrà essere un luogo per ben altri sbocchi della crisi, per vere soluzioni e pratiche, da cercare e praticare in modo partecipativo.

I promotori dell’iniziativa ritengono “che praticare la solidarietà sia necessario per mettere in connessione un tessuto sociale che tende sempre di più alla disaggregazione, alla guerra tra poveri e all’antipolitica. L’idea quella di trovare uno spazio in cui mettere in rete le competenze e la voglia di impegnarsi. Pensiamo di cominciare realizzando progetti semplici: uno sportello migranti, un’aula studio, uno sportello di ascolto psicologico, un gruppo di acquisto anticoloniale e solidale, oltre a iniziative culturali e di formazione. Iniziare quindi da piccole azioni concrete che possano innescare una riflessione sul fatto che davvero un altro mondo e un’altra Sardegna sono possibili”.

Un progetto aperto e inclusivo, dove ciascuno possa sentirsi partecipe e contribuire al suo sviluppo. Un progetto che restituisca l’idea che si può fare politica senza pensare solo alle elezioni e, soprattutto, un progetto che faccia politica, seguendo alcuni principi fondamentali:

* la centralità dei diritti umani, delle libertà fondamentali e dei diritti civili e sociali, dalla libertà di espressione al diritto alla casa, dal diritto allo studio alla libertà di culto.
* La difesa dell’ambiente, la valorizzazione della biodiversità e la salvaguardia della biosfera.
* il principio di uguaglianza sostanziale, inteso come sforzo costante di rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini.
* il riconoscimento delle Nazioni e dei popoli (a partire dal popolo sardo), come entità distinte rispetto agli Stati, del loro diritto ad autodeterminarsi, a tutelare e sviluppare le loro lingue e culture.
* la lotta contro ogni forma di discriminazione e prevaricazione basata sull’etnia, il genere, il sesso, l’orientamento sessuale, la religione.
* la difesa della laicità, del pluralismo, della multicultura, dell’idea che esistano più modelli di famiglia.

“Invitiamo chi si riconosce in questi principi e nei molti altri che da questi discendono a collaborare con noi per realizzare giorno dopo giorno “Sa domo de totus. Venerdì è prevista una serata di autofinanziamento, per conoscerci e dare un contributo a questo progetto. Appuntamento in Via Cetti n. 2 a partire dalle ore 18:30″ – concludono i promotori.

Tissi, II edizione Festival Sas Puntas: “aprodos e parténtzia”

Tissi, II edizione Festival Sas Puntas: “aprodos e parténtzia”

È stata di recente presentata la seconda edizione del Festival Letterario “Sas Puntas” prevista per sabato 14 e domenica 15 settembre. Un appuntamento che va a consolidarsi e che, anche quest’anno, ha trovato il sostegno dell’Amministrazione comunale.

Presenti alla conferenza stampa i promotori dell’iniziativa Giovanni Fara e Alessandra Mangatia, il sindaco Gianmaria Budroni e l’assessore alla cultura Lucia Mameli. Il sindaco Gianmaria Budroni ha sottolineato l’importanza che iniziative di questo tipo rivestono per il paese e l’intenzione di investire nel progetto con convinzione e con l’augurio che possa diventare un appuntamento fisso e in grado di acquistare sempre maggiore rilevanza per il territorio. 

Importante soprattutto il coinvolgimento nella manifestazione di artisti e autori locali tra cui Pietro Sassu (che a Tissi ha recentemente presentato il suo romanzo d’esordio “La Pioggia e il Melograno” edito da Catartica Edizioni), protagonista di uno degli aperitivi letterari in programma, e dell’attore teatrale Giovanni Delogu, che leggerà alcuni dei brani tratti dai libri “La domenica della cattiva gente” e l’inedito “Dancing Days” dello scrittore castellanese Marco Lepori, anche lui facente parte della scuderia di scrittori della Catartica Edizioni.

“Sas Puntas” è un festival che vuole consolidarsi, ha precisato l’editore sassarese Giovanni Fara, sottolineando come anche quest’anno, con pochi mezzi ma grande entusiasmo, sia stato realizzato un programma molto articolato e sviluppato attorno ad un tema centrale, “aprodos e parténtzia” (approdi e partenze), su cui tutti i protagonisti del festival sono chiamati ad esprimersi. “Un festival – ha dichiarato Fara – che non ha paura di affrontare tematiche scomode e che pensa che temi quali immigrazione, accoglienza e cittadinanza debbano essere posti al centro di una riflessione collettiva. A maggior ragione in Sardegna, terra da sempre di approdi e partenze”.

“L’importanza che in tal senso riveste la cultura – prosegue Fara – è tutt’altro che secondaria e serve per abbattere pregiudizi e la paura delle diversità”.

Il tema sarà al centro del dibattito della domenica pomeriggio che vedrà la presenza di Gianmaria Budroni (Sindaco di Tissi), Sandra Sanna (Direttore dell’emittente televisiva Canale 12), Davide Corriga (Sindaco di Bauladu e Presidente della Corona de Logu) e Cristiano Sabino (docente, saggista e responsabile del “progetto di cittadinanza sarda” per Caminera Noa).

Un festival che punta soprattutto a promuovere il territorio e autori che, seppur poco noti al grande pubblico, hanno qualcosa di importante da raccontare. Alla base di tutto c’è l’idea che il libro sia uno strumento capace di veicolare idee e interpretare la realtà oltre che raccontare delle belle storie.

Lucia Mameli, assessore alla cultura, ha infine sottolineato l’importanza del coinvolgimento delle fasce più deboli nella programmazione della domenica mattina, nel corso della quale saranno protagonisti i ragazzi dell’Associazione Up&Down che presenteranno il libro “Raccolta di poesie dritte e storte” (Carlo Delfino) e sarà realizzato il laboratorio letterario diretto da Franca Falchi e dedicato ai più giovani. Uno dei momenti più attesi è anche la presentazione del 3° Premio Letterario “Tene Tene” che troverà all’interno del festival una vetrina privilegiata.

Un festival che conserva il suo carattere gratuito e popolare, composto da vari momenti: reading di poesia, intermezzi musicali, mostre, dibattiti e tanti libri. Il via è previsto per sabato alle ore 17:00 presso l’ipogeo Sas Puntas da cui la manifestazione prende il nome.

Link al programma completo di Sas Puntas http://www.saspuntasfestival.org/2019/06/programma-14-15-settembre-2019.html

Orgosolo, 4° edizione A Foras Camp con Pratobello Chimbant’annos

Orgosolo, 4° edizione A Foras Camp con Pratobello Chimbant’annos

Tutto pronto per la quarta edizione di A Foras Camp. Dopo le edizioni in Ogliastra con tre campeggi tra Lanusei e Tertenia, A Foras – Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna invita alla partecipazione al campeggio previsto a Orgosolo nelle giornate del 13-14-15 settembre, presso il camping ristorante Supramonte, strada provinciale 48 in Localita’ Sarthu Thitu.

Quest’anno oltre dedicare attenzione alla discussione politica e programmatica in vista dell’autunno di lotta nei territori e nelle città, A Foras ha deciso di organizzare il campeggio in concomitanza ad una serie di eventi (incontri, dibattiti, musica) organizzati dal comitato orgolese “Pratobello Chimbant’annos” in occasione del cinquantennale della rivolta di Pratobello, ricorrenza che ha già visto quest’anno una proficua collaborazione tra A Foras e il comitato in occasione degli eventi di rievocazione storica e dibattiti organizzati a fine giugno.

Di seguito il programma della 4° edizione di A Foras Camp.


Venerdì 13 Settembre

  • Dalle 10 alle 19 accettazione e registrazione al camping
  • Dalle 19 momento di ricordo e dibattito sulla mobilitazione di Capofrasca del 2014

Sabato 14 Settembre

  • Primo pomeriggio: Escursione alla località Montes e al Montenovo San Giovanni

Domenica 15 settembre

  • Ore 15 Assemblea generale sarda in vista della mobilitazione del 12 Ottobre a Capofrasca In località Su Dentes (a poca distanza dal campeggio)

Come di consueto durante il campeggio si potrà trovare diverso materiale informativo di A Foras. Il campeggio è gratuito ma per motivi logistici e organizzativi è richiesta una comunicazione di adesione. All’ingresso sarà allestito un infopoint nel quale contribuire con un’offerta alle spese vive. Il campeggio è dotato di servizi igienici, bar, ristorante/pizzeria e piscina.

A Foras invita i partecipanti e le partecipanti alla tre giorni a contribuire ai turni di pulizia dello spazio dedicato ad A Foras e rispettare i valori che contraddistinguono da sempre il movimento. A Foras non accetta né tollera comportamenti sessisti, razzisti o discriminatori in genere.

Per informazioni e adesioni il numero di riferimento è 347-1478469. 

A breve invieremo anche il programma completo degli eventi del comitato Pratobello Chimbant’annos.

Oristano, decennale di Furia Rossa: “Le lotte in Sardegna, dalla marginalità politica alla centralità”

Oristano, decennale di Furia Rossa: “Le lotte in Sardegna, dalla marginalità politica alla centralità”

Il Collettivo Furia Rossa ha organizzato per domenica 1° settembre un incontro-dibattito chiamando a raccolta le numerose e diverse realtà di lotta politica operanti in Sardegna.

Appuntamento a partire dalle ore 10:30 al Teatro San Martino di Oristano, in Via Ciutadella de Menorca, n. 21, stesso luogo in cui cinque anni il Collettivo aveva organizzato un incontro simile: Dalle lotte territoriali alla lotta collettiva per una Sardegna migliore. Il Collettivo indipendentista oristanese da diversi anni è impegnato in numerose battaglie: dal precariato all’occupazione militare, dalla sostenibilità ambientale al diritto allo studio. Proprio in queste settimane ricorrono i 10 anni di attività politica del Collettivo.

In seguito la nota integrale di Furia Rossa in vista dell’incontro di domenica.

Viviamo in un’epoca cupa, in cui non si capisce bene se sia peggiore la realtà in cui viviamo o il modo in cui la descriviamo. Un pessimismo profondo, non dell’intelligenza ma della volontà, circonda la nostra attività politica da tempo e poche luci sembrano indirizzare il nostro cammino.

C’è una sola certezza, nessuno di noi è sufficiente a se stesso: né come singoli né come organizzazioni. Questa frase non vuole tracciare il profilo dell’obiettivo dell’unione a tutti i costi, dell’integrazione forzata tra esperienze politiche di diversa matrice, della realizzazione di cartelli elettorali. Può essere un obiettivo meritorio, ma sono altre le sedi in cui va perseguito e altri i soggetti che devono proporlo. La nostra auto-insufficienza – chi più, chi meno, ne soffrono tutti i soggetti che compongono la galassia di chi lotta per cambiare in Sardegna lo status quo – è in primo luogo teorica: è nel dibattito e nel ragionamento che dobbiamo aiutarci l’un con l’altro, senza la pretesa di dover arrivare a un punto condiviso nel ragionamento.

Cinque anni fa il Collettivo Furia Rossa organizzò un’assemblea, presso il teatro San Martino di Oristano, intitolata Dalle lotte territoriali alla lotta collettiva per una Sardegna migliore. Fu un incontro partecipato e produttivo, quantomeno dal punto di vista della costruzione di relazioni fra i partecipanti. Fra i punti affrontati in quella sede, alcuni possono essere ritenuti particolarmente fecondi e meritevoli di un ulteriore approfondimento.

Lo scenario politico è però sicuramente cambiato, con l’eccezione del rapporto di sudditanza tra la Sardegna e l’Italia, immutato nelle sue caratteristiche generali da anni e, a nostro giudizio, primo obiettivo di qualsiasi battaglia politica che punti al cambiamento dello status quo in Sardegna. È ormai palese uno spostamento a destra del baricentro politico, laddove in precedenza avevamo assistito a uno slittamento verso destra camuffato da posizioni teoriche legate alla cosiddetta Terza via, con evidenti conseguenze estremamente preoccupanti sul piano dell’autoritarismo e della riduzione degli spazi di libertà. Si pongono poi sul tavolo due grosse questioni: quella del regionalismo differenziato e quella dell’abolizione, de facto, dell’obbligo della progressività dell’imposizione fiscale. Si prospetta, all’orizzonte, una riforma costituzionale che aumenterà – in piena continuità col precedente tentativo renziano – i poteri dell’esecutivo, in combinato disposto con strumenti legislativi di rango inferiore che rafforzano il potere degli organi periferici del governo centrale: questure e prefetture. Da non dimenticare il costante peggioramento della situazione internazionale, tra imperialismo e violazione costante del diritto dei popoli all’autodeterminazione. Si è inoltre imposto con forza a tutti il problema della questione ambientale.

Tutto questo accade mentre si assiste, quasi impotenti, a uno sfilacciamento del tessuto sociale, con un aumento preoccupante di fenomeni legati all’intolleranza e manifestazioni di un comportamento squadrista che fanno temere già per il futuro prossimo. La cornice è quella di un incremento delle discriminazioni, sulla base del genere, dell’etnia di appartenenza, delle preferenze sessuali, della confessione religiosa, delle possibilità economiche e della provenienza sociale, con una costante compressione delle sfere di diritti che sembravano ormai definitivamente acquisiti.

Crediamo con forza che sia necessario confrontarsi e dialogare sul nostro ruolo, di movimenti radicali, in questo scenario. Per questo vi invitiamo, a cinque anni di distanza dall’incontro del 31 agosto e nel decimo anno di attività del nostro collettivo, ad un’assemblea aperta, che si terrà a Oristano domenica primo settembre dalle ore 10.30 al Teatro San Martino. Il titolo è il seguente: Politica in Sardegna, la sfida dei tempi: dalla marginalità alla centralità politica.

Link Facebook all’evento: https://www.facebook.com/events/1477488279058639/

Cagliari, domenica terza edizione A Foras Fest

Cagliari, domenica terza edizione A Foras Fest

Il 2 giugno 2019 A Foras – Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna torna in piazza a Cagliari per manifestare contro l’occupazione militare della Sardegna. La partenza del corteo è in Piazza dei Centomila alle ore 10.00.

A Foras è un’assemblea nata il 2 giugno del 2016 a Bauladu, composta da comitati, collettivi, associazioni, realtà politiche e individui che si oppongono all’occupazione militare della Sardegna.

Il 2 giugno è la festa della Repubblica Italiana che da ormai 70 anni occupa abusivamente ampie porzioni di territorio dell’isola, per devastarlo con il proprio esercito, prestarlo ed affittarlo agli eserciti di mezzo mondo e imprese multinazionali che testano le proprie armi per venderle ai migliori offerenti

Quella che a Roma è solo una parata, una finzione, nella nostra isola è la realtà quotidiana di soldati che da porti e aeroporti “sfilano” fino alle basi militari. A Roma il 2 giugno brillano le spillette, qui “brillano” quasi tutti i giorni le bombe, qui le frecce tricolori sono frecce avvelenate nella carne della popolazione.

Quest’anno il 2 giugno di A Foras sarà dedicato al Mare, all’acqua che bagna la nostra isola e l’attraversa nei fiumi, nei litorali e nelle insenature che disegnano il profilo della nostra terra.

Le coste e i golfi sono il teatro di questa guerra e il luogo di insediamento dei tre poligoni più grandi d’Europa (Capo Frasca, PISQ, Teulada). I porti sono il luogo di attracco e partenza di una miriade di navi militari che si preparano alle esercitazioni o sbarcano i mezzi pesanti che attraversano città e paesi per arrivare ai poligoni di tiro.

Centinaia le navi che hanno occupato e occuperanno il porto di Cagliari, Sant’Antioco e Olbia per “Mare Aperto” (Ottobre 2018), per la “Joint Stars” (Maggio 2019), l’ultima mastodontica operazione che ha coinvolto l’Arma dei Carabinieri, il Corpo della Guardia di Finanza, l’agenzia ENAV, l’US Marines Corps, schierando oltre 2000 uomini con più di 25 tra velivoli ed elicotteri, decine di mezzi terrestri, navali ed anfibi impegnati in intense attività addestrative diurne e notturne; molte di meno invece le navi che prenderanno il largo per trasportare sardi e sarde di ritorno da lavoro o studio, o per viaggiare per il Mediterraneo. Un nonsenso che conferma la Regione Sardegna completamente asservita al giogo del Ministero della difesa e della NATO, ma che non riesce a garantire i servizi basilari e la mobilità dei suoi figli.

Così l’esercito arrivato a maggio per la “Joint Stars” ha trovato un intero sistema apparecchiato al suo servizio, come mostrano le foto scattate al porto di Sant’Antioco, mentre noi per andare e tornare dalla Sardegna dobbiamo fare i salti mortali: una strana continuità territoriale questa che vale per i carri armati e non per le semplici automobili, che vale solo per chi ha una divisa o un portafogli gonfio di investimenti che ai sardi lasceranno solo briciole e macerie.

La guerra nel golfo non è fatta solo di azioni militari. È un piano economico studiato da UE e Italia, con i loro alleati Arabia Saudita e Qatar. Come spiegare altrimenti certe scelte dannose, antieconomiche e obsolete come quella del metano? Il metano è un combustibile fossile altamente inquinante, estremamente dannoso per l’ambiente e la salute, scegliere oggi il metano significa investire risorse per renderci ancora dipendenti da un combustibile fossile e da interessi esterni.

Il progetto di metanizzazione che vedono la Sardegna come un grande HUB di metano al centro del Mediterraneo, partono dai rigassificatori di Giorgino a Cagliari passando con un tracciato che tocca tutte le coste dal Sulcis passando per Santa Giusta, arrivando poi a Porto Torres per poi virare verso Olbia.

L’ennesima servitù, fatta di espropri, inquinamento e militarizzazione di punti strategici, che si va ad aggiungere ai rapporti militari con l’alleato Qatariota, i cui marinai saranno ospitati nella Caserma Bastianini de La Maddalena, nella scuola per sottoufficiali della Marina.

Il Qatar investe e trova la strada spianata anche in altri settori della società sarda come la sanità; la Qatar Foundation, infatti, ha inaugurato lo scorso 12 dicembre un ospedale privato, il Mater Olbia, che gradualmente andrà a sostituire la sanità pubblica, ampiamente razionalizzata e menoma ta dalle politiche statali e regionali.

La guerra nel golfo deve finire: non vogliamo più carichi di bombe da Porto Canale o dal Porto di Olbia, non vogliamo più esercitazioni sul fiume Temo a Bosa, stop all’attracco di navi militari nei porti cittadini, basta al passaggio di mezzi militari e carri armati nelle città e nei paesi della Sardegna.

Chiediamo al comune di Cagliari, di Sant’Antioco, di Bosa, di Olbia, di Siniscola e alle autorità portuali di prendere posizione ufficialmente contro il passaggio dei mezzi, l’attracco e l’utilizzo di ampie fette di mare e fiumi per fini militari.

Non ci facciamo ammaliare dagli accordi truffa firmati da Regione e militari che con una mano restituiscono mezza spiaggia al demanio pubblico, mentre con l’altra aumentano gli spazi di addestramento,  senza che le istituzioni e i cittadini abbiano voce in capitolo. Da Pula a Muravera, passando per Capo Comino e Prato Sardo dobbiamo impedire che il territorio sia sacrificato alle esercitazioni militari.

PER IL NOSTRO MARE, PER LA RESTITUZIONE DEGLI SPECCHI D’ACQUA AI PESCATORI, PER NON ESSERE SERVI DELLA GEOPOLITICA NATO E ITALIANA

PER UN’ECONOMIA BASATA SUI NOSTRI BISOGNI E NON SUL METANO QATARIOTA O SULLA SANITÀ SVENDUTA AL MIGLIOR OFFERENTE, A FORAS È OGGI IN PIAZZA PER RIBADIRE:

•  STOP alle ESERCITAZIONI militari, DISMISSIONE di TUTTI i POLIGONI; avvio di BONIFICHE integrali;

• RISARCIMENTI per tutti i danni (demografici, economici alla salute e all’ambiente) subiti in 60 anni di occupazione militare, e utilizzo degli stessi per l’avvio di ALTERNATIVE ECONOMICHE etiche, sostenibili e legate alle risorse dei territori;

• RICONVERSIONE a uso civile di tutti siti militari, dalle CASERME dei POLIGONI a quella di Pratosardo, e della fabbrica di bombe RWM di Domusnovas;

• STOP ai nuovi progetti sui poligoni DUAL USE (civile-militare);

• STOP ai progetti di ampliamento e ammodernamento dei poligoni, come il Sistema Integrato per l’Addestramento Terrestre (SIAT)

• Revoca degli accordi dell’Università di Cagliari con il comando militare della Sardegna e con le università israeliane complici del massacro del popolo palestinese. Revoca della convenzione tra Università di Sassari ed Esercito Italiano. Fine di ogni rapporto degli atenei sardi con aziende coinvolte con lo sviluppo bellico. Avvio di ricerche e corsi di studio su bonifiche e riconversioni di siti militari;

• Annullamento dell’accordo tra Regione Sardegna e Ministero della Difesa sulle servitù militari;

•  Cessazione di ogni tipo di collaborazione sia civile che militare tra la Regione Sardegna e governi (come quelli di Arabia Saudita, Turchia, Qatar, USA e Israele) che promuovono guerre di aggressione negli stati senza pace.

Bauladu, domenica assemblea plenaria di Caminera Noa

Dopo due anni di lotte, l’Assemblea Plenaria di Caminera Noa è convocata per domenica 31 Marzo 2019, a partire dalle ore 10 nei locali della Biblioteca Comunale di Bauladu (Piazza Emilio Lussu).

Numerosi i temi affrontati in questi due anni di lavoro politico, lotte sulle quali verrà fatto un bilancio alla luce dell’attuale fase politica in Sardegna nel corso di una intensa giornata di lavori. Dalla difesa della Sanità pubblica alle attività riguardo la politica linguistica, passando per l’analisi e denuncia dello sfruttamento del lavoro con il progetto Telèfonu Ruju. L’azione di Caminera Noa si è occupata della condizione lavorativa e riproduttiva delle donne in Sardegna – indagata con opportuno questionario – e, più in generale, delle pratiche scorrette nel mondo del lavoro con l’uso selvaggio dello strumento dei tirocini regionali.

Il programma proposto è il seguente:
– ore 10:30 – 13 ❙ Discussione su fase politica in Sardegna
– ore 13 – 15 ❙ Pausa pranzo
– ore 15 – 19 ❙ Nuovi strumenti per: democrazia, partecipazione, pratica

Secondo Caminera Noa “abbiamo dimostrato che è possibile riconnettere le varie anime anticapitaliste, anticolonialiste, antirazziste, ecologiste, presenti in Sardegna, partendo dalle lotte reali, mettendole in piedi o stando dentro ai conflitti già esistenti, sporcandoci le mani, con rispetto reciproco. Possiamo dunque immaginare una fase avanzata? Una fase che permetta una migliore saldatura di tutti i conflitti presenti in Sardegna?”

Evento facebook della plenaria di Caminera Noa: https://www.facebook.com/events/648346242269162/

Lavoro, produzione e riproduzione: questionario su condizione femminile in Sardegna

Questionario sulla condizione produttiva e riproduttiva della donne in Sardegnahttps://bit.ly/2J9wGac

Dopo la presentazione del primo bilancio semestrale delle attività, Telèfonu Ruju ha predisposto un questionario per indagare e analizzare le condizioni e i rapporti di genere in Sardegna. La campagna è curata da Caminera Noa e USB.

La pagina Facebook di Telèfonu Ruju è https://www.facebook.com/telefonuruju/. Inoltre, TR è presente sul territorio sardo con diversi sportelli: Cagliari, Sassari, Oristano e Olbia.

Nel questionario proposto l’analisi del differenziale di genere considera la vita a 360° e tutti gli aspetti economici. Tanto quelli di mercato, quanto nel non mercato e, in particolare, nel lavoro riproduttivo, domestico e di cura. Una mole di lavoro che in numerosi paesi costituisce a seconda delle stime un valore raffrontabile all’ammontare dello stesso Pil tradizionale.

Nonostante questo monte lavoro, sostenuto in larga parte dal genere femminile, non sia formalmente retribuito costituisce un valore necessario e imprescindibile nel funzionamento reale e vitale del sistema socioeconomico. L’insieme relazionale di attività nei servizi del lavoro domestico e di cura, tanto su infanti quanto su anziani, è ciò che mette in condizione di attivare e sostenere l’intera massa lavoratrice.

L’argomento, assieme a diverse altre lotte, sarà trattato anche nella prossima assemblea plenaria di Caminera Noa, in programma per il prossimo 31 marzo a Bauladu. I lavori sono previsti a partire dalle ore 10:00 nei locali della Biblioteca comunale.

Qui il link all’evento https://www.facebook.com/events/648346242269162/

Link al questionario https://bit.ly/2J9wGac

Cagliari, 8 marzo in lotta: aderisce anche Caminera Noa

L’8 marzo, Giornata internazionale della donna, è in programma a Cagliari uno sciopero promosso dalla rete Non Una di Meno – Manc’Una de Mancu, riguardo la violenza e lo sfruttamento di genere. Discriminazioni che risalgono alla notte dei tempi e che oggi si rigenerano in vecchi e nuovi attacchi al genere femminile. Dalla violenza fisica, domestica e sul lavoro, ai sempre più forti venti antiabortisti, dal salary gap sul mercato, passando per il lavoro non di mercato, quasi completamente a carico delle figure femminili nei contesti familiari.

Numerose le realtà aderenti all’iniziativa. Qui il link Facebook dell’evento e l’elenco completo https://www.facebook.com/events/1133343803496286/

Oltre alla partecipazione di studentesse e studenti universitari e non solo, tra le tante adesioni figura il Laboratorio Politico Sa Domu, il quale nei giorni scorsi ha organizzato un evento di raccolta fondi, RUAS – Rete Unitaria Antifascista Sulcis-Iglesiente e l’ASCE, storica associazione sarda che da oltre 30 anni si batte contro ogni fenomeno di discriminazione ed emarginazione sociale.

“Oltre al lavoro produttivo, ad esse è stato poi affidato, storicamente e socialmente, il lavoro riproduttivo, che comprende tutte le attività che sono connesse con la riproduzione della vita e con la sua cura: lavoro domestico di gestione della casa, cura ed educazione dei figli, assistenza ai familiari. Questo lavoro, oltre a non essere riconosciuto e a venire spesso dato per scontato, è indispensabile per il funzionamento dell’intero sistema economico” – scrive Caminera Noa in una nota di adesione alla giornata.

Appuntamento, dunque, a partire dalle ore 9:00 ai Giardini pubblici. Il corteo attraverserà viale Regina Elena, Piazza Costituzione, viale Regina Margherita, Piazza Darsena, via Roma e Largo Carlo Felice per concludersi, infine, in Piazza Yenne.

Caminera Noa sulle prossime elezioni regionali

Lo scorso 13 ottobre avevamo dichiarato a mezzo stampa la nostra volontà di non partecipare direttamente alle elezioni autonomistiche perché il progetto Caminera Noa attraversa una fase di crescita, progettualità e radicamento che ha ancora bisogno di maturare prima di misurarsi con competizioni elettorali (link).

Politicamente però Caminera Noa si dichiarava orientata a sostenere con tutte le sue forze una lista amica dei conflitti sociali e politici in Sardegna e poneva la seguente vitale questione: “i conflitti sociali e politici in atto in Sardegna avranno amici alle prossime elezioni regionali?”.

Ad un mese delle elezioni autonomistiche, dopo aver avuto anche alcuni confronti con alcune liste e dopo un serio, democratico e meditato dibattito nelle assemblee plenarie e nei coordinamenti abbiamo deciso di assumere la seguente posizione:

– Caminera Noa boccia tutte le liste a sostegno delle politiche che, con alterne vicende, negli ultimi decenni hanno governato la Sardegna, e che hanno portato allo stato attuale di desolazione e di assalto alla nostra terra e ai nostri diritti fondamentali: il diritto a vivere in una terra sana, il diritto ad accedere ad una sanità pubblica di qualità, il diritto ad un lavoro dignitoso, il diritto ad un istruzione di qualità che rispetti la specificità della Sardegna, il diritto alla mobilità, la tutela dei beni comuni, il diritto alla parità linguistica tra sardo e italiano, ecc. Pertanto, le liste a sostegno di Massimo Zedda e di Cristian Solinas essendo in continuità con i governi precedenti e in complementarietà rispetto agli interessi che veicolano e vogliono rappresentare sono da escludere. Invitiamo pertanto a non votare né i candidati presidente né i singoli candidati nelle liste, anche se furbescamente i due schieramenti hanno pescato anche tra personalità impegnate nel sociale e tra alcuni buoni amministratori.

– Caminera Noa boccia anche il Movimento 5 Stelle per due ragioni: non ha alcuna idea della Sardegna che tenga conto del suo carattere a sé stante e mutua meccanicamente idee e progetti impacchettati dalle centrali italiani del Partito che si profila come uno dei più centralisti e autoritari. La seconda ragione è che non possiamo ignorare che a livello statale sia diventato ormai lo scendiletto della destra razzista e xenofoba ad egemonia salviniana e ciò viola i nostri valori.

– Per quanto attiene alle altre liste alternative al tripolarismo italiano, la loro pur netta opposizione alle liste unioniste non è condizione sufficiente per captare il nostro consenso. Altre sarebbero state le condizioni necessarie per un nostro convinto appoggio: sarebbe stato necessario aprire alle lotte di difesa della Sardegna, cioè creare «uno spazio pubblico di libero e paritario confronto ad ampio spettro» (come auspicavamo nel documento del 13 ottobre). Appare evidente che tali condizioni politiche che avrebbero reso possibile un appoggio organico/esterno da parte di CN non vi sono affatto. Questo perché nel processo di costruzione delle liste, non c’è stata democrazia nei meccanismi di formazione, nessuna di esse nel proprio programma e nella infelice scelta del candidato alla presidenza rappresenta una forza di rottura del sistema, né accoglie in modo organico le istanze provenienti dai movimenti di lotta attivi sul territorio sardo, tra i quali CN trova la sua naturale collocazione. Inoltre tutte le liste alternative al tripolarismo italiano violano almeno uno dei nostri punti fondamentali (autodeterminazione nazionale, antirazzismo, superamento del liberismo, sostenibilità).

Davanti a questo scenario non possiamo biasimare chi deciderà di astenersi, e lo faranno moltissimi attivisti e militanti che in questi anni hanno animato l’unica vera opposizione alla giunta uscente.
Detto ciò si deve però rilevare che, poiché all’interno di alcune delle liste alternative al tripolarismo italiano trovano spazio singoli candidati rispetto ai quali è concreta l’empatia politica che nasce dalla comune sensibilità ai temi che sono al centro della nostra azione politica e dall’aver condiviso in prima persona le stesse battaglie e poiché all’elezione di tali singoli candidati si lega l’unica, seppure debole, speranza che trovino voce dentro il Consiglio Regionale le lotte da noi sostenute per il territorio e per il popolo sardo, CN considera conforme ai principi e agli intenti dichiarati una scelta orientata in tal senso da parte dei propri attivisti.

Le imminenti elezioni esprimono un carattere desolante della politica in Sardegna spesso condizionata da logiche autoreferenziali il che ha impedito che le lotte, i conflitti, le resistenze presenti in Sardegna trovassero un adeguato spazio e degna rappresentanza. La vera sfida inizierà dal 25 febbraio in poi e toccherà a tutti noi esserne all’altezza e costruire un processo di emancipazione significativo, lungimirante e duraturo.